Castiglione del Lago, Riscoperta e commemorata la storia del partigiano Decio Fratini

 
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Tornata alla luce circa due anni fa grazie all’impegno di Gianni Olivo, cittadino castiglionese, la drammatica storia del partigiano Decio Fratini è stata ricordata martedì 27 gennaio, a Castiglione del Lago, in occasione della giornata della memoria. L’amministrazione comunale, con l’assessore alla cultura Ivana Bricca e il sindaco Sergio Batino, ha consegnato ai familiari di Fratini, deceduto nel campo di concentramento di Mauthausen il 24 aprile 1945, una targa per onorare il suo sacrificio.

“Raccontare la triste storia del nostro concittadino – ha detto Batino – ci deve aiutare a non permettere più che tornino gli anni bui della guerra”. Nato nel 1905 a Villastrada, frazione di Castiglione del Lago, Fratini era emigrato in giovane età in Alto Adige dove aveva trovato lavoro in una fabbrica chimica di Bolzano. Durante l’occupazione tedesca, dopo il 1943, aveva fondato insieme ad altri compagni la cellula di fabbrica del locale Comitato di liberazione nazionale.

Una cellula particolarmente attiva e che per questo finì nel mirino degli occupanti. Fratini fu arrestato e condotto, con l’ultimo treno che partì da Bolzano verso i campi di concentramento tedeschi, verso Mathausen Gusen. Qui, morì di stenti a pochi giorni dalla conclusione del conflitto.

Il sindaco di Bolzano ha partecipato alla cerimonia inviando una lettera che è stata letta a tutti.
Sono intervenuti anche rappresentanti delle locali sezioni dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) e dell’Associazione nazionale fra mutilati e invalidi di guerra (Anmig). Questi ultimi hanno letto brani estrapolati dalle lettere inviate da Fratini ai familiari di durante il conflitto.

“Questo giorno – hanno commentato dall’Anpi – deve servire a ricordare non solo la Shoah ma anche i 40mila deportati politici e i 650mila internati militari italiani. Dei primi ben 36mila non fecero ritorno a casa, mentre furono 50mila i soldati italiani morti durante la prigionia.

Nel Giorno della memoria vogliamo anche segnalare la storia di Angelo ‘Balilla’ Mencaroni, cittadino di Sanfatucchio, ultimo protagonista e testimone vivente della liberazione degli ebrei detenuti a Isola Maggiore, compiuta insieme a una squadra di partigiani castiglionesi. Una vicenda praticamente rimossa dalla storiografia ufficiale ma che riteniamo meritevole di essere raccontata. Non vorremo che per una storia riscoperta un’altra cadesse nell’oblio”.

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