A Magione in scena Naufraghi senza volto, dal libro omonimo di Cristina Cattaneo

A Magione in scena Naufraghi senza volto, dal libro omonimo di Cristina Cattaneo

A Magione in scena Naufraghi senza volto, dal libro omonimo di Cristina Cattaneo

A Magione in scena Naufraghi senza volto,
dal libro omonimo di Cristina Cattaneo

Prosegue la Stagione 23/24 del Teatro Mengoni di Magione. Domenica 11 febbraio alle 18, Teatro della Cooperativa presenta Naufraghi senza volto, dal libro di Cristina Cattaneo (Raffaello Cortina Editore). Una lettura teatrale che porta in scena il dramma dei naufragi dal punto di vista di chi lavora per restituire, attraverso le analisi autoptiche, identità e dignità ai profughi morti nel Mediterraneo. Lettura teatrale di Renato Sarti, con Laura Curino e Renato Sarti; regia Renato Sarti, video e immagini di Mattia Colombo, Jacopo Loiodice, Valentina Cicogna; musiche di Carlo Boccadoro.

Ci sono persone che non hanno diritti né da vive né da morte. Perché nel caso di tragedie come quella delle Torri Gemelle o del disastro aereo di Linate si fa l’impossibile per identificare le vittime, mentre per i migranti in mare no? Esistono forse esseri umani di serie A e di serie B? Nonostante tutto quello che continua a succedere, non si pensa mai alla sofferenza di chi ha una persona cara che ha intrapreso un viaggio alla ricerca di un futuro migliore e non sa se ce l’abbia fatta, se stia bene, se lo rivedrà mai. Si chiama ambiguous loss, perdita ambigua, il sentimento che provano i parenti delle persone scomparse, un lutto che non si riesce a elaborare, perché non c’è la presenza di un corpo a confermarne la morte. Se si aggiungono vuoti normativi e inadempienze delle istituzioni (o mancanza di volontà!) come l’Unione Europea, la possibilità di avere una risposta si fa ancora più remota, al dolore si aggiunge la rabbia e il problema diventa anche sociale.

È questo il contesto in cui opera il Labanof, Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano, diretto da Cristina Cattaneo, antropologa, medico legale e autrice di Naufraghi senza volto, libro vincitore di diversi premi fra i quali il Premio Galileo 2019 e tradotto in numerose lingue, tra cui in giapponese. Questa autentica crociata, coordinata dall’Ufficio del Commissario Straordinario del Governo per le Persone Scomparse, dalla Marina Militare e coadiuvata anche da diverse università e organizzazioni di volontariato, è raccontata nel libro attraverso i naufragi dell’ottobre 2013 e del 18 aprile 2015.

In quest’ultimo caso, la nave affondò con circa novecento persone a bordo e l’equipe del Labanof effettuò sui cinquecentosessantasei corpi recuperati le analisi autoptiche, la catalogazione dei vestiti e degli oggetti ritrovati e mise i risultati al servizio dei familiari dei dispersi, per permettere loro il riconoscimento delle vittime. Il Labanof è riuscito a realizzare un piccolo miracolo: «restituire una storia, un’identità e perfino la dignità» alle vittime senza nome dei naufragi del Mediterraneo. Ora è fondamentale che la politica faccia la sua parte e il “paradigma Labanof” diventi prassi a livello nazionale ed europeo.

Per informazioni e biglietteria: prenotare telefonicamente al Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria 075 57542222, dal lunedì al sabato dalle 17 alle 20. Acquisto online sul sito www.teatrostabile.umbria.it

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