Giorno del Ricordo. Magione commemora la tragedia delle Foibe

In diretta mercoledì 17 febbraio alle ore 18 sulla pagina Fb Magione Cultura

 
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Giorno del Ricordo. Magione commemora la tragedia delle Foibe

Giorno del Ricordo. Magione commemora la tragedia delle Foibe

In occasione del Giorno del Ricordo che si celebra il 10 febbraio per commemorare la tragedia delle foibe e dell’esodo degli italiani da Istria, Fiume e Dalmazial, l’assessorato alla cultura del Comune di Magione organizza un incontro in diretta online mercoledì 17 febbraio alle ore 18 sulla pagina Fb Magione Cultura.

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L’iniziativa, come sottolinea l’assessore alla cultura Vanni Ruggeri, “intende costituire un importante momento di riflessione, storicamente qualificata, sulla complessità delle vicende del confine orientale inteso come teatro di una serie di fenomeni centrali per la comprensione della nostra contemporaneità: una prospettiva irrinunciabile se vogliamo espandere la ritualità celebrativa del Giorno del Ricordo in un coerente percorso di conoscenza, soprattutto a profitto delle generazioni più giovani”.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Magione Giacomo Chiodini, infatti, sono previsti gli interventi di Giovanni Stelli, storico, Presidente della società di Studi Fiumani su “Identità e appartenenza nazionale nell’Adriatico orientale” e di Marino Micich, direttore dell’Archivio-Museo storico di Fiume (Roma) su “L’esodo dei Giuliano Dalmati e i problemi dei campi profughi in Italia”.

Il “Giorno del Ricordo” è stato istituito dal Parlamento italiano nel 2004, da celebrare ogni anno il 10 febbraio, con l’obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe. Un capitolo tragico della storia italiana, riemerso dall’oblio solo a partire dagli anni ‘90 e tuttora oggetto di studi e ricerche. La tragedia delle Foibe si consumò tra il 1943 e il 1945 quando partigiani fedeli a Tito trucidarono migliaia di italiani, a cui si sommò il dramma degli esuli istriano-dalmati, costretti ad abbandonare le loro case dopo la cessione di Istria, Fiume e Zara alla Jugoslavia al termine della Seconda Guerra Mondiale.

Ad essere uccisi non furono solo fascisti e avversari politici, ma anche e soprattutto civili, donne, bambini, persone anziane e tutti coloro che decisero di opporsi alla violenza dei partigiani titini. Le zone colpite furono quelle del Venezia-Giulia e dell’Istria, in cui ad oggi sono state trovate più di 1700 foibe, tipiche caverne della regione carsica del Friuli Venezia Giulia e dell’Istria.

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