L’Unione dei Comuni rilancia con un piano di sviluppo
PERUGIA, 22 settembre 2025 – Dopo l’annuncio della Regione Umbria sugli sgravi destinati alle attività economiche e alle associazioni che operano sulle sponde del Lago Trasimeno, l’Unione dei Comuni alza lo sguardo e rilancia: rafforzare la struttura, potenziare le funzioni tecniche e realizzare finalmente una centrale di committenza per dare efficienza e visione a un territorio che ha bisogno di coesione per affrontare le sfide del futuro, come riporta Nicola Torrini di AviNews.
Una risposta concreta e condivisa a un territorio che, anche quest’anno, ha pagato il prezzo della crisi idrica, fenomeno ormai strutturale per il bacino lacustre più esteso dell’Italia centrale. Gli sgravi annunciati il 18 settembre dagli assessorati regionali di Simona Meloni e Tommaso Bori, salutati con soddisfazione dalle istituzioni locali, rappresentano un importante primo passo.
A esprimere gratitudine e, al tempo stesso, delineare i prossimi obiettivi è Giulio Cherubini, reggente pro tempore dell’Unione dei Comuni del Trasimeno: «Accogliamo con favore gli interventi predisposti dalla Regione, che vanno a sostenere operatori economici e associazioni in difficoltà. Non solo rispondono a una criticità attuale, ma raccolgono le istanze avanzate nel tempo dal nostro territorio. Sono il segnale che la collaborazione istituzionale sta dando i suoi frutti».
Nel dettaglio, le misure prevedono uno sconto complessivo del 50% sul canone per l’uso delle pertinenze idrauliche e delle spiagge del lago per le attività economiche a scopo di lucro – già beneficiarie di una riduzione del 30% – e una nuova riduzione del 20% per associazioni senza scopo di lucro e sportive dilettantistiche, che finora erano escluse dal provvedimento.
Ma per Cherubini, questo è il momento per compiere un salto di qualità anche sul fronte interno. «La collaborazione con la Regione Umbria – prosegue – ci consente di guardare più lontano. L’Unione dei Comuni del Trasimeno può e deve diventare una struttura solida ed efficiente, capace di gestire in modo integrato le funzioni di una vera e propria “Città del Trasimeno”. Ma per farlo, serve investire nella struttura: rafforzare le competenze, creare un’organizzazione snella ma incisiva, soprattutto nelle aree tecniche».
A supporto di questa visione, la Regione ha già aumentato, per il 2025, il trasferimento delle risorse destinate alle funzioni associate dell’Unione, con 80.000 euro aggiuntivi, riconoscendo il valore del progetto di crescita istituzionale presentato dall’ente. Un primo tassello di un mosaico più ampio, che include anche l’attivazione di nuovi servizi come il Pronto Intervento Sociale, e il consolidamento delle funzioni in ambito di politiche sociali, bilancio, turismo e strategie territoriali (ITI e Aree Interne).
«Abbiamo delle funzioni che oggi copriamo con le risorse attuali, ma se vogliamo davvero attuare grandi interventi infrastrutturali e sociali, serve un potenziamento», insiste Cherubini. «La creazione di una centrale di committenza ci permetterebbe di snellire le procedure, aumentare la trasparenza, attrarre progetti e investimenti, migliorare la qualità dei servizi per cittadini e imprese».
L’obiettivo è chiaro: consolidare l’Unione come soggetto protagonista nella governance territoriale, anche in vista della piena attuazione dei progetti della Strategia Nazionale Aree Interne (Snai) Trasimeno, per cui sono stati stanziati oltre 12 milioni di euro. Si tratta di fondi fondamentali, già programmati per infrastrutture, servizi, sviluppo sostenibile e inclusione.
Dietro i numeri e i progetti, però, c’è una comunità che chiede risposte. E il messaggio è rivolto anche agli amministratori locali: «I Comuni del Trasimeno sono chiamati a uno sforzo collettivo di responsabilità – conclude Cherubini –. Se vogliamo che la Regione continui a investire, dobbiamo dimostrarci pronti ad accogliere il cambiamento. Nessuno può farcela da solo. Solo uniti possiamo costruire un futuro in cui le aree vaste, spesso dimenticate, diventano motore di innovazione e coesione».
Il percorso non sarà semplice, ma è ormai tracciato. Gli sgravi sono solo il punto di partenza di un piano più ambizioso, che punta a dare al Trasimeno una vera identità territoriale integrata. Un’identità che nasce non solo dalla bellezza paesaggistica, ma dalla capacità delle sue istituzioni di innovarsi e rispondere concretamente alle esigenze delle comunità locali.

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