Nove giorni dedicati alla cultura storica nel borgo umbro
📌 FLASH NEWS – Si è conclusa la sessantaduesima edizione dell’Agosto Corcianese, che ha attirato nel borgo umbro migliaia di visitatori con un programma ricco di cultura, arte, musica e rievocazioni storiche che hanno animato le vie del centro storico per nove giorni intensi
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Corciano, 17 08 2026 – La 62° edizione dell’Agosto Corcianese si è archiviata confermando il prestigio di una delle rassegne culturali più longeve del panorama umbro, come riporta il comunicato di Francesca Cecchini – Ufficio stampa Agosto Corcianese. L’evento, promosso dall’Associazione Turistica Pro Loco Corcianese in stretta sinergia con il Comune di Corciano, ha beneficiato del supporto istituzionale della Regione Umbria e del contributo della Banca Centro Toscana Umbria del Gruppo BCC Iccrea, oltre al sostegno di numerose realtà locali. Il riscontro ottenuto testimonia la capacità del borgo di proporsi come punto di riferimento turistico capace di superare i confini regionali, attirando presenze rilevanti non solo dal resto d’Italia, ma anche dall’estero. La continuità garantita da questo appuntamento ha permesso al centro storico di restare vivo e dinamico per l’intera durata del programma.
Il fulcro dell’intera kermesse si è identificato ancora una volta nelle rievocazioni storiche, che permettono al centro di trasformarsi in una scenografia naturale dedicata al Medioevo e al Rinascimento. La cura dei dettagli durante le diverse giornate ha saputo coinvolgere attivamente il pubblico nelle atmosfere d’epoca. Tra le performance più apprezzate, le Serenate dei Menestrelli hanno dato il via a un percorso che ha trovato il suo apice nella Cerimonia del Lume. Molto sentito è stato il momento dedicato al Corteo quattrocentesco del Gonfalone, che ha visto la rievocazione della liberazione dei prigionieri Pro Amore Dei e l’incontro simbolico tra Monsignor Giacomo Vannucci e la popolazione residente. La manifestazione si è conclusa con la disputa tradizionale tra i quattro rioni del castello, che ha visto il Serraglio prevalere nella Disfida degli arcieri, un atto che rinnova ogni anno il legame profondo tra la comunità locale e le proprie radici storiche.
Il sindaco di Corciano, Lorenzo Pierotti, ha espresso grande soddisfazione nel commentare la conclusione di questa edizione, che ha visto il ritorno completo di tutte le cinque sezioni tematiche previste dal format originario. Il primo cittadino ha sottolineato come l’Agosto Corcianese rappresenti, per durata temporale, la seconda manifestazione culturale di rilievo in Umbria, posizionandosi subito dopo il celebre Festival dei Due Mondi di Spoleto. L’orgoglio manifestato dall’amministrazione si lega indissolubilmente all’operato della Pro Loco e al costante impegno dei cittadini, considerati la vera forza motrice di questo ingranaggio collettivo. La visione futura è già rivolta alla sessantatreesima edizione, con l’obiettivo di mantenere elevato lo standard qualitativo proposto. Anche Alessandra Tiroli, rappresentante della Pro Loco Corcianese, ha evidenziato il valore del lavoro di squadra svolto da volontari, tecnici e artisti, confermando che l’affluenza registrata rappresenta la prova tangibile di come la manifestazione sia profondamente radicata nel tessuto sociale e capace di intercettare il gusto di un pubblico eterogeneo e attento.
