Spettacolo teatrale a Corciano chiude la rassegna femminile

Spettacolo teatrale a Corciano chiude la rassegna femminile

Il sipario cala dopo l’intenso omaggio di Serena Dandini

La rassegna dedicata all’universo femminile giunge al suo atto conclusivo con un evento di forte impatto emotivo. Sabato 28 marzo, alle ore 18, il Teatro della Filarmonica ospiterà la rappresentazione E il modo ancor mi offende, un lavoro che trae ispirazione diretta dall’opera di Serena Dandini, Ferite a morte.

L’epilogo di Vite di donna al Teatro della Filarmonica

La messa in scena è affidata al gruppo Terzo Tempo Teatro, espressione della Compagnia amatoriale del Lions Club International, che firma la chiusura di un percorso culturale volto a esplorare le luci e le ombre della condizione delle donne nella società.

Sei storie per rompere il silenzio della violenza

Sul palco si alternano le voci di sei protagoniste che, pur essendo state private della vita, rivendicano il diritto di narrare la propria esistenza. Attraverso un ritmo narrativo serrato, lo spettacolo porta alla luce vicende di donne provenienti da contesti sociali differenti, accomunate dal tragico destino e dal desiderio di testimonianza. Il titolo, che richiama il celebre verso dantesco di Francesca da Rimini, sottolinea la persistenza del dolore e la necessità di una memoria collettiva. La regia di Massimiliano Burini guida un cast composto da Pina Antolini, Ornella Ciani, Carla Cicioni, Isabella Pacini, Gabbriela Tomassoni e M. Cristina Vipera in un’interpretazione che punta alla nuda verità dei fatti.

L’arte di Cinzia Verni nella chiesa museo di San Francesco

Oltre alla performance teatrale, il programma culturale prosegue con l’esposizione Donne da raccontare, curata dall’artista e designer Cinzia Verni. La mostra rimarrà accessibile al pubblico nella chiesa museo di San Francesco fino al prossimo 6 aprile. Il progetto espositivo si configura come un mosaico corale dove dodici figure femminili legate al territorio di Corciano diventano icone di professionalità e creatività. Esponenti del mondo scientifico, imprenditoriale, politico e artistico sono ritratte attraverso la fotografia, strumento scelto per catturare l’essenza di ogni singola esperienza di vita.

Sculture di carta tra fragilità e resistenza sociale

L’allestimento si arricchisce di installazioni scultoree realizzate in carta, concepite dalla Verni come metafore visive dell’abitare il mondo. Questi abiti-scultura rappresentano un omaggio alla dualità intrinseca della natura femminile: la delicatezza della materia che incontra la forza della testimonianza storica. Ogni opera funge da ponte tra la realtà quotidiana e la dimensione artistica, celebrando il contributo delle donne nello sviluppo della comunità locale. La mostra osserva orari specifici durante i fine settimana di marzo, con aperture straordinarie previste per i giorni di Pasqua e Pasquetta, garantendo una fruizione estesa per cittadini e turisti interessati a questo approfondimento socioculturale.

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