80 ragazzi dei progetti Erasmus visitano l’Oasi la Valle di San Savino

Sui social tanti i commenti positivi sull’oasi naturalistica e sulla sua gestione

80 ragazzi dei progetti Erasmus visitano l’Oasi la Valle di San Savino

80 ragazzi dei progetti Erasmus visitano l’Oasi la Valle di San Savino MAGIONE – Anche l’Oasi la valle di San Savino, Magione, tra i luoghi visitati dagli ottanta ragazzi di cui quaranta provenienti da Portogallo, Francia e Romania che con i loro insegnanti partecipano al progetto Erasmus in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Tuoro e Passignano sul Trasimeno.

I visitatori, accompagnati dal personale dell’Oasi hanno partecipato ai laboratori scientifici-didattici, visitato la stazione di inanellamento e la mostra sugli aspetti storico-naturalisti della Valle oltre, naturalmente, ammirare la grande varietà di uccelli acquatici che vivono o svernano al Trasimeno.  In particolare hanno visitato l’oasi come punto di internazionalità perché al centro delle rotte migratorie che vanno dal nord Europa al centro del continente africano.

Un viaggio nell’affascinante ecosistema lacustre che trova conferma nei tanti giudizi positivi che vengono espressi sui social. «Esperienza bellissima  – scrive Paola venuta a visitare l’Oasi da Torino – Abbiamo avuto una guida eccellente e visto con il binocolo che ci ha fornito l’Oasi per la visita, vari aironi, cinerino bianco e rosso, garzette, svassi e una quantità di folaghe impensabile. Interessantissimo l’inanellamento di un mangiamosche e di un martin pescatore. Grazie ancora per la splendida visita»

«A poca distanza da Perugia – scrive invece Francesco – esiste questo piccolo angolo di paradiso che permette di stare a stretto contatto con la natura e, se si è fortunati e le condizioni meteo lo permettono, anche di poter fotografare qualche bell’esemplare sia di uccelli che anatre stanziali o meno. Purtroppo ultimamente è stata chiusa la passerella, si pensa per questione burocratiche, tramite la quale ci si può inoltrare anche molto vicino ai canneti. Certo è una bella e importante mancanza sia per gli operatori che per i visitatori ma nonostante ciò rimane comunque una bella stazione naturalistica per chi vuole assaporare il diretto contatto con l’ambiente che ci circonda».

Una mancanza sentita anche dagli operatori della cooperativa L’Alzavola (Marco, Chiara, Maddalena, Mario), che gestiscono la struttura ma che non toglie nulla al fascino del luogo grazie alle tante attività proposte tanto che, grazie al loro lavoro, l’oasi è un punto di riferimento ed un servizio per tutto il territorio del Trasimeno, divenendo, di fatto, la porta di accesso sistemico all’ecosistema, alla natura, al paesaggio del lago.

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