L’Università della terza età spegne venti candeline e festeggia con un omaggio a Magione

Una città che cambia volto al centro del secondo volume dei “Quaderni di storia” curato da Francesco Girolmoni e i ragazzi del laboratorio di didattica d’archivio

Nella_terra_di_Magione
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L’Università della terza età spegne venti candeline e festeggia con un omaggio a Magione –  Sarà presentato sabato 2 giugno alle ore 17.30, presso la Torre dei Lambardi di Magione, in occasione dei festeggiamenti per i venti anni dell’Università della terza età, il volume “Nella terra di Magione. Mutamenti urbanistici e sociali nell’Ottocento” curato da Francesco Girolmoni.

Alla presentazione del libro interverranno

Alla presentazione del libro interverranno: Giacomo Chiodini, sindaco di Magione; Vanni Ruggeri, presidente del consiglio comunale con delega alla cultura; Mario Squadroni, docente di archivistica presso l’Università di Perugia; Nivella Falaschi, dirigente scolastica dell’Istituto omnicomprensivo G. Mazzini; Mario Mariuccini, presidente dell’Università della terza età di Magione; Francesco Girolmoni, responsabile della biblioteca e archivio storico comunale, autore del volume; Lorena Beneduce, docente di lettere e coordinatrice del progetto di didattica d’archivio. Il presidente Mario Mariuccini insieme al consiglio direttivo dell’Unitre ne hanno patrocinato e sostenuto la pubblicazione.

Il libro, realizzato con la collaborazione della docente Lorena Beneduce e il frutto delle ricerche stimolate dal laboratorio di didattica d’archivio

Il libro, realizzato con la collaborazione della docente Lorena Beneduce e il frutto delle ricerche stimolate dal laboratorio di didattica d’archivio, che dal 1999 ad oggi ha permesso a tanti ragazzi della scuola media G. Mazzini di cimentarsi direttamente nella ricerca storica. Edito da Morlacchi, costituisce il secondo volume della collana “Quaderni di storia. Percorsi d’archivio” e rappresenta, come già il primo dedicato al mondo dell’istruzione popolare di inizio Novecento, l’esito di un cantiere storiografico capace di mettere a frutto la ricchezza di fonti archivistiche locali con l’esperienza formativa e didattica. Un viaggio nella Magione ottocentesca in perenne mutamento, che si adatta e cambia aspetto a contatto con le nuove tecnologie, restituendo l’immagine di un vero e proprio organismo vivente fatto di strade, edifici e monumenti: è questa la sensazione che emerge dalle pagine di una ricerca che attraverso carte, disegni e planimetrie delinea i mutamenti non solo urbanistici, ma anche sociali di un’intera cittadina che si apprestava ad affrontare la modernità del nuovo secolo.

Il presidente dell’Università della terza età di Magione e consiglio direttivo, hanno inteso consegnare, proprio in occasione del ventennale dalla fondazione dell’UNITRE, un segno concreto e duraturo alla città e ai suoi abitanti, specialmente alle generazioni più giovani, che non solo hanno contribuito materialmente a scrivere il libro, ma che potranno ritrovare «con piacere in queste pagine interessanti elementi, a volte sconosciuti, riguardanti antiche famiglie magionesi e varie personalità del territorio», come sottolineato nella premessa. Non si tratta del primo impegno editoriale dell’UNITRE, che si è sempre mostrata estremamente sensibile alle pubblicazioni tese a valorizzare culturalmente il territorio, come puntualmente testimoniato da un opuscolo curato da Gianfranco Zampetti, in cui sono ripercorse le tappe di una ventennale attività culturale, ricreativa e sociale, dove accanto a fotografie e articoli di giornale emerge un’intensa vita associativa e in controluce la storia di un’intera comunità.

Lo storico Vanni Ruggeri nell’introduzione al volume

Il merito maggiore della ricerca che vede le stampe – scrive lo storico Vanni Ruggeri nell’introduzione al volume – è quello di «disegnare un preciso “ritratto di città”, fissandone i contorni, studiandone la mutevolezza, tracciando le linee di un puntuale spartito iconografico che intende costruire la Magione ottocentesca o, per meglio dire, il discorso che la descrive, sulla solida tela della documentazione. Il ricorso sistematico alle fonti archivistiche e bibliografiche, posto programmaticamente in un dialogo costruttivo con quelle cartografiche, iconografiche e fotografiche, materiali ed addirittura orali, restituisce in maniera plasticamente efficace e convincente una peculiare e originale cultura urbana», il cui portato storico è a tutt’oggi chiaramente visibile. Luoghi familiari dello spazio urbano, come il palazzo comunale, il teatro Mengoni, piazza Carpine, corso Marchesi trovano nelle pagine del libro una puntuale disamina in grado di illustrare le tappe di una vera e propria “effervescenza edilizia” della città, «che ne modifica in profondità l’immagine iconografica, finisce per alterarne la vocazione economica e contribuisce ad aggiornarne, almeno in parte, la struttura sociale».

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