Pietanze a base di pesce del Trasimeno nelle mense scolastiche

Pietanze a base di pesce del Trasimeno nelle mense scolastiche

Pietanze a base di pesce del Trasimeno nelle mense scolastiche

Favorire l’introduzione nei menù scolastici, oltre che nelle mense universitarie e delle aziende sanitarie e ospedaliere, di pietanze a base di pesce del lago Trasimeno e altre eccellenze alimentari regionali.Approvata in sede di Assemblea Legislativa la mozione dei consiglieri Valerio Mancini ed Eugenio Rondini (Lega) che impegna la Giunta regionale ad attivarsi presso i Comuni.

Mancini ha ricordato che “il Lago Trasimeno è un’importante risorsa naturale che va tutelata e promossa per gli usi compatibili con la sua conservazione. La comunità ittica del Trasimeno è composta da 19 specie di pesci, tra le quali, il carassio, la carpa, il latterino, il luccio, il persico reale, il persico sole, il pesce gatto e la tinca, che vengono pescati quotidianamente. Alcune specie di pesce del Trasimeno – ha ricordato – rappresentano un alimento nutriente e altamente digeribile, con un basso apporto calorico e un buon contenuto proteico. In età scolare, un’alimentazione ricca di pesce è una risorsa preziosa per la crescita e lo sviluppo delle capacità cognitive.

La pesca sulle acque del Trasimeno – ha sottolineato –  rappresenta un’attività in grado di coniugare economia, tradizione e ambiente e che la comunità locale di pescatori è tra le più numerose d’Italia, per quanto riguarda le aree interne. La pesca praticata sul Lago Trasimeno rappresenta anche un importante e concreto fattore di sviluppo dell’economia del territorio. Già diversi Comuni umbri – ha concluso – hanno introdotto nei menù scolastici piatti a base di pesce di lago al fine di proporre alimenti ricchi, nutrienti e a km zero. Ringrazio l’Università di Perugia per lo studio effettuato e la Regione per il documento elaborato sull’introduzione del pesce nei menù scolastici. Vorremmo che la Regione Umbria, in accordo con i Comuni, possa introdurre il pesce di lago nei menù delle scuole. Anche perché i prodotti a km zero portano ancora ad un risparmio dei costi di trasporto e ai relativi consumi di carburante”.

Eugenio Rondini ha poi evidenziato che si tratta anche di “rendere i ragazzi delle scuole consapevoli della filiera del pesce e delle zone di produzione. Sarebbe importante creare percorsi scolastici per sensibilizzare gli studenti sulla qualità dei prodotti del nostro territorio, non solo i pesci del Trasimeno”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*