Primarie PD a Castiglione, domani si vota

Burico, Meloni e Spadoni confermano il patto: tutti uniti per vincere le elezioni del 26 maggio

Un Cinema Caporali gremito: oltre 200 cittadini che hanno seguito con molto interesse il “Confronto fra i candidati” di giovedì sera, serata clou della campagna elettorale dei tre candidati alle Primarie del Partito Democratico. Domani 3 febbraio si vota negli 8 seggi nel territorio comunale dalle ore 8 alle 20 presentando la tessera elettorale e con un documento senza il versamento dei 2 euro come accadeva in passato. Le sezioni elettorali sono al Centro Commerciale “I Tulipani” di Castiglione, al CVA di Pozzuolo, alla Scuola Materna di Gioiella, al Circolo Arci di Porto, nella Sala Club Sportivo di Villastrada, nella Sala Oratorio Parrocchiale di Macchie, a Panicarola presso l’ex Asilo e infine al Circolo PD di Sanfatucchio.

Il compito di moderare il confronto è toccato alla giornalista Donatella Miliani vice responsabile de “La Nazione” edizione Umbria che ha subito, introducendo la serata, fissato le regole del dibattito dando lo stesso tempo a disposizione per le risposte a Matteo Burico, Alessio Meloni e Mariella Spadoni: un compito difficile ma che poi si è rivelato meno complicato per l’estrema correttezza dei tre candidati e del pubblico, partecipe e caloroso ma mai sopra le righe. Maria Laura Sebastianelli, segretario comunale del PD ha voluto ricordare la figura di Leonardo Cenci proprio nel giorno del suo funerale e ha augurato un buon lavoro ai tre “ragazzi” che si contendono la nomina a candidato a sindaco per il PD e per il centrosinistra.
«Questo di Castiglione è l’unico confronto per le primarie in tutta l’Umbria – ha sottolineato Donatella Miliani – che dimostra anche il clima di grande democrazia e di forte partecipazione tra i cittadini alla vita politica in questo importante territorio al confine con la Toscana». Subito si è entrati nel vivo del dibattito con la questione del “patto” siglato davanti al segretario regionale Gianpiero Bocci, che impegna i due candidati che verranno sconfitti domenica ad essere in cima alla lista del PD per il Consiglio comunale e quindi a spendersi attivamente per la campagna elettorale in appoggio del candidato vincente.

