Crollo del ponte di legno sul torrente Paganico a Castiglione del Lago

I consiglieri Lega Paolo Terrosi e Lorenzo Nardelli si sono fatti portavoce dei cittadini

 
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Crollo del ponte di legno sul torrente Paganico a Castiglione del Lago

Crollo del ponte di legno sul torrente Paganico a Castiglione del Lago

Crollo del ponte di legno sul torrente Paganico: la Lega chiede di istituire una commissione per stabilire le responsabilità. Il ponte, che collega il lungo lago con l’ex aeroporto Eleuteri, è crollato già da tempo ed i consiglieri Lega Paolo Terrosi e Lorenzo Nardelli si sono fatti portavoce dei cittadini che chiedono di conoscere i responsabili e i tempi di ricostruzione. La vicenda approderà nel prossimo consiglio comunale con una interrogazione presentata dal Gruppo Lega.

SINTESI
Castiglione del Lago, crollo del ponte di legno sul torrente Paganico: la Lega chiede di istituire una commissione per stabilire le responsabilità. I consiglieri Terrosi e Nardelli: “Un’altra struttura va in pezzi, ennesimo crollo di un bene pubblico con questa amministrazione di sinistra”
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“Ancora una volta assistiamo a Castiglione del Lago ad un’altra struttura crollata – spiegano i consiglieri – È impensabile che dopo un decennio o poco più dalla sua costruzione, una struttura del genere collassi e che nessuno si sia curato al suo ripristino, facendo come se nulla fosse successo. Non è possibile assistere a questo ulteriore dissesto avvenuto sul nostro territorio. Ma cosa sta succedendo a Castiglione del Lago, come mai anche questo ponte è collassato?

Ci si chiede chi ha progettato e fatto i calcoli per la costruzione del ponte e chi ha realizzato l’opera, se il materiale utilizzato era a norma e perché in questi anni non c’è stata una manutenzione tale da impedire questo danno.

Si coglie l’occasione per invitare il sindaco e la giunta a riflettere sull’accaduto – concludono i consiglieri – e a controllare di più il territorio con una manutenzione precisa e continuativa per l’incolumità dei nostri concittadini e per i servizi a loro dovuti, affinché si possa avere un territorio pronto ad accogliere i turisti quando il Covid sarà sconfitto e l’Umbria sarà ripartita economicamente”.

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