Abbattimento di cinghiali, Presenzini, WWF, ordinanza scritta coi piedi

 
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Abbattimento di cinghiali, Presenzini, WWF, ordinanza scritta coi piedi

di Sauro Presenzini
WWF Italia
Il Sindaco di Castiglion del Lago, emette un’Ordinanza a tutela della pubblica incolumità, per consentire l’abbattimento di cinghiali, il WWF qualora ne ricorrono i presupposti, non è preconcettualmente contrario, se i motivi sono reali, trasparenti, riscontrabili.
Peccato che per l’esecuzione di questa Ordinanza, ci si dimentichi di tutelare in primis (appunto),  …la pubblica incolumità.
Il Presidente del WWF Perugia Sauro Presenzini, ha letto le motivazioni a base dell’Ordinanza contingibile ed urgente, ed è trasecolato, laconicamente commenta:
“quest’Ordinanza non è sorretta da nessuna evidenza reale, contrasta con le Leggi vigenti, invade le competenze statali, si sostituisce addirittura al Prefetto in tema di pubblica incolumità, istiga i cittadini a comportamenti “contra legem” e cosa veramente curiosa,  per tutelare la pubblica incolumità, …proprio di essa si dimentica!!!”
Infatti, sembrerebbe “autorizzare” dei privati cittadini non abilitati, ad  usare armi a canna rigata (che sparano proiettili a oltre 3 chilometri di distanza),  anche in mezzo alle case, in luoghi pubblici, nelle vie, ove i potenziali selvatici potrebbero essere ricorsi e fucilati sul posto.
  • Scene già viste ed ordinanze simili scritte con i piedi, …poi revocate e/o annullate!

Pronto l’accesso agli atti da parte del WWF, gli avvocati del WWF Avv. Valeria Passeri, Avv. Michele Pezone, Avv. Domenico Aiello e Avv. Patrizia Fantilli, i quali studieranno il caso affinchè queste ordinanze, sistematicamente falcidiate ed annullate in sede di esecuzione, non possano poi essere usate “copia/incolla” in tutta Italia, così come sembra aver fatto anche il Sindaco di Castiglion del Lago in questa occasione.
Il Presidente Presenzini osserva ancora, come tale Ordinanza, abbia anche esercitato uno sgarbo istituzionale nei confronti del Prefetto, invadendone a gamba tesa le prerogative (la pubblica incolumità) che come noto, giuridicamente sono competenze di rango statale e sono certamente ultronee alle competenze locali di un Sindaco.
Di più, ad una sua attenta disamina dell’Ordinanza, le motivazioni richiamate in essa, sono fumose e lacunose …fanno acqua da tutte le parti.
Peggio non la potevano scrivere.

1 Commento

  1. È davvero inconcepibile che si affidi la soluzione del problema a coloro che per il loro sollazzo lo hanno generato.
    E che continuino a sollazzarsi senza che nessuno ne chieda le responsabilità e che disponga piuttosto pene pecuniarie adeguate per il danno causato alla comunità.
    E che anzi non disponga nella stessa ordinanza il divieto di commercializzazione della carne dei cinghiali abbattuti prevedendone la distruzione al fine di evitarne il lucro.
    Ma non insegna davvero nulla la pandemia da Corinavirus ?
    Non sanno costoro che il 60% delle malattie infettive che ci colpiscono sono definite zoonosi , prodotte cioè da microorganismi che hanno serbatoi in popolazioni naturali di animali o in specie allevate ?
    Mai sentito parlare di salto di specie?
    O si fa finta di non sapere che sono state proprio le politiche che hanno ridotto gli habitat naturali ad aver determinato la moltiplicazione incontrollata dei cinghiali e ad aver incrementato i contatti tra questa specie ed altre specie animali e l’uomo ?
    Peste suina,virus della pseudo rabbia, peste suina africana, circovirus suino tipo 2, sono soltanto alcune delle malattie trasmissibili dai cinghiali al bestiame.
    E da cinghiali infetti vengono trasmessi all’ uomo virus come quello
    dell ‘ epatite E , dell ‘ influenza suina e dell’encefalite.
    Per non parlare delle malattie trasmesse da batteri come brucellosi o leptospirosi, o ancora della trichinellosi , il parassita di cui il cinghiale funge da ospite e che infetta l’uomo con l’ ingestione di carne infetta.
    Ma perché, non esistono altre vie alternative alla mattanza che il Sindaco di Castiglione ha decretato?
    E perché non ci si è attivati per tempo
    presso strutture competenti al fine di controllare la proliferazione di questa specie attraverso politiche coerenti ed adeguate alle emergenze in cui ci dibattiamo?
    O forse gli appetiti sollecitati dalle lobbies delle armi e le residue ambizioni elettorali nell’ Umbria delle doppiette sono ancora tali da suggestionare un ceto politico che non sa più a che santo votarsi ?

    Maurizio Fratta
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