E’ morto mons. Remo Serafini, guida amata di Sanfatucchio

E' morto mons. Remo Serafini, guida amata di Sanfatucchio

L’arcivescovo Maffeis presiederà le esequie il 21 agosto

Si è spento nella tarda mattinata del 20 agosto 2025, giorno dedicato a San Bernardo di Chiaravalle, monsignor Remo Serafini, parroco emerito di Sanfatucchio. La notizia della sua morte, avvenuta all’età di 87 anni, è stata annunciata dal vicario generale della diocesi di Perugia-Città della Pieve, monsignor Simone Sorbaioli, che ha espresso il cordoglio del clero e della comunità diocesana.

Nato a Castiglione del Lago il 7 agosto 1938 e ordinato sacerdote il 28 giugno 1964, don Remo ha dedicato oltre mezzo secolo alla missione pastorale, lasciando un segno profondo nei fedeli che lo hanno conosciuto. Il suo lungo ministero lo ha visto impegnato come parroco di Sanfatucchio dal 1967 al 2023, guidando con dedizione generazioni di parrocchiani e mantenendo sempre una particolare attenzione verso i giovani.

Le esequie saranno celebrate oggi, giovedì 21 agosto alle ore 16, nella chiesa di San Felice a Sanfatucchio, con la presidenza dell’arcivescovo Ivan Maffeis. L’intera comunità è attesa per rendere l’ultimo saluto a una figura che ha saputo intrecciare fede, cultura e impegno sociale.

Nel corso della sua attività, monsignor Serafini ha ricoperto ruoli significativi: padre spirituale presso il Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Assisi, vice direttore della Caritas diocesana, archivista della diocesi di Città della Pieve. Oltre agli incarichi, ha coltivato una profonda passione per la storia locale, dedicandosi a ricerche e pubblicazioni apprezzate per rigore e sensibilità.

Il sacerdote si è distinto anche come animatore di opere di carità e missionarie, promuovendo iniziative che hanno coinvolto attivamente ragazzi e giovani adulti. Molti di loro hanno trovato in lui un punto di riferimento stabile, capace di coniugare fede e attenzione ai bisogni concreti del territorio.

Figura di pastore e insieme di intellettuale, monsignor Serafini lascia un’eredità spirituale e culturale destinata a restare nella memoria collettiva della comunità che lo ha accompagnato lungo tutta la sua vita sacerdotale.

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