Fotovoltaico al Trasimeno, Futuro Nazionale critica il piano

Terrosi chiede studi, manutenzione e acqua per tutelare lago

📌 FLASH NEWS – Futuro Nazionale contesta l’ipotesi dei pannelli fotovoltaici galleggianti sul Trasimeno. Paolo Terrosi chiede prima studi specifici, manutenzione del bacino e interventi per aumentare gli apporti idrici al lago umbro subito


Futuro Nazionale critica l’ipotesi sul Trasimeno

Futuro Nazionale di Castiglione del Lago esprime una posizione contraria all’ipotesi di installare pannelli fotovoltaici galleggianti sul Lago Trasimeno per contribuire a ridurre l’evaporazione dell’acqua. A intervenire è Paolo Terrosi, che solleva una serie di interrogativi sugli effetti ambientali, sui costi e sull’effettiva capacità di una soluzione di questo tipo di incidere sul bilancio idrico del bacino.

La presa di posizione arriva dopo che l’assessore regionale Thomas De Luca ha rilanciato l’ipotesi di utilizzare impianti fotovoltaici galleggianti sulla superficie del lago con l’obiettivo di limitare almeno parzialmente la perdita d’acqua provocata dall’evaporazione.

Per Futuro Nazionale, prima di destinare risorse pubbliche a un intervento di questa portata sarebbe necessaria una valutazione scientifica, economica e ambientale approfondita, basata sulle caratteristiche specifiche del Trasimeno.

Paolo Terrosi pone quindi una questione preliminare: stabilire se il fotovoltaico galleggiante rappresenti effettivamente una priorità rispetto agli altri interventi necessari per la tutela e la gestione del lago.

La richiesta di una sperimentazione preliminare

Il movimento sostiene che non possa essere dato per acquisito un rapporto automatico tra la copertura di una parte della superficie lacustre e una riduzione significativa dell’evaporazione.

Secondo quanto evidenziato da Paolo Terrosi, gli effetti degli impianti fotovoltaici galleggianti possono cambiare in relazione alla configurazione adottata e alle condizioni climatiche. Da qui la richiesta di procedere, prima di ipotizzare installazioni estese, con una fase sperimentale specificamente condotta sul Lago Trasimeno.

La proposta prevede l’utilizzo, per un periodo sufficientemente significativo, di boe e stazioni meteorologiche attraverso le quali raccogliere una serie di parametri. Tra questi vengono indicati temperatura dell’acqua e dell’aria, umidità, velocità e direzione del vento, radiazione solare, precipitazioni, evaporazione e livello del lago.

La sperimentazione dovrebbe inoltre confrontare la temperatura dell’acqua nelle zone eventualmente coperte dai pannelli con quella delle aree rimaste libere, verificando contemporaneamente qualità delle acque, ossigeno disciolto ed eventuali conseguenze sulla vegetazione e sull’ecosistema.

Solo sulla base di dati raccolti direttamente sul bacino, sostiene Futuro Nazionale, sarebbe possibile determinare quale quantità d’acqua potrebbe realmente essere conservata e confrontare il beneficio ottenuto con i costi economici e ambientali dell’intervento.

I dubbi sui costi di un impianto galleggiante

Un altro capitolo sollevato da Futuro Nazionale riguarda la sostenibilità economica dell’operazione. Il movimento prende come esempio teorico una superficie di un chilometro quadrato destinata al fotovoltaico galleggiante.

Secondo le valutazioni riportate da Paolo Terrosi, le stime relative alla quantità d’acqua risparmiabile possono variare sensibilmente. In uno scenario definito prudenziale dal movimento, viene ipotizzato un recupero equivalente a circa 65 centimetri di livello del lago ogni anno.

Il punto, secondo Futuro Nazionale, è verificare quale investimento sarebbe necessario per raggiungere un risultato di questa portata.

Il costo complessivo, infatti, non comprenderebbe esclusivamente i moduli fotovoltaici. Dovrebbero essere considerate anche strutture galleggianti, sistemi di ancoraggio, cavi, inverter, trasformatori, sottostazioni elettriche e collegamenti alla rete.

A queste componenti andrebbero aggiunti trasporto e installazione, progettazione, studi batimetrici e geologici, valutazioni ambientali, opere da realizzare a terra, autorizzazioni e le eventuali misure di mitigazione e compensazione richieste.

Le stime indicate da Paolo Terrosi

Secondo la valutazione preliminare riportata da Futuro Nazionale, un impianto esteso per un chilometro quadrato potrebbe richiedere un investimento nell’ordine di decine di milioni di euro.

Lo stesso movimento precisa tuttavia che si tratterebbe di una prima valutazione, da verificare attraverso un vero studio di fattibilità. È proprio questo uno degli elementi sui quali Paolo Terrosi chiede un approfondimento prima di procedere verso qualsiasi progetto su larga scala.

