Truffa all’anziana sventata, arrestato un uomo e complice denunciata
Gioielli recuperati dai Carabinieri dopo il raggiro a una 75enne
Carabinieri sventano truffa – Una truffa ai danni di un’anziana residente a Passignano sul Trasimeno è stata scoperta e interrotta dai Carabinieri della Compagnia di Città della Pieve, che hanno arrestato un uomo di 39 anni in flagranza di reato e denunciato una donna di 41 anni, ritenuta sua complice. L’intervento tempestivo dei militari ha consentito di recuperare integralmente la refurtiva e di restituire tutti i preziosi alla legittima proprietaria.
L’episodio si è verificato durante un servizio di controllo del territorio svolto dai Carabinieri nell’area del Lago Trasimeno, attività finalizzata alla prevenzione dei reati contro il patrimonio e alla tutela dei cittadini.
Il controllo che ha fatto scattare gli accertamenti
L’operazione ha preso avvio da un normale controllo stradale. I militari hanno fermato un’autovettura a noleggio con a bordo un uomo e una donna, entrambi provenienti da fuori regione e già conosciuti dalle Forze dell’Ordine.
Durante le verifiche, il comportamento dei due occupanti ha destato sospetti. Per questo motivo i Carabinieri hanno deciso di approfondire il controllo eseguendo una perquisizione. All’interno del veicolo e nella disponibilità della coppia sono stati rinvenuti numerosi oggetti in oro, tra cui anelli, collane, bracciali, spille e portachiavi.
Alle richieste dei militari sulla provenienza dei monili, i due hanno fornito spiegazioni ritenute poco convincenti e non in grado di giustificare il possesso dei preziosi.
La telefonata al 112 e la ricostruzione della truffa
Mentre erano in corso gli accertamenti, la Centrale Operativa dei Carabinieri di Città della Pieve ha ricevuto una chiamata al Numero Unico di Emergenza 112 da parte del nipote di una donna di 75 anni residente nella zona.
L’uomo ha segnalato che un estraneo era riuscito a introdursi nell’abitazione dell’anziana e ad impossessarsi di numerosi gioielli attraverso un raggiro.
Gli immediati riscontri investigativi hanno consentito ai militari di collegare il furto appena denunciato con i preziosi trovati poco prima durante il controllo della vettura.
Il raggiro ai danni della pensionata
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, tutto sarebbe iniziato con una lunga telefonata ricevuta dalla vittima. Dall’altra parte della cornetta un uomo, qualificatosi come maresciallo dei Carabinieri, avrebbe raccontato alla donna che la sua automobile risultava coinvolta in una rapina avvenuta presso una gioielleria.
Con questo pretesto, il falso appartenente all’Arma avrebbe spiegato alla pensionata che era necessario verificare i gioielli custoditi nella sua abitazione confrontandoli con quelli sequestrati ai presunti responsabili della rapina.
Poco dopo, un uomo si è presentato direttamente a casa della settantacinquenne, confermando quanto anticipato telefonicamente. Convinta della veridicità della vicenda, la donna ha consegnato spontaneamente tutti gli oggetti preziosi che conservava nell’abitazione.
Tra i beni sottratti figuravano quattro anelli, fedi nuziali, bracciali, orecchini, spille e portachiavi, per un valore complessivo stimato in oltre 3.000 euro.
Arresto, denuncia e recupero della refurtiva
Gli elementi raccolti dai militari hanno portato all’immediato intervento dell’Autorità Giudiziaria. Il trentanovenne è stato arrestato in flagranza con l’accusa di truffa aggravata e, concluse le formalità di rito, è stato accompagnato presso il carcere di Perugia-Capanne, dove è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.
La donna di 41 anni che viaggiava con lui è stata invece denunciata in stato di libertà con l’ipotesi di reato di ricettazione, in relazione ai preziosi rinvenuti nella sua disponibilità.
Tutti i gioielli restituiti alla proprietaria
L’intera refurtiva è stata recuperata dai Carabinieri durante gli accertamenti e successivamente riconsegnata alla settantacinquenne, che ha così potuto rientrare in possesso di tutti i propri beni.
L’operazione conferma l’importanza dell’attività di controllo del territorio svolta quotidianamente dall’Arma e della rapidità con cui sono stati coordinati gli interventi tra la pattuglia impegnata nei servizi di prevenzione e la Centrale Operativa dopo la segnalazione giunta al Numero Unico di Emergenza.
Il tempestivo collegamento tra il controllo dell’autovettura, il ritrovamento dei gioielli e la denuncia presentata dai familiari della vittima ha consentito di ricostruire in tempi rapidi la dinamica dell’accaduto, individuare i presunti responsabili e recuperare integralmente il bottino sottratto attraverso il raggiro.

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