Festival delle Corrispondenze, accessibilità e sostenibilità

Festival delle Corrispondenze, accessibilità e sostenibilità

Lis, traduzioni e ambiente al centro del Festival di Magione

📌 FLASH NEWS – Il Festival delle Corrispondenze rafforza accessibilità, inclusione e sostenibilità: interpreti Lis, traduzioni inglesi, studenti del Mazzini e azioni ambientali. Attesi Mercadini il 2 settembre e Pievani il 3 settembre 2026.


Un Festival aperto a pubblici diversi

Accessibilità, inclusione, coinvolgimento dei giovani e sostenibilità ambientale diventano parte integrante della quindicesima edizione del Festival delle Corrispondenze. La manifestazione rafforza infatti una serie di iniziative destinate ad ampliare la partecipazione del pubblico e, contemporaneamente, a consolidare il rapporto con il territorio nel quale si svolge.

Accanto agli incontri e agli ospiti del programma, il Festival punta quindi sulla possibilità di costruire una piazza culturale realmente accessibile, nella quale le barriere comunicative e linguistiche possano essere ridotte attraverso servizi specifici.

Alcuni appuntamenti saranno accompagnati da interpreti Lis, Lingua dei segni italiana, mentre per altri sarà disponibile la traduzione simultanea in inglese attraverso LingoYou, accessibile mediante QR code.

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è rendere gli appuntamenti fruibili da pubblici differenti e trasformare il Festival in uno spazio nel quale l’incontro e il confronto culturale possano coinvolgere una platea più ampia.

Gli appuntamenti con il servizio Lis

Il servizio di interpretariato Lis accompagnerà quattro incontri del programma. Il primo è previsto giovedì 3 settembre alle 18 con Filippo Ceccarelli. Nella stessa giornata il servizio sarà disponibile anche alle 19.30 per l’appuntamento con Michela Ponzani.

La traduzione nella Lingua dei segni italiana sarà inoltre presente venerdì 4 settembre alle 19.30, durante l’incontro con Antonio Caprarica, e sabato 5 settembre alle 18.30 per quello con Simona Ruffino.

Parallelamente, il Festival metterà a disposizione la traduzione simultanea in lingua inglese in quattro occasioni. Il servizio sarà attivo il 3 settembre alle 17 per Alessandro Aresu, il 4 settembre alle 19.30 per Antonio Caprarica, il 5 settembre alle 18 per Beppe Severgnini e il 6 settembre alle 17 per Mario Portanova.

Le due modalità di traduzione costituiscono così uno degli strumenti scelti dalla manifestazione per allargare concretamente le possibilità di partecipazione.

Gli studenti del Mazzini coinvolti nell’organizzazione

L’attenzione all’inclusione riguarda anche le nuove generazioni. Il Festival ha avviato un percorso di alternanza scuola-lavoro con l’Istituto Omnicomprensivo Giuseppe Mazzini di Magione, coinvolgendo direttamente gli studenti nelle attività della manifestazione.

La partecipazione dei ragazzi non sarà limitata alle sole giornate del Festival. Il progetto continuerà infatti durante l’anno, interessando anche le fasi di progettazione e organizzazione.

Gli studenti avranno così la possibilità di conoscere direttamente il lavoro necessario per realizzare un evento culturale, osservandone e accompagnandone le diverse fasi operative.

L’iniziativa punta a far diventare i giovani non soltanto spettatori, ma parte attiva della costruzione della manifestazione, inserendoli nel percorso culturale e organizzativo promosso dal Festival.

Il rapporto con il Trasimeno e la collaborazione con Urat

Un altro asse dell’edizione riguarda il legame con il territorio del lago Trasimeno e con il sistema dell’accoglienza locale. In questa prospettiva viene consolidata la collaborazione con il Consorzio Urat, Unione ristoratori e albergatori del lago Trasimeno.

Sono previsti pacchetti turistici dedicati che collegano gli appuntamenti culturali del Festival alla possibilità di conoscere il territorio e la sua offerta ricettiva e gastronomica.

La collaborazione intende quindi integrare la partecipazione agli eventi con l’esperienza del soggiorno sul Trasimeno, coinvolgendo il sistema locale dell’ospitalità e della ristorazione.

Il Festival lega in questo modo la propria programmazione culturale a una dimensione territoriale più ampia, nella quale l’arrivo dei visitatori può diventare anche occasione di conoscenza dei luoghi che ospitano la manifestazione.

ReGusto e la misurazione dell’impronta ecologica

Sul fronte ambientale viene rafforzata la collaborazione con ReGusto, partner per la sostenibilità del Festival. Anche nell’edizione 2026, in sinergia con i propri partner accademici, ReGusto supporterà il Comune di Magione nella misurazione dell’impronta ecologica dell’evento.

Il lavoro prevede la raccolta e l’analisi dei dati relativi alle principali fonti di emissione prodotte dall’organizzazione e dalla gestione della manifestazione.

Le informazioni raccolte serviranno a calcolare la Carbon Footprint del Festival e a quantificare le emissioni generate dall’evento.

La sostenibilità viene quindi affrontata attraverso una procedura di misurazione che permetterà di valutare l’impatto ambientale collegato alle diverse attività necessarie allo svolgimento della manifestazione.

Quarantasette nuovi alberi sull’Altopiano di Asiago

Alla misurazione dell’impronta ecologica si aggiunge un intervento di carattere ambientale sostenuto dal Comune di Magione attraverso Climate Partner.

