Una settimana per ricordare il baratro spirituale dell’Olocausto

Riflessione civile e approfondimento storico, ma anche letteratura, cinema e teatro a Magione. Le iniziative promosse dal Comune coinvolgono biblioteca, scuole e associazioni.

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MAGIONE  – Sei appuntamenti, dal 23 al 29 gennaio, organizzati dal Comune di Magione in occasione del Giorno della Memoria, che si celebra il 27 gennaio di ogni anno, anniversario dell’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz.

PROGRAMMA
Il programma delle iniziative, che coinvolgono oltre alle scuole e alle associazioni del territorio, l’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea, che si conferma partner scientifico per numerose iniziative organizzate dall’Amministrazione comunale, si è aperta presso la Biblioteca Vittoria Aganoor Pompilj martedì 23 gennaio,con la conferenza “Insegnare la catastrofe. Discorso sulla didattica della Shoah” tenuta da Sandro Tiberini nell’ambito dei corsi organizzati dall’Università della terza età di Magione.

 

Sulla politica della memoria tra i banchi di scuola, e sulle sfide aperte che la didattica della storia affida al senso critico delle generazioni più giovani è dedicato anche l’incontro-dibattito tra il prof. Dino Renato Nardelli, ricercatore dell’Istituto per la Storia dell’Umbria contemporanea (ISUC) e gli studenti dell’Istituto tecnico economico dell’Omnicomprensivo G. Mazzini di Magione, dedicato a “Identità europea e memoria della Shoah” e previsto per mercoledì 24 alle ore 11.30.

Giovedì 25, presso la Biblioteca comunale Vittoria Aganoor, ore 16, la riflessione sull’urgenza di raccontare l’indicibile passa attraverso un itinerario tra cinema e letteratura, con la proiezione del film “Lettere da Berlino” di Vincent Pérez (2016) tratto dal romanzo “Ognuno muore solo” di Hans Fallada, definito da Primo Levi «il libro più importante che sia mai stato scritto sulla resistenza tedesca al nazismo». L’incontro è organizzato in collaborazione con il Festival delle Corrispondenze.

Venerdì 26, ore 10.30, è previsto un appuntamento di approfondimento storico rivolto alle classi terze della secondaria di primo grado dell’Istituto omnicomprensivo di Magione, con la proiezione del documentario «Il bisogno di dire agli “altri”: mai più Shoah», a cura di Francesco Girolmoni, responsabile della Biblioteca comunale.

Sabato 27, al teatro Mengoni, ore 21, la Compagnia Teatrale Magionese, con la regia di Enrico De Meo, porta in scena lo spettacolo “Il bambino con il pigiama a righe”, tratto dall’omonimo romanzo di John Boyne e noto anche per la trasposizione cinematografica del 2008. La rappresentazione verrà riproposta in due repliche anche lunedì 29 gennaio nell’ambito di una matinée riservata agli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado di Magione.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e gratuito.

 Le iniziative sono organizzate dal delegato alla cultura del Comune di Magione, Vanni Ruggeri, che così commenta le finalità:

“La banalità del male è sicuramente l’enigma più oscuro e indecifrabile emerso dall’abisso morale di Auschwitz, così come il dovere della memoria rappresenta al contempo il lascito più pesante e la sfida epocale lanciata ai “salvati” dalla riflessione storica sulla Shoah. Per questo il Giorno della Memoria chiama in causa ben più di quanto sarebbe richiesto da un semplice appuntamento istituzionalmente codificato: esso diventa pietra angolare della coscienza civile e democratica nel suo quotidiano costruirsi e trasmettersi alle generazioni più giovani, diviene fattore operante di una testimonianza ideale che riguarda tutti e che non cessa drammaticamente di evocare un lessico e una dialettica di stringente attualità. La Giornata della memoria perciò, anche come giornata della conoscenza, contro ogni possibile tentazione all’oblio e contro le pervasive lusinghe dell’indifferenza, ma soprattutto per resistere con le armi della ragione alle periodiche pulsioni alla desistenza, alla mistificazione o al negazionismo. La democrazia ha bisogno della memoria: questo il monito che da Primo Levi a Liliana Segre lega idealmente i tre anniversari che ricorrono quest’anno: gli ottant’anni trascorsi dall’emanazione delle leggi razziali in Italia, a sfatare la retorica “del cattivo tedesco e del bravo italiano” che troppo spesso inquina la percezione pubblica delle responsabilità e delle colpe, e il settantesimo anniversario della Costituzione repubblicana e della Dichiarazione Universale dei diritti umani, che proprio dalle macerie spirituali e reali del nazifascismo seppero trarre i valori fondamentali della nostra civiltà del diritto”.

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