Grande pubblico alla presentazione del libro di Sgarbi

CITTÀ DELLA PIEVE – Una vera e propria lezione d’arte rinascimentale quella che si è tenuta ieri sera a Palazzo della Corgna di Città della Pieve. Grande mattatore Vittorio Sgarbi che ha presentato il suo ultimo libro dal titolo “Gli anni delle meraviglie, da Piero della Francesca a Pontormo” edito da Bompiani.

Nel bellissimo volume Sgarbi ripercorre come in un viaggio il periodo migliore e più florido dal punto di vista artistico per la penisola italica e che è collocato fra il XV e il XVI secolo: il Rinascimento italiano.

Il volume, secondo della collana “Il tesoro d’Italia”, è corredato da un notevole apparato iconografico, con figure stampate su carta patinata che evidenziano particolari invisibili ad un occhio non allenato, immagini sempre accompagnate dai commenti del grande critico ferrarese. Da sempre Sgarbi cerca di evidenziare e valorizzare il nostro patrimonio nazionale, alla perenne ricerca del “bello” e della cultura in tutte le sue sfaccettature.

Alla presenza di Marco Cannoni, vicesindaco di Città della Pieve e di Giorgio Fornaciari, manager e organizzatore della serata, anche ieri Sgarbi ha dato, davanti ad oltre 100 appassionati pievesi, il consueto sfoggio della sua profonda cultura e della sua abilità di divulgatore, con divertenti e polemici intermezzi presi dalla cronaca di questi giorni: non poteva mancare il riferimento «alla barbarie degli hooligans olandesi» del Feyenoord che hanno messo a ferro e fuoco Roma e alle polemiche sui Bronzi di Riace, che Sgarbi avrebbe voluto a Milano per l’Expo e che invece rimarranno a Reggio di Calabria dopo il “no” del premier Matteo Renzi.

Vittorio Sgarbi ha l’indubbio merito di non essere ovvio e scontato: anche in questo volume ha saputo dare lustro alle chiese più nascoste, alla scoperta dei musei minori, dei palazzi storici e dei luoghi meno conosciuti dal grande pubblico, sempre con la “missione” di combattere l’inciviltà, l’ignoranza e l’incuria che troppo spesso pervadono il nostro Paese.

Vittorio Sgarbi spiega l’arte italiana in maniera semplice e comprensibile a tutti e così descrive la sua ultima opera e ci descrive il Rinascimento italiano a modo suo, esaltando artisti meno noti, come Luca Signorelli e Bartolomeo della Gatta, e sottolineando le influenze che questi artisti ebbero sui grandi come Andrea Mantegna.

E con influenze impensabili, come quelle tra Piero della Francesca e Mondrian, ricostruzioni storiche e scoperte inedite. Nella sua bella postfazione, il noto giornalista e scrittore Gian Antonio Stella dice che «Chi ama l’Italia e soffre per lo spreco quotidiano di tanta bellezza, ricorda l’indignazione e l’amore con cui Sgarbi ha dato battaglia su certi paesaggi e tesori artistici da salvare».

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