Strauss e il valzer chiudono il Festival con entusiasmo

Strauss e il valzer chiudono il Festival con entusiasmo

Successo a Castiglione del Lago, già progetti per l’edizione 2026

Con una serata dedicata a Johann Strauss figlio, nel bicentenario della nascita, si è conclusa la XXI edizione del Festival di Musica Classica di Castiglione del Lago. L’evento finale, ospitato ieri sera nelle sale rinascimentali di Palazzo della Corgna, ha visto protagonista il professor Stefano Ragni, pianista e docente dell’Università per Stranieri di Perugia, che ha guidato il pubblico in un originale viaggio nella storia del valzer viennese, alternando spiegazioni a esecuzioni musicali.

La formula, ormai collaudata, ha confermato la capacità di Ragni di unire divulgazione, ironia e competenza. Con aneddoti e curiosità, il musicista ha raccontato l’evoluzione del valzer da danza popolare a simbolo delle corti europee, ricordando come dal 1939 il Concerto di Capodanno di Vienna sia diventato l’appuntamento musicale che segna l’inizio dell’anno in Europa. «Strauss – ha spiegato Ragni – era una delle personalità più popolari del XIX secolo, superato solo dalla regina Vittoria e da Otto von Bismarck. Non Wagner né Verdi, ma lui, perché tutta Europa ballava con la sua musica».

Il racconto ha toccato anche la dimensione familiare degli Strauss, tra rivalità, sacrifici e successi internazionali, fino ai concerti oltreoceano. L’esibizione di Ragni ha chiuso in modo brillante un’edizione che, come sottolineato dal comunicato stampa, ha registrato un bilancio positivo e un’affluenza crescente.

Le istituzioni e il bilancio della rassegna
Il sindaco Matteo Burico ha espresso grande soddisfazione per i vent’anni di storia della manifestazione, nata nel 2005: «È una tradizione preziosa che tutte le amministrazioni devono saper custodire. In questi anni sono passati artisti di valore e, soprattutto, tanta cultura. Ringrazio la direttrice artistica Marzia Crispolti Zacchia, il suo impegno è la garanzia di qualità e continuità». Burico ha ricordato anche il dono del pianoforte da concerto fatto dalla fondatrice al Comune, strumento che continua a valorizzare le serate musicali.

La marchesa Crispolti Zacchia, anima del festival, ha parlato di pubblico in crescita e di un notevole incremento dei giovani spettatori, «un segnale che dà speranza per il futuro». Ha già annunciato le linee guida per l’edizione 2026: conferma della musica da camera e della lirica a palazzo, con l’idea di proporre una Tosca in forma adattata, dopo il successo della Traviata. Tra i sogni in cantiere, anche uno spettacolo di danza alla Rocca Medievale, progetto che la direttrice intende finalmente realizzare.

Un pubblico sempre più partecipe
Le undici serate di questa edizione hanno registrato sale piene e un forte coinvolgimento della comunità. Non solo spettatori abituali, ma anche tanti visitatori arrivati da fuori regione, attratti dal connubio tra musica, storia e la cornice artistica del Palazzo della Corgna. Il festival ha proposto concerti di musica da camera, opere liriche in versione ridotta e incontri divulgativi che hanno saputo avvicinare generazioni diverse alla musica classica.

Il consenso raccolto rafforza la missione del festival: offrire un cartellone di qualità, accessibile e allo stesso tempo ricco di proposte innovative, mantenendo viva la tradizione e aprendo al futuro.

Prospettive future
Il festival tornerà nel 2026 con nuove sfide: oltre all’ampliamento del repertorio lirico, l’obiettivo è portare la musica fuori dalle mura di Palazzo della Corgna, sfruttando luoghi simbolo del borgo, come la Rocca, per eventi all’aperto che uniscano musica, danza e spettacolo visivo.

Il comunicato stampa conclude sottolineando come la rassegna, sostenuta dal Comune e da sponsor privati, sia diventata una delle esperienze culturali più riconoscibili del Trasimeno. La passione della direttrice e la partecipazione del pubblico sono i pilastri di una manifestazione che guarda con fiducia al futuro.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*