L’offerta musicale ha costituito uno degli elementi portanti dell’intero cartellone, strutturandosi attraverso un percorso artistico variegato. L’inaugurazione è stata affidata al progetto Note di Celluloide, interpretato dalla Corciano Festival Orchestra Lab sotto la direzione del maestro Alessandro Celardi. In tale occasione, il pubblico ha potuto apprezzare celebri colonne sonore firmate da autori del calibro di Nino Rota, Ennio Morricone, John Williams, Leonard Bernstein, John Barry e Hans Zimmer. La programmazione è proseguita con lo spettacolo intitolato Parlami di me, che ha unito il talento di Cristiano Arcelli, Manuel Magrini e Cristina Zavalloni in un omaggio artistico che ha spaziato tra diverse epoche. La varietà stilistica è stata garantita anche dall’esibizione jazz di Francesco Cavestri e dalla partecipazione di Luca Barbarossa, che ha presentato i propri Racconti sonori nell’ambito di una collaborazione specifica con Suoni Controvento, moderata dal giornalista Michele Bellucci. Il coinvolgimento della Corciano Festival Orchestra Lab è stato costante, includendo collaborazioni con i direttori ospiti Giancarlo Aquilanti, Antonella Bona e Denis Salvini. Infine, l’evento conclusivo Radici sonore, con Pietro Cernuto, ha chiuso il cerchio di una programmazione che conferma l’impegno costante del borgo nel promuovere la musica bandistica, supportato dal Concorso Internazionale di Composizione Originale per Banda diretto dal maestro Alessandro Celardi, i cui lavori per la prossima edizione del 2027 sono già stati avviati.
Dopo un periodo di assenza, la sezione dedicata alla letteratura è stata reinserita con successo nel programma ufficiale, offrendo spunti di riflessione attuali. Molti degli incontri previsti hanno visto la partecipazione di autori che hanno affrontato temi di stretta attualità sociale. Alessandro Foti ha presentato la propria ricerca sulle dinamiche che spingono le nuove generazioni a lasciare il Paese, mentre Irene Di Liberto ha condiviso con il pubblico la narrazione contenuta nel suo lavoro La zolfatara. Il dibattito culturale si è arricchito con la presenza di Saverio Raimondo, Federico Mazzi e Gabriele Romani, quest’ultimo autore di una testimonianza storica che copre un arco temporale che va dal 1915 al 1954. Particolare interesse ha suscitato l’intervento di Luciano Garofano, generale dell’Arma dei carabinieri in congedo, il quale ha ripercorso la propria carriera attraverso l’analisi dei volumi da lui scritti, offrendo al pubblico una prospettiva unica sull’attività investigativa nel contesto italiano.
Il teatro ha trovato spazio all’interno di una cornice storica di grande impatto. La rappresentazione de Il viaggio di Francesco, ispirata agli scritti di Eloi Leclerc e diretta da Pino Quartullo, ha rappresentato uno dei momenti di maggiore spessore drammatico della rassegna. Il gruppo teatrale Lupi Cattivi ha contribuito alla diversificazione dell’offerta con una proposta interattiva che ha coinvolto i presenti in un contesto conviviale. Parallelamente all’aspetto puramente performativo, l’edizione ha dato risalto alla valorizzazione degli spazi urbani. La riapertura del complesso monumentale della Chiesa di Sant’Agostino, a seguito di un significativo intervento di restauro, ha offerto nuova linfa all’accoglienza di eventi specifici. Anche il culto della tradizione è stato omaggiato con momenti di devozione dedicati a Santa Maria Assunta, arricchiti dal contributo dei campanari Mauro Speziali e Gregorio Trombetta. La rassegna ha inoltre aderito all’iniziativa I borghi dei desideri, promossa dall’associazione I Borghi più belli d’Italia, focalizzando l’attenzione sugli strumenti astronomici presenti nel borgo durante la notte di San Lorenzo.
Il gran finale di questa edizione si completa idealmente con l’esposizione intitolata Anime prave. Opere sull’Inferno dantesco, allestita all’interno della chiesa di San Francesco. Questa mostra collettiva, che presenta le opere realizzate da Giuseppe Fanfani, si focalizza sulla prima cantica della Divina Commedia, offrendo una rilettura visiva di grande impatto. Il successo registrato dall’affluenza di visitatori ha spinto gli organizzatori a prolungare l’esposizione fino al prossimo 4 ottobre. Tale decisione permette di mantenere un legame costante tra la rassegna appena conclusa e il futuro, garantendo al borgo un’attrattività culturale capace di estendersi ben oltre la durata ufficiale della kermesse, consolidando così l’immagine di Corciano come polo culturale di riferimento nel cuore dell’Umbria.





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