Civica Piegaro scrive al Ministero sul Museo Paleontologico Pietrafitta

Civica Piegaro scrive al Ministero sul Museo Paleontologico Pietrafitta

All’indomani del passaggio del Museo Boldrini dalla Società Valnestore Sviluppo al Ministero per la Cultura attraverso il Polo Museale Regionale, il gruppo consiliare Civica Piegaro con il suo Capogruppo Augusto Peltristo insieme ai Consiglieri Roberto Pinzo, Gianmaria Tei e alla Paleontologa Adria Faraone hanno inviato una missiva ai Ministri di Cultura e Turismo, Sangiuliano e Santanchè, alla Regione dell’Umbria Tesei e Agabiti e alla Direzione Regionale dei Musei Umbri Pierini, per riportare nuovamente l’attenzione sulla complessa situazione del Museo Paleontologico Luigi Boldrini di Pietrafitta, in modo che questa straordinaria collezione di reperti fossili tra le più importanti d’Europa per quantità e qualità dei pezzi presenti possa finalmente essere valorizzato.

“Il passaggio al Polo Museale Regionale – esordisce Peltristo – deve essere finalmente decisivo per la sua valorizzazione e conoscenza. Il Museo ha vissuto mille difficoltà, sempre da noi segnalate, dalla sua doppia inaugurazione, ad una denuncia per problematiche riguardanti impianti e manutenzione, un allaccio abusivo per l’acqua, i ritardi ad ottenere il certificato di prevenzione incendi, ipoteche e altro ancora”.

“Per la sua realizzazione – proseguono Pinzo e Tei – sono stati spesi oltre 5.000.000 di euro di denaro pubblico per una struttura non idonea, più volte è stato chiuso e riaperto per pochi giorni all’anno con un numero esiguo di visitatori , con spese annuali sostenute dai Comuni di Piegaro, Panicale,  Provincia di Perugia e  Regione dell’Umbria  per oltre 70.000 euro all’anno a fronte di incassi poco sopra i 2.000, di Museo se ne parlava in prossimità delle tornate elettorali, dopodiché tutto rientrava nel dimenticatoio e le promesse di valorizzazione come sempre svanivano rapidamente”.

“Il Museo – esorta la Faraone – ha necessità di personale competente e preparato che ne sappia spiegare la parte geologica, anatomica, zoologica e botanica in modo da farlo apprezzare ai visitatori in tutta la sua bellezza oltre che di una rete capillare che ne permetta anche la sua conoscenza, inoltre tutti i fossili si stanno pericolosamente deteriorando, come da noi segnalato più volte ed hanno bisogno di una manutenzione immediata e costante.

“Il Boldrini – conclude Peltristo – ha le potenzialità per diventare un polo di cultura paleontologica e naturalistica, per far rivivere un’area ormai abbandonata, attrarre visitatori e ricercatori, un valore aggiunto alla ricchezza archeologica e pittorica presente nella Regione Umbria e nella nostra Italia”.

 

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