Monte del Lago, studentessa cinese morta, madre: “Spero in giustizia giusta”

“Ho rispetto e fiducia della legge italiana, spero di avere una giustizia giusta. Mia figlia era una ragazza buona e piena di vita, era venuta in Italia per studiare e costruirsi un futuro”. Lo ha detto Sheng Lan, la madre si Sheng Chang, la studentessa cinese di 19 anni morta nel luglio 2013 a Monte del Lago. I familiari della giovane hanno tenuto una conferenza stampa, stamani in un hotel di Perugia, insieme all’avvocato Luca Maori. “La perdita di una figlia è un dolore indescrivibile.

La vita di mia figlia non ha prezzo e nessuno può restituirmela. Ringrazio per la partecipazione le forze dell’ordine – ha aggiunto -, il consolato cinese di Firenze, l’Università per Stranieri di Perugia e i miei connazionali per la vicinanza”. “E’ arrivata a Perugia 4 mesi prima di morire – ha spiegato l’ avvocato Maori ripercorrendo gli ultimi attimi di vita della giovane – e purtroppo si è trovata in una bruttissima esperienza.

I carabinieri – ha detto – hanno subito rintracciato l’uomo, 40/enne operaio fiorentino, che aveva conosciuto in chat e che a sua insaputa le ha offerto Mdma, la droga dello stupro. Poi l’ha scaricata, occultandone il cadavere, nei pressi di un campeggio del Trasimeno”.

La procura di Perugia nei suoi confronti ha formalizzato le accuse di occultamento di cadavere, violenza sessuale, cessione di droga e omicidio colposo. L’uomo dal 28 aprile sarà processato con rito abbreviato.

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