Trasimeno a -120 cm, pochi interventi e tante incertezze

Trasimeno a -120 cm, pochi interventi e tante incertezze

Promesse e ritardi mentre il lago rischia di sprofondare

Trasimeno a -120 cm – Il livello del lago Trasimeno ha raggiunto quota meno 120 centimetri sotto lo zero idrometrico, confermando una tendenza negativa che si protrae da mesi. Nonostante gli annunci e le promesse, la situazione resta critica e mancano ancora interventi tangibili in grado di fronteggiare l’emergenza idrica. Il dato migliore del 2025, risalente a metà aprile, è stato registrato dal Club Velico di Castiglione del Lago presso il porto turistico: meno 114 centimetri. Da quel momento, però, il livello ha continuato a calare.

Le proiezioni per le prossime settimane, con l’arrivo di temperature elevate, indicano un ulteriore peggioramento. Nel frattempo, i previsti interventi infrastrutturali, attesi per il mese di luglio, risultano non solo tardivi, ma anche carichi di incognite. Gli operatori locali e i cittadini esprimono crescente preoccupazione per l’assenza di un piano risolutivo.

Trasimeno a -120 cm

Uno dei nodi principali riguarda le operazioni di dragaggio delle darsene, da tempo annunciate ma non ancora realizzate. Al loro posto si parla ora di un semplice spostamento dei fanghi presenti nei fondali, soluzione che non affronta strutturalmente il problema. Un precedente preoccupante è rappresentato dai lavori eseguiti presso il porto di Panicarola dall’Unione dei Comuni del Trasimeno, considerati dagli osservatori come un investimento privo di risultati concreti.

Per quanto riguarda la manutenzione degli affluenti, al momento è previsto un unico intervento. Si tratta della sistemazione di un tratto del fosso Paganico, quello che collega l’impianto di derivazione con la condotta del Montedoglio, in direzione del Trasimeno. L’opera coprirà circa un chilometro, ma resta isolata nel panorama complessivo delle attività necessarie.

A pesare sulla situazione è anche l’assenza di una regolamentazione definitiva per l’uso delle acque della diga di Montedoglio a beneficio del Trasimeno. I permessi e le autorizzazioni da parte della Regione Toscana e degli enti gestori non risultano ancora formalizzati. Questo impedisce un utilizzo funzionale della condotta, installata ormai dal 2015, ma mai pienamente attivata. La saracinesca che regola l’afflusso delle acque dal Montedoglio al Paganico esiste da tempo, ma non viene aperta nemmeno durante le piene del fiume Tevere o nei periodi di abbondanza della diga.

Secondo l’associazione “La Voce dei Cittadini”, guidata da Daniz Lodovichi e Pierino Bernardini, la mancanza di volontà politica ha aggravato le criticità legate al lago. Le continue dichiarazioni e promesse non sono state seguite da azioni concrete, mentre la crisi idrica si è acuita fino a raggiungere livelli di allarme.

Il timore degli operatori turistici è che la stagione estiva 2025 possa essere compromessa. L’abbassamento del livello del lago, infatti, comporta gravi difficoltà sia per la navigazione sia per le attività commerciali e ricreative. A questo si aggiunge la percezione di un progressivo disinteresse da parte delle istituzioni competenti.

A creare ulteriori ostacoli è l’assenza di una cabina di regia unitaria che possa gestire le varie competenze amministrative coinvolte nella gestione delle risorse idriche tra Umbria e Toscana. La pluralità degli enti coinvolti – tra cui Regione Toscana, Regione Umbria, Consorzi di Bonifica, Unione dei Comuni – ha finora prodotto una frammentazione decisionale che non ha giovato alla rapidità degli interventi.

L’emergenza si gioca non solo sul piano ambientale, ma anche economico. Il Trasimeno rappresenta un punto nevralgico per il turismo del territorio, e il suo deterioramento rischia di avere ricadute pesanti anche su agricoltura e approvvigionamento idrico.

I residenti della zona continuano a segnalare il degrado delle sponde, il peggioramento della qualità delle acque e il progressivo impaludamento di aree prima navigabili. Molti interventi previsti, come la rimozione dei sedimenti e il miglioramento della circolazione idrica, restano sulla carta.

Nel frattempo, mentre le condizioni climatiche spingono verso una stagione particolarmente siccitosa, non si registrano azioni immediate o misure di emergenza in atto. Le previsioni idrometriche per giugno e luglio non lasciano spazio a ottimismo.

L’associazione promotrice del monitoraggio lancia dunque l’allarme su un disinteresse che rischia di diventare irreversibile. La possibilità di aprire la condotta del Montedoglio, se correttamente autorizzata e regolamentata, potrebbe offrire un margine di respiro, ma servono decisioni rapide.

L’intervento al fosso Paganico, pur utile, è da solo insufficiente ad affrontare una crisi di sistema. La chiusura della saracinesca, mai utilizzata nonostante la disponibilità idrica, è il simbolo di una mancanza di coordinamento e determinazione.

In conclusione, mentre il lago continua a scendere sotto i limiti storici, le risposte delle istituzioni restano incerte e dilazionate. L’appello di cittadini, associazioni e operatori economici è per un cambio di passo che trasformi le parole in azioni immediate ed efficaci.

Fonte: Associazione “La Voce dei Cittadini” – Daniz Lodovichi, Pierino Bernardini.

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