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Buona scuola un piffero, una classe Istituto Magione a rischio chiusura

Briziarelli e Cacioppi : “La Lega Nord, porterà la questione in consiglio Regionale”

Buona scuola un piffero, una classe Istituto Magione a rischio chiusura
Luca Briziarelli

Buona scuola un piffero, una classe Istituto Magione a rischio chiusura

Una classe dell’istituto tecnico di Magione verrà probabilmente tagliata,  la pretestuosa politica del Pd continua a fare danni e a rimetterci sono sempre i cittadini”. Chiara la presa di posizione della Lega Nord Umbria che con i suoi referenti territoriali Andrea Cacioppi a Magione e Luca Briziarelli per il Trasimeno annuncia una dura battaglia sulla questione.

“E’ inconcepibile – spiegano i due referenti leghisti – cha a protestare per il taglio della classe dell’istituto Magionese siano esponenti del Pd,  gli stessi che hanno sostenuto la riforma della Buona Scuola dando un colpo mortale al mondo scolastico e creando seri danni a studenti ed insegnanti.

La vicenda della scuola superiore di Magione ne è la conferma, inammissibile tagliare una classe costringendo 14 studenti ad “emigrare” a Perugia, solo perché non ci sono insegnanti. Il Trasimeno è una delle zone umbre con la più alta percentuale di studenti pendolari, depotenziare un istituto solo perché il Pd è incapace di fare riforme utili ci sembra assurdo.

Negli anni la scuola di Magione, è cresciuta in sostanza e qualità, è un fiore all’occhiello per la nostra comunità e deve essere salvaguardato.

Sarebbe ora che il Pd, ai grandi e sterili proclami cominciasse a far seguire i fatti: alle grandi aspettative annunciate dal Jobs Act, non è seguito altro che un grande precariato, alla tanto attesa riforma della Buona Scuola è seguito solo tanta confusione, tagli ingiustificati ad un settore che rappresenta il nostro futuro. Come Lega Nord ci batteremo in ogni sede affinché il tessuto già precario delle scuole superiori del Trasimeno non sia ulteriormente depotenziato, la scuola è un diritto di tutti e come tale va salvaguardata nel merito e nella sostanza.

A differenza del PD – concludono Cacioppi e Brizarelli – la nostra protesta avrà un epilogo e la porteremo fino in Regione dove, con il Vice Presidente Valerio Mancini, porteremo la questione all’analisi della terza commissione e se necessario anche in aula, chiedendo spiegazioni a chi è il reale artefice di una simile follia”

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