Cinema Caporali, l’Ospite, film sul filosofo Giovanni Gentile

Nel quadro delle celebrazioni del 70esimo anniversario della Liberazione l’Assessorato alla Cultura del Comune di Castiglione del Lago e Lagodarte promuovono presso il Cinema Teatro Cesare Caporali MERCOLEDI 3 GIUGNO alle ore 21.00 la proiezione evento, in prima regionale assoluta, del film indipendente L’OSPITE per la regia di Ugo Frosi. Alla proiezione saranno presenti oltre al produttore Paolo Francesco Montini di Movie Factory, il regista Ugo Frosi e una nutrita rappresentanza del cast, dal protagonista Amerigo Fontani, noto attore toscano già interprete de “La vita e bella” e della fiction “Centovetrine”, ai comprimari Alessio Sardelli, Marcellina Ruocco e Gianluca Brundo, attore che risiede da alcuni anni nel comune di Castiglione del Lago.

“L’ospite” torna nell’aprile 1944 e la Firenze occupata dei tedeschi, mentre tutta l’Italia è teatro di una guerra civile che si scontra con nazisti ed alleati, e Giovanni Gentile, nominato da Mussolini presidente dell’Accademia d’Italia, a Firenze, vive isolato nella sua villa alle pendici della collina di Fiesole. La sua adesione alla Repubblica Sociale e l’accettazione della presidenza della Reale Accademia d’Italia hanno allontanato da lui colleghi e studenti che in precedenza ne condividevano la ricerca filosofica. Ora però i fronti sono contrapposti e sembra non esserci più spazio per le mediazioni.
Con “L’Ospite” di Ugo Frosi torna al cinema il dramma dell’identità del filosofo Giovanni Gentile e della nostra nazione.

“In quei giorni drammatici di guerra, l’ostilità dei suoi amici e allievi – riferisce il regista Ugo Frosi – costringe Giovanni ad un silenzio che diventa ultima occasione di riflessione sulla vita, sul senso dell’esistenza. Ciò che mi ha interessato in questa vicenda – prosegue – che ha i toni di una tragedia scespiriana è stata la possibilità di indagare cosa nascondono le nostre scelte, le nostre decisioni quando ogni certezza quotidiana svanisce e improvvisamente dobbiamo fare i conti con noi stessi, in un corpo a corpo furioso con i nostri ricordi, i nostri incubi, la nostra coscienza. Dramma dell’identità, storia privata, che qui però coincide con la storia rimossa di una nazione.”

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