L’amministrazione ha scelto di contribuire al progetto Vaia attraverso la piantumazione di 47 alberi sull’Altopiano di Asiago, territorio duramente colpito dalla tempesta del 2018.

L’intervento è rivolto al ripristino dell’ecosistema, alla protezione del territorio e alla salvaguardia della biodiversità. L’azione si affianca dunque alle attività di analisi della Carbon Footprint e completa il percorso ambientale previsto nell’ambito dell’edizione 2026.

Accessibilità, formazione, turismo e sostenibilità diventano così elementi complementari alla programmazione culturale del Festival delle Corrispondenze.

Il 2 settembre tra storia, letteratura e attualità

Intanto cresce l’attesa per gli ospiti delle giornate di mercoledì 2 e giovedì 3 settembre, durante le quali il tema del rapporto tra vero e falso sarà affrontato da prospettive differenti.

Il 2 settembre Giorgio Caravale presenterà “Chi controlla il passato. La storia nelle mani del potere”. Il punto di partenza sarà la celebre frase di George Orwell per affrontare il rapporto tra uso pubblico della storia e potere politico. A dialogare con Giorgio Caravale sarà Alessio Balbi, giornalista di Repubblica.

Alle 18 sarà la volta di Melania G. Mazzucco, protagonista della lectio magistralis “La regina del silenzio. Diana Karenne, o dell’identità come opera d’arte”. Al centro dell’appuntamento sarà il confine tra documentazione e invenzione, attraverso archivi, carteggi e documenti utilizzati per riportare alla luce esistenze dimenticate.

Claudio Cerasa e il racconto del presente

Alle 19.30 del 2 settembre Claudio Cerasa, direttore del Foglio, presenterà “L’antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo”.

L’incontro affronterà il modo nel quale viene rappresentato il presente e come questa narrazione possa influenzare la percezione del futuro. Ambiente, tecnologia e libertà saranno i principali terreni della riflessione, tra rischi, allarmi e possibilità.

A dialogare con Claudio Cerasa sarà Massimo Arcangeli, direttore artistico del Festival delle Corrispondenze.

La giornata si concluderà alle 21.30 con Roberto Mercadini e lo spettacolo “Animali umani”, dedicato alla storia di Homo sapiens e al rapporto tra la specie umana e il resto della natura.

Roberto Mercadini tra evoluzione, scienza e filosofia

Lo spettacolo di Roberto Mercadini attraverserà scienza, filosofia, evoluzione e racconto, interrogandosi sulle caratteristiche che distinguono Homo sapiens e, allo stesso tempo, sugli elementi che lo collegano al mondo naturale.

Il percorso teatrale sarà costruito intorno alle grandi domande sull’essere umano, con l’obiettivo di osservare da prospettive differenti convinzioni e rappresentazioni considerate abitualmente acquisite.

Il tema della costruzione della realtà tornerà poi al centro degli incontri di giovedì 3 settembre, giornata particolarmente concentrata sul rapporto tra tecnologia, informazione, politica, storia e conoscenza scientifica.

Alessandro Aresu apre la giornata del 3 settembre

Alle 17 Alessandro Aresu terrà la lectio “Guerra tecnologica e intelligenza artificiale. Da John Von Newman a noi”.

L’intervento sarà dedicato all’intreccio tra tecnologia, potere economico e competizione tra Stati, analizzando il ruolo assunto dall’innovazione negli attuali equilibri geopolitici.

Alle 18 sarà invece protagonista Filippo Ceccarelli, firma storica di Repubblica, con il talk “Invano. Il potere in Italia da De Gasperi a questi qua”.

L’incontro ripercorrerà trasformazioni, linguaggi, protagonisti, riti e rappresentazioni della politica italiana. A dialogare con Filippo Ceccarelli sarà Massimo Arcangeli.

Teatro e storia delle donne della Repubblica

Alle 18.30 la compagnia Voci e progetti porterà in scena “(false) lettere d’amore (vero)”, spettacolo di improvvisazione teatrale costruito proprio sul rapporto tra autenticità e finzione.

Alle 19.30 sarà quindi la volta della storica Michela Ponzani con “Le donne che hanno fatto la Repubblica”.

L’incontro sarà dedicato alle 21 donne elette all’Assemblea Costituente il 2 giugno 1946, giornata nella quale gli italiani votarono per la prima volta a suffragio universale.

Attraverso le protagoniste di quella stagione, l’appuntamento ripercorrerà una pagina della storia repubblicana mettendo al centro il contributo delle donne alla costruzione della nuova Repubblica.

Telmo Pievani chiude il 3 settembre

La giornata del 3 settembre terminerà alle 21.30 con Telmo Pievani, ordinario di Filosofia delle scienze biologiche all’Università di Padova e divulgatore della teoria dell’evoluzione.

Pievani terrà la lectio magistralis “Il delitto di Darwin. Storia di un segreto spaventoso”, affrontando il rapporto tra conoscenza, metodo scientifico e costruzione delle certezze.

La riflessione partirà dalla necessità di distinguere ciò che conosciamo da ciò che riteniamo di conoscere, considerando anche i limiti del sapere e la necessità di sottoporre le convinzioni alla verifica.

Un tema che si inserisce direttamente nel filo conduttore del Festival delle Corrispondenze, dedicato al confine tra vero e falso e ai processi attraverso i quali individui e società arrivano a definire ciò che considerano reale.

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