«La vicenda dei rapporti del PD con Progetto Democratico risale a 10 anni fa – ha ricordato Mariella Spadoni – e io non ho partecipato a quel momento di divisione lacerante. Ho però riscontrato in questi ultimi 5 anni da assessore al bilancio, finanze e tributi una tensione nei rapporti che è durata dall’inizio ad oggi. Progetto Democratico ci ha sempre detto no, nonostante i nostri tentativi. Il percorso delle primarie è stato bellissimo, mi ha permesso di parlare e conoscere meglio tante persone ma l’episodio di sabato scorso, con la firma di un accordo personale fra Matteo Burico e Progetto Democratico abbia turbato un po’ il clima. Anche io volevo un incontro con Progetto Democratico, ma solo per confrontare i miei punti di programma con i loro ma mi è stato negato. Per quanto mi riguarda il patto del 15 gennaio vale e varrà anche se dovessi perdere: noi dal 4 febbraio dovremo procedere uniti al nostro interno, insieme a Progetto Democratico e anche con l’apporto di altre forze politiche».
«Io sono l’esempio lampante di come si rispettano i patti – ha affermato con sicurezza Matteo Burico – poiché l’ho fatto 5 anni fa dopo la mia sconfitta alle primarie contro Sergio Batino, lavorando attivamente per la sua campagna elettorale e per il mio partito senza chiedere nulla in cambio. Io ho dimostrato con i fatti la mia coerenza. Per venire alla questione Progetto Democratico quando abbiamo iniziato questa campagna elettorale tutti noi abbiamo contattato associazioni, partiti politici, cittadini. A me Progetto Democratico ha risposto e le linee guida del mio programma di quest’anno, che sono molto simili alle mie del 2014, hanno avuto il loro gradimento, dando una possibilità non tanto a me ma al mio programma. Ora abbiamo finalmente la possibilità di rimettere insieme i pezzi del centrosinistra andati in frantumi 10 anni fa rendendo più forte e vincente la nostra coalizione per il 26 maggio. Essere divisi su tutto in Consiglio comunale quando si vota lo stesso partito alle elezioni politiche o alle europee è un segno di grave miopia politica. Io se domenica perderò farà con lealtà esattamente quello che ho fatto 5 anni fa, lavorando per unire e ricucire una coalizione più forte».
«Io propongo la mia candidatura per rimettere insieme il centrosinistra – ha dichiarato Alessio Meloni – con la mia capacità di mediazione, credendo nel mio programma ma rispettando le linee del mio partito che dopo il 3 febbraio dovrà gestire il tavolo delle alleanze. Il patto è per me sacro e lo rispetterò sicuramente ma l’iniziativa di sabato, che ha escluso di fatto me e Mariella, mi ha dato fastidio e mi ha fatto arrabbiare. Sono pienamente d’accordo con quanto scritto da Maria Laura Sebastianelli nel suo comunicato: è il Partito Democratico che dovrà fare la coalizione e non i singoli candidati, io non sono andato da nessun partito e ho fatto e sto facendo la mia campagna elettorale tra la gente comune e tra i militanti del PD».
Donatella Miliani ha poi lanciato i temi dello sviluppo economico, dell’Unione dei Comuni e dei rapporti con la vicina Toscana. «Lavoro da 25 anni in Toscana – ha sottolineato Spadoni – e proprio all’Unione dei Comuni della Valdichiana. Anche la nostra unione del Trasimeno deve crescere nella sua importanza per cogliere immediatamente tutte le occasioni, attraverso un confronto costruttivo con la Regione Umbria che deve dotarci di norme adeguate, una legge speciale come in Toscana e di fondi certi, per far compiere un salto di qualità amministrativo al territorio del Trasimeno. In Toscana la “Società della Salute” ha riportato agli enti locali la capacità decisionale sulla salute, con fondi e possibilità di programmazione in questo comparto, togliendola ai direttori generali delle Usl. Occorre questo anche in Umbria. Prima di modificare l’organizzazione della sanità si devono coinvolgere i cittadini attraverso le amministrazioni comunali. Vogliamo una nuova legge regionale che dia risorse per la nostra salute».
«Castiglione e il Trasimeno è un territorio marginale in Umbria – ha dichiarato Burico – economicamente e politicamente. Se andiamo a Città di Castello o a Foligno abbiamo strade decenti: qui no, da noi arrivano le briciole perché ci siamo accontentati di essere un territorio marginale per colpa della nostra politica e abbiamo bisogno di un riscatto. Noi dobbiamo diventare un baricentro tra Umbria e Toscana e sfruttare le opportunità che ci può fornire tale ruolo. Penso ad accordi con la Toscana per la sanità, al miglioramento della nostra offerta turistica attraverso l’integrazione con Cortona, Montepulciano, Chiusi per potenziare quella che è la nostra vera industria. Serve un riequilibrio delle risorse regionali e cambiare, ad esempio, i vincoli assurdi dettati dal Parco del Trasimeno che ci stritola: se il parco blocca lo sviluppo va cambiato con una nuova legge regionale, come stanno facendo i comuni intorno al Monte Cucco. Dobbiamo battere i pugni ai tavoli regionali, siamo stufi di essere marginali».
«Voglio parlare di comunità e di scuole – ha risposto Meloni – e ritengo che la rete fra ragazzi possa far crescere la nostra comunità. Non mi sento marginale, abbiamo un grande valore già espresso e molto ancora da esprimere. Fare squadra, fare rete territoriale, puntare ad un turismo medio-alto, di qualità. Fondamentale un ufficio affari legali andare ad intercettare le risorse regionali, nazionali ed europee. Credo nel potenziamento dell’Unione dei Comuni». Gli interventi dei candidati sono stati spesso interrotti dagli applausi di un pubblico attento e molto partecipe.
Mariella Spadoni ha evidenziato che «dobbiamo dare ai nostri giovani gli strumenti culturali per poter scegliere di restare nel territorio e non essere costretti ad andare via. Propongo di mettere in relazione la piccola e media impresa con le scuole, con attività di scuola-lavoro ancora più mirate, sfruttando la grande qualità delle nostre superiori. All’interno del Comune dobbiamo aprire uno Sportello Europa per facilitare l’accesso ai fondi europei, per donare a giovani e meno giovani la possibilità di valutare tutte le reali potenzialità di sviluppo, di crescita e di investimento di impresa. Abbiamo perso tanti treni, come ad esempio quello dell’ospedale unico. Credo che con la mia esperienza lavorativa saprò gestire i tavoli territoriali e i rapporti con la Regione Umbria. Il Trasimeno è un’area delicata, che non ha la stessa forza economico-industriale di altre zone. Dobbiamo tornare a decidere noi il nostro futuro».
Matteo Burico ha voluto mettere in evidenza la mancanza di posti pubblici per i giovani e la crisi della Coop Centro Italia che va gestita con l’aiuto della politica per non rischiare di perdere i 370 stipendi. «Serve sburocratizzare e consentire di aprire un’attività in 60 giorni, non tarpare le ali e bloccare gli investimenti di chi ha nuove idee: è l’unico modo che conosco per non mandare via i giovani».
Alessio Meloni ha richiamato l’introduzione del suo programma: i giovani. «Io mi batterò per loro, partendo da un dato che molti non conoscono: Eduscopio, istituto della Fondazione Agnelli, certifica che da anni i nostri istituti tecnologici del Rosselli-Rasetti sono ai vertici in Umbria per coerenza tra studi fatti e lavoro trovato e per rapidità di assunzione nel primi due anni dopo il diploma. Vorrei creare un “community hub” all’Asilo Reattelli dove le aziende incontrano le scuole ei giovani diplomati, dove i ragazzi possono arricchire le proprie conoscenze e confrontarsi con la realtà lavorativa, un luogo dove si fa formazione. Aggancio a questo l’idea di creare una fiscalità amica, una defiscalizzazione per sostenere le aziende innovative che investono, magari creando un distretto industriale nella zona di Pineta: abbiamo molte realtà interessanti che fanno export e che devono crescere ancora e ingrandirsi. Infine dobbiamo essere inclusivi con le fasce deboli e in difficoltà, potenziando le attività collaterali nella fascia prescolare e scolare, lavorare sulle fragilità come ci ha insegnato Don Milani con il suo “I care”. Ma questo riguarda anche gli anziani: subito il nuovo distretto, potenziare al massimo il nostro ospedale e la medicina domiciliare».

