Castiglione del Lago, pomeriggio con gli autori presenta “Il punto di rugiada”

Castiglione del Lago, pomeriggio con gli autori presenta "Il punto di rugiada". Al nuovo Cinema Caporali con Marco Risi e Luigi Diberti

Castiglione del Lago, pomeriggio con gli autori presenta "Il punto di rugiada"

Castiglione del Lago, pomeriggio con gli autori
presenta “Il punto di rugiada”.

Al nuovo Cinema Caporali con Marco Risi e Luigi Diberti

Un pomeriggio con gli autori quello di sabato 10 febbraio alle ore 17 al Nuovo Cinema Caporali di Castiglione del Lago.
Intervistati dal critico cinematografico Simone Rossi, il regista e sceneggiatore Marco Risi con l’attore e autore teatrale Luigi Diberti parleranno del nuovo film “Il punto di rugiada” e dello stato di salute del cinema italiano.

Un evento che conferma la vocazione del Nuovo Cinema Caporali, la piccola e dinamica multisala gestita da Lagodarte Impresa Sociale nel centro storico castiglionese, che propone molti interessanti appuntamenti con gli autori per parlare di cinema, riflettere sui temi trattati e capire meglio il linguaggio, le tecniche e gli aneddoti di un mondo che affascina anche giovani e giovanissimi.

Castiglione del Lago, pomeriggio con gli autori presenta "Il punto di rugiada"

“Il punto di rugiada” è un film «leggero e drammatico da abbracciare con tutto l’affetto di cui si è umanamente capaci, un’opera che vive di contrasti e che vi scalderà il cuore». C’è una delicatezza intensa e disarmante, una tenerezza che fa sopraggiungere agli occhi lacrime di gioia, che unisce il giovane col vecchio, il passato col presente; e colora di senso anche le stanze vuote di memoria, piene di cicatrici e sogni infranti, di amori da rammendare e note da stonare.
“Il punto di rugiada” è un grido di poesia ovattato dalla neve, un film che ci trascina in un tempo etereo, tra corpi decadenti ed esistenze decadute in mezzo alle quali si fa largo un raggio di sole, uno spaccato di libertà che parte dal suo opposto, ovvero dall’obbligo di scontare una pena presso una casa di riposo inflitto a Carlo (Alessandro Fella), un ragazzo arrogante e viziato, che perde i suoi giorni con gli amici, tra discoteche, alcol e droghe, deridendo quei vecchietti con i quali si troverà a contatto.

“Il punto di rugiada” di Marco Risi, con Massimo De Francovich, Alessandro Fella, Eros Pagni, Lucia Rossi, Luigi Diberti, Erika Blanc, Maurizio Micheli, è un film drammatico (112 min) prodotto da Fandango, parla di due ragazzi che vengono salvati grazie a un mondo senza età dove condivisione, conforto e accoglienza hanno la meglio. Nell’estate 2018 Carlo è un figlio di papà che, dopo una serata con gli amici in cui ha bevuto parecchio, si è messo alla guida provocando un incidente d’auto in cui una ragazza è rimasta sfregiata. Il tribunale lo condanna ad un anno di servizi sociali presso una casa di riposo dove dovrà occuparsi degli anziani ospiti, con il divieto assoluto di definirli “vecchi”. A condividere la sua pena è Manuel, un giovane spacciatore; a presiedere la casa di risposo ci sono invece un direttore che detesta entrambi i ragazzi e vorrebbe vederli in galera, e una capoinfermiera, Luisa, che si è già imbattuta in Carlo, ma non sappiamo né dove né perché. Gi ospiti della casa di riposo sono personaggi assai diversi: un colonnello che non è mai riuscito a diventare generale, un’ex attrice, un intrattenitore sciupafemmine, un fotografo e il rivale che in gioventù gli ha rubato la fidanzata, una signora sempre pronta a partire per una destinazione sconosciuta. E Carlo e Manuel dovranno trovare il modo di relazionarsi ad ognuno di loro, magari anche imparando qualcosa di sé. “Il punto di rugiada” ha un’ambientazione e una data non casuali, e si addentra nel mondo a parte delle case di riposo, “cimiteri degli elefanti”, come le definisce l’ospite più lucido del gruppo, visitati raramente dai famigliari e gestiti e “venduti” come centri ricreativi di lusso ma che sono, come in questo caso, strutture inadeguate.

Marco Risi nel 1982 diresse il suo primo film, “Vado a vivere da solo”, con Jerry Calà, protagonista anche di “Un ragazzo e una ragazza” (1984) e “Colpo di fulmine” (1985). Con “Soldati – 365 all’alba” (1987), opera fortemente critica verso le forzature della vita di caserma, il regista si è allontanato dalla commedia giovanile per virare decisamente verso un cinema d’impegno. L’attenzione ai temi sociali e all’attualità più scomoda torna anche in altre opere, come il dittico “Mery per sempre” (1989) e “Ragazzi fuori” (1990), incentrato sulle vicende dei giovani detenuti del carcere Malaspina di Palermo: poi “Il muro di gomma” (1991), sulla strage di Ustica, e “Il branco” (1994), tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Carraro, sulla vicenda di uno stupro compiuto da un gruppo di adolescenti di provincia, mentre “Nel continente nero” (1993) rappresenta il temporaneo ritorno a un genere più leggero. Nel 1998 girò il grottesco e irrisolto “L’ultimo Capodanno”, tratto da un racconto pulp di Niccolò Ammaniti. Tre anni dopo Risi è tornato dietro la macchina da presa per realizzare “Tre mogli”, commistione di commedia agrodolce al femminile e road-movie. Seguono il film biografico “Maradona – La mano de Dios” (2007), la fiction “L’ultimo padrino” (2008), su Bernardo Provenzano, “Fortapàsc” (2009), sul giovane giornalista Giancarlo Siani assassinato dalla camorra, “Cha cha cha” (2013), un noir ambientato a Roma, e “Tre tocchi” (2014).

Luigi Diberti dopo essersi diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” inizia a recitare a teatro in piccoli ruoli. Nel 1968 è scoperto da Luca Ronconi che gli affida la parte di Ruggero nella sua trasposizione teatrale dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto. Dagli anni Settanta ad oggi partecipa a moltissimi film e svariate serie televisive, tra le quali “La piovra”, “I Medici” e l’ultimo “La lunga notte – La caduta del Duce”. Continua comunque una intensa attività teatrale grazie alla quale negli anni Ottanta è stato uno degli attori più importanti del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler. Ha lavorato per i registi Mauro Bolognini, Dario Argento, Cristina Comencini, Gabriele Muccino, Davide Ferrario, Lina Wertmüller, Michelangelo Antonioni, Pupi Avati, Ferzan Özpetek, Marco Tullio Giordana, Elio Petri e molti altri. Da un’idea di Diberti viene realizzato il monologo teatrale E.T. L’incredibile storia di Elio Trenta, con la sceneggiatura di Gianmario Pagano che Diberti stesso ha portato in scena in prima nazionale al Todi Festival 2021.

Per l’occasione possibile sarà possibile acquistare il biglietto in prevendita direttamente al botteghino nei giorni di apertura del cinema oppure on line sul sito www.nuovocinemacaporali.it alla voce “biglietti”.

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