Antenna in funzione: valori privi di criticità nei punti sensibili

 
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Antenna in funzione: valori privi di criticità nei punti sensibili
Antenna in funzione: valori privi di criticità nei punti sensibili

Antenna in funzione: valori privi di criticità nei punti sensibili.
I controlli effettuati durante il collaudo dai tecnici del gestore della stazione radio base di telefonia mobile a San Feliciano, Magione, non hanno evidenziato criticità nei punti sensibili del paese: scuola materna e elementare e abitazioni.

Il collaudo fatto, come disposto per legge, dai tecnici del gestore, con l’antenna in piena funzione, evidenzia valori molto lontani dai limiti di esposizione previsti per legge. Ai controlli erano presenti anche tecnici dell’Arpa Perugia a cui spetta il parere tecnico radioprotezionistico.

«A seguito dell’installazione della stazione radio base di telefonia mobile – si legge nella relazione – si è provveduto alla misurazione del fondo elettromagnetico esistente, in un numero di punti considerati significativi, scelti in zone accessibili liberamente alla popolazione e posti, quanto possibile, all’intersezione con i lobi generati dalle antenne.

Le misure del fondo sono state eseguite nei punti corrispondenti alle direzioni di massima irradiazione ed in alcuni punti ritenuti importanti”.

Nove i punti sensibili in cui sono stati fatti i rilievi tra cui: la strada antistante la scuola, l’ingresso della scuola e altri edifici in cui la permanenza continua di persone non è inferiore alle quattro ore.

In alcuni punti la misura di collaudo è stata effettuata, su richiesta dell’Arpa, in posizioni differenti da quelle considerate nella relazione di pre-attivazione, ma ritenuta di maggior importanza ai fini del collaudo.

I controlli fatti per conto di Vodafone dallo studio Soluzioni globali srl, hanno evidenziato un segnale pressoché insignificante vicino alla scuola (0,4 mv). Anche presso l’abitazione ritenuta a rischio risultava un dato poco più che rilevato di 0,6 mv.

Gli stessi residenti hanno fotografato la strumentazione. Si tratta di parametri di riscontro lontanissimi dal limite di esposizione, fissato in 20 V/m, previsto dall’attuale normativa vigente (DPCM 8 luglio 2003) e dal valore di attenzione e obiettivo di qualità, attualmente fissati in 6 V/m, da perseguirsi all’interno di edifici utilizzati come ambienti abitativi con permanenze continuative non inferiori a quattro ore giornaliere.

«La legislazione italiana in materia di impatto nell’ambiente delle emissioni elettromagnetiche prodotte dai sistemi di telecomunicazione di telefonia mobile – ricorda il direttore tecnico dell’Arpa Umbria Giancarlo Marchetti – è una delle migliori al mondo, con limiti che sono molto al di sotto di quelli previsti in altre nazioni. Inoltre, in questi venti anni le tecnologie si sono molto evolute.

Nei numerosi impianti installati in Umbria non ci sono stati in questi anni problemi emissivi connessi a questo tipo di tecnologia. Va sottolineato che la normativa nazionale, negli ultimi anni, ha avviato un processo di cambiamento per semplificare e velocizzare l’istallazione dei nuovi sistemi di telefonia mobile delle ultime generazioni.

Questo, potrebbe portare nel futuro ad un sistema di conoscenze delle emissioni elettromagnetiche meno approfondito sui massimi valori puntuali ma con misure mediate nelle 24 ore.»

Ciò non toglie che Arpa continuerà a vigilare effettuando misure monitoraggi.

«I dati ci rassicurano circa la salute delle persone e, soprattutto, dei bambini – commenta il sindaco Giacomo Chiodini –. Rimane aperta la questione paesaggistica. Porremo il problema al gestore in un incontro previsto con un responsabile per i primi di novembre.»

Antenna in funzione

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