Trattamenti ogni settimana e nuove tecnologie contro l’emergenza
L’emergenza legata alla proliferazione dei chironomidi continua a interessare il lago Trasimeno e arriva all’attenzione del Consiglio regionale dell’Umbria. Il tema è stato affrontato attraverso un’interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere regionale Matteo Giambartolomei, che ha chiesto alla Giunta regionale interventi tempestivi per contenere il fenomeno e valutare forme di sostegno economico alle attività maggiormente penalizzate.
Al centro del confronto ci sono gli effetti che la presenza massiccia degli insetti sta producendo sulle imprese turistiche e commerciali del territorio, in particolare durante la stagione estiva, periodo nel quale il comprensorio del Trasimeno registra tradizionalmente il maggiore afflusso di visitatori.
La questione approda in Consiglio regionale
Nel corso della seduta, Matteo Giambartolomei ha evidenziato come numerose attività economiche abbiano segnalato difficoltà operative riconducibili alla presenza dei chironomidi. Secondo quanto illustrato dal consigliere, alcuni esercizi sarebbero stati costretti ad anticipare la chiusura serale, mentre altri avrebbero registrato una riduzione degli incassi proprio nei mesi più importanti per il turismo.
La richiesta avanzata all’esecutivo regionale riguarda l’attivazione di un piano straordinario di intervento e la possibilità di prevedere eventuali ristori per le imprese che dimostrassero di aver subito conseguenze economiche legate all’emergenza.
La Regione: clima e livello del lago favoriscono il fenomeno
A rispondere è stata l’assessore regionale Simona Meloni, che ha illustrato le iniziative già avviate e le difficoltà operative determinate dal quadro normativo vigente.
L’assessore ha spiegato che la diffusione dei chironomidi è favorita da condizioni ambientali rese più accentuate dai cambiamenti climatici. La persistente siccità e il ridotto livello delle acque del lago Trasimeno costituiscono infatti elementi che agevolano la riproduzione degli insetti.
Durante l’intervento è stato ricordato come problematiche analoghe interessino anche il lago Balaton, in Ungheria, altro grande bacino lacustre caratterizzato da acque poco profonde. Con questa realtà la Regione Umbria mantiene un confronto tecnico finalizzato allo scambio di esperienze e strategie per il contenimento del fenomeno.
Trattamenti biologici più frequenti
Tra le misure illustrate dalla Regione figura il rafforzamento del programma di trattamenti larvicidi biologici.
Dopo i sette interventi effettuati nel corso del 2025, nella stagione estiva attuale sono già stati eseguiti sei trattamenti con cadenza quindicinale. La Regione ha annunciato che il calendario sarà ulteriormente intensificato e che gli interventi verranno svolti con frequenza settimanale per aumentare l’efficacia dell’azione di contrasto.
L’assessore ha però ricordato che le attività devono rispettare i limiti previsti dalla normativa europea. Il regolamento entrato in vigore nel 2012 ha infatti ristretto il numero delle sostanze utilizzabili nelle aree protette, riducendo anche i quantitativi massimi autorizzati e fissando un tetto complessivo agli interventi consentiti.
Per questo motivo gli uffici tecnici stanno lavorando alla rimodulazione delle miscele impiegate, distribuendo i quantitativi disponibili su un numero maggiore di operazioni senza superare i limiti previsti dalla legislazione comunitaria.
Tecnologie e nuove sperimentazioni
Accanto ai trattamenti biologici, la Regione prosegue anche con gli interventi basati sulla cattura fisica degli insetti.
L’impianto denominato “Isola B” ha già intercettato circa quaranta milioni di chironomidi dall’inizio dell’anno, un dato superiore rispetto ai circa trenta milioni registrati nell’intero 2025.
Parallelamente proseguono le sperimentazioni dedicate all’illuminazione. A Passignano sul Trasimeno è in corso una prova con lampade a luce rossa, soluzione che richiede però un adeguamento rispetto alla normativa sulla sicurezza stradale.
Sono inoltre operative lungo i pontili circa 150 lampade Tofolamp, mentre la Regione ha annunciato l’avvio di ulteriori test con illuminazione a luce gialla nei lungolago di San Feliciano, Passignano sul Trasimeno e Castiglione del Lago, con l’obiettivo di verificare l’efficacia di differenti sorgenti luminose nell’attrarre e contenere gli insetti.
Valutazioni su ordinanza e possibili ristori
Sul piano amministrativo la Regione ha avviato un confronto con l’Unione dei Comuni del Trasimeno per verificare la possibilità di emanare un’ordinanza d’urgenza destinata a consentire ulteriori interventi nelle aree dei lungolago.
Un tecnico regionale si trova presso il Ministero competente proprio per approfondire gli aspetti normativi e valutare la praticabilità di questo percorso.
Per quanto riguarda gli eventuali sostegni economici, l’assessore ha spiegato che la Giunta intende verificare l’effettivo impatto dell’emergenza sui fatturati delle attività interessate, collegando ogni eventuale misura al sistema emergenziale riferito al bacino lacustre.
Giambartolomei ribadisce le proprie perplessità
Al termine della risposta, Matteo Giambartolomei ha espresso la propria insoddisfazione, ritenendo non sufficienti le misure illustrate dall’assessore.
Il consigliere regionale ha sostenuto che una situazione di questa portata non si verificava dal 2007 e ha manifestato dubbi sull’efficacia dei trattamenti effettuati con frequenza quindicinale.
Nel suo intervento ha inoltre affermato che il numero delle lampade Tofolamp attualmente operative sarebbe inferiore rispetto a quello indicato dalla Regione e ha rinnovato la richiesta di intervenire con maggiore rapidità nelle aree caratterizzate da acque basse, sollecitando anche operazioni di taglio dei canneti.
Il confronto istituzionale resta quindi aperto mentre la stagione turistica prosegue e le amministrazioni continuano a valutare ulteriori strumenti per limitare gli effetti della presenza dei chironomidi sul territorio del lago Trasimeno.

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