L’interrogativo riguarda il rapporto tra capitale necessario e quantità d’acqua effettivamente conservata. Per Futuro Nazionale, soltanto un’analisi completa potrebbe stabilire se il risultato ottenibile giustificherebbe l’investimento richiesto.

Analoghe valutazioni, secondo il movimento, dovrebbero essere condotte sulla produzione di energia elettrica. Un impianto di grandi dimensioni potrebbe generare un ricavo lordo significativo, ma questo dato dovrebbe essere confrontato con le spese sostenute per realizzazione, gestione, manutenzione e connessione alla rete.

Il nodo del ritorno economico dell’investimento

Futuro Nazionale chiede quindi che un eventuale progetto venga valutato considerando tutte le voci economiche, senza limitarsi al valore dell’energia elettrica che potrebbe essere prodotta.

Per Paolo Terrosi sarebbe necessario determinare il reale tempo di ritorno dell’investimento e confrontarlo con gli effetti ottenibili sul piano della conservazione della risorsa idrica.

Il movimento ritiene dunque prematuro considerare il fotovoltaico galleggiante una soluzione economicamente conveniente senza disporre preventivamente di dati riferiti direttamente al Lago Trasimeno.

La posizione espressa non si limita però alla contestazione dell’ipotesi avanzata. Futuro Nazionale indica infatti una serie di priorità alternative per la gestione del bacino, partendo dalla manutenzione ordinaria e dagli interventi sulle sponde.

La proposta di rivedere il Parco del Trasimeno

Tra le questioni sollevate figura la gestione del Parco del Trasimeno. Futuro Nazionale propone una revisione dell’attuale sistema dei vincoli e una possibile rideterminazione territoriale del Parco.

Secondo la proposta illustrata da Paolo Terrosi, le tutele ambientali dovrebbero rimanere adeguate per le isole e per le aree considerate di maggiore pregio, mentre dovrebbe essere resa più agevole la gestione delle sponde.

Il movimento sostiene di aver proposto un ridimensionamento del Parco alle sole isole, con l’obiettivo di eliminare quei vincoli che, a suo giudizio, renderebbero più difficili gli interventi ordinari necessari lungo le rive.

La richiesta è quella di consentire operazioni di manutenzione durante tutto l’anno, intervenendo quando le condizioni lo richiedono.

Sponde e canneti tra gli interventi richiesti

Futuro Nazionale indica tra le attività considerate prioritarie la pulizia delle sponde, la rimozione dei rovi e della vegetazione invasiva e una gestione più continua dei canneti.

L’obiettivo indicato dal movimento è permettere interventi nelle aree nelle quali la vegetazione o altri elementi possono ostacolare il corretto deflusso delle acque.

Un’altra questione riguarda l’Anguillara e le vasche di decantazione. Secondo Futuro Nazionale, queste strutture necessiterebbero di interventi di pulizia per rimuovere i sedimenti accumulati.

Paolo Terrosi chiede inoltre di intervenire sul fango dove necessario e di dotarsi di draghe moderne ed efficienti, destinando parte delle risorse disponibili alla manutenzione e alla funzionalità complessiva del bacino.

Gli apporti idrici indicati come priorità

Il tema centrale della posizione di Futuro Nazionale resta però quello dell’approvvigionamento idrico del Lago Trasimeno. Secondo il movimento, le risorse e l’azione amministrativa dovrebbero concentrarsi soprattutto sull’aumento degli apporti d’acqua.

Paolo Terrosi indica come priorità il completamento dei progetti già avviati per portare acqua dal Montedoglio al Trasimeno attraverso il fosso Paganico.

La strategia proposta dovrebbe procedere contemporaneamente su più fronti. Da una parte, secondo Futuro Nazionale, occorrerebbe aumentare e rendere più efficienti gli apporti idrici; dall’altra sarebbe necessario evitare perdite della risorsa disponibile e garantire una manutenzione costante del lago e dei suoi affluenti.

La richiesta di una strategia complessiva per il lago

La posizione espressa da Futuro Nazionale – Castiglione del Lago si concentra quindi sulla richiesta di affrontare la situazione del Trasimeno attraverso una programmazione complessiva prima di valutare interventi tecnologici di grandi dimensioni.

Per Paolo Terrosi, qualsiasi ipotesi di fotovoltaico galleggiante dovrebbe essere preceduta da misurazioni sul campo, sperimentazioni, analisi economiche e valutazioni ambientali, così da verificare concretamente vantaggi, costi e conseguenze.

Il movimento individua contemporaneamente nella manutenzione delle sponde, nella gestione dei canneti e dei sedimenti, negli interventi sull’Anguillara e sulle vasche di decantazione e soprattutto nell’aumento degli apporti idrici gli elementi sui quali concentrare l’attenzione.

La richiesta finale è quella di costruire per il Lago Trasimeno una strategia verificabile che tenga insieme disponibilità d’acqua, manutenzione, sicurezza idraulica, tutela ambientale e sviluppo economico, valutando ogni nuovo progetto sulla base di dati specifici e di un quadro completo dei costi e dei benefici.

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