ARS Contemporanea 2025, il festival seme della perseveranza

ARS Contemporanea 2025, il festival seme della perseveranza

Teatro, musica e cinema: la cultura che resiste nel tempo

Si è chiusa con un bilancio decisamente positivo la VII edizione di ARS Contemporanea di Castiglione del Lago, una manifestazione che negli anni è diventata punto di riferimento nel panorama culturale del Centro Italia, saldando teatro, musica, libri, cinema in un’unica trama di emozioni. Il titolo dell’edizione appena conclusa, “La Perseveranza Culturale”, racchiude l’intento del festival: come una goccia che scava la roccia, seminare bellezza e pensiero destinati a germogliare nel tempo.

Il fondatore e direttore artistico Gianluca Brundo esprime soddisfazione e gratitudine. «È stata un’edizione speciale», dichiara, «numerosissimi gli apprezzamenti, pubblico attento e partecipe e artisti entusiasti. Ogni evento lascia un piccolo seme culturale che potrà germogliare nel tempo. Il filo rosso di tutta la manifestazione farà ora il suo viaggio nei nostri cuori, menti e anime. Castiglione del Lago è stato teatro di magia e autenticità, in un mondo spesso superficiale, la perseveranza culturale di ARS Contemporanea ha radici ben salde».

Il festival si è aperto venerdì con il tributo a Dante Alighieri e i primi sei canti dell’Inferno, proposti in una nuova produzione d’autore preparata da Brundo e portata in scena dopo mesi di lavoro. In una cornice infernale e suggestiva, il pubblico ha rivissuto storie e sentimenti eterni: Beatrice e Virgilio, Caronte, Paolo e Francesca, Minosse e Ciacco, incarnati da Brundo stesso, sottolineati dalle percussioni di Maicol Cucchi e dal violino di Chiara Franceschini. I costumi di Maria Ines Saglietti hanno contribuito a comporre un quadro visivo coinvolgente, capace di trasmettere l’essenza dell’umano, lasciando nel pubblico una traccia indelebile di riflessione e emozione.

La serata ha visto anche il ricordo di Riccardo Regi, giornalista, compositore, amico del festival e uomo di profonda cultura e umanità, recentemente scomparso. Un video gli ha reso omaggio, rinnovando l’affetto della comunità per una personalità capace di lasciare segni di generosità, intelligenza e passione autentica.

Il sabato è stato dedicato alle grandi occasioni: la musica di Francesco Attesti, maestro di fama internazionale, ha avvolto il pubblico con il concerto per piano solo “Visioni”, tra le note di Bach, Schubert e Chopin. Il pomeriggio è proseguito con il Caffè Contemporaneo, che ha portato il professor Riccardo Lestini sul palco con una lezione su “Kubrick: filmografia della prigione”, offrendo uno sguardo acuto sulle forme e sui codici della prigione nel cinema del grande maestro. Le sfaccettature interpretative restituite da Lestini hanno arricchito la comprensione di una cinematografia tra le più complesse e innovative del Novecento.

Spazio quindi alla grande scuola italiana del doppiaggio cinematografico, riconosciuta come la migliore a livello mondiale. Ospite d’eccezione Pasquale Anselmo, voce di leggende del cinema come Nicolas Cage, John Turturro, Philip Seymour Hoffman, Woody Harrelson, Bob Odenkirk. Anselmo ha svelato segreti, retroscena, curiosità e tecniche di un mestiere spesso poco conosciuto, ma che regala ai film stranieri nuovo fascino e profondità.

Il pomeriggio ha celebrato anche i cento anni dalla nascita del regista Sam Peckinpah, innovatore del western e della grammatica cinematografica internazionale, ricordato attraverso il documentario “Sam Peckinpah: portrait” realizzato da Umberto Berlenghini e Michelangelo Dalto. In un percorso di interviste e immagini esclusive sono emersi i tratti essenziali di un autore controverso e visionario, capace di rivoluzionare la narrazione western con un tocco barocco e una visione estetica della violenza tra storia, epica e sentimenti.

Il regista e autore Umberto Berlenghini, della direzione RAI Cinema e Fiction, ha spiegato l’importanza di Peckinpah: «Lo abbiamo presentato in tutta Italia e negli Stati Uniti, ma non in Umbria: Peckinpah, come Kubrick, sono stati rivoluzionari nel linguaggio cinematografico. Complimenti a Gianluca Brundo per la passione e la perseveranza nel proporre un festival che meriterebbe diffusione nazionale».

Anche la domenica ha riservato emozioni uniche, con la festa di ARS Contemporanea KIDS dedicata ai più piccoli, tema Halloween, grandi produzioni live di GianGian Folletto, canale di successo tra l’infanzia e la creatività. ARS Contemporanea KIDS ha invitato i bambini a immergersi nel gioco, nella bellezza, nella comunità, offrendo la possibilità di vivere la fantasia come valore educativo nella crescita.

Il vero cuore della manifestazione, come riporta il comunicato di GOEC Gabriele Olivo Editoria e Comunicazione Comuneinforma – Agenzia Akropolis – rimane la convinzione che cultura e arte siano gli strumenti più profondi per resistere all’effimero, tracciando solchi di memoria, dialogo e identità. La perseveranza culturale, come ha sottolineato il direttore artistico Brundo, si alimenta di coraggio, innovazione e legami. Un festival che, se sostenuto adeguatamente, può diventare patrimonio di tutti, superare i confini regionali e raccontare l’Italia migliore: quella che crede nel valore della bellezza, nella forza della comunità e nel lungo cammino della cultura che non si arrende mai.

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