Il confronto è poi proseguito e si è concluso toccando tanti temi di stringente attualità: manutenzione stradale, viabilità, collegamenti ferroviari, alta velocità a Chiusi e l’importanza della cultura nello sviluppo di Castiglione del Lago; poi il ruolo e il rilancio della vita sociale nelle frazioni, su sollecitazione del pubblico, la manutenzione del Trasimeno e una legge speciale per garantire fondi per il lago. «Ma non dobbiamo fare demagogia con i soldi pubblici – ha detto con forza Spadoni -. Sulla cultura siamo molto attivi e stiamo investendo molto: manca la messa a regime delle manifestazioni, con un unico cartellone annuale che ci possa portare alla ribalta nazionale che meritiamo». «Fra Umbria e Toscana ci sono differenze negative per noi sulla viabilità – ha affermato Burico – e i dati parlano chiaro: nell’ultimo intervento della Provincia di Perugia per la bitumazione sono stati spesi 3 milioni e 700 mila euro, di cui nella zona 2, che comprende Trasimeno e Perugia, solo 960 mila euro: ovviamente il grosso è andato a Perugia. A noi solo le briciole, come sempre, quando, solo a Castiglione abbiamo circa 100 km di provinciali che sono disastrate». «La strada avviata dall’attuale Amministrazione per i trasporti è giusta: il trasporto pubblico a chiamata, in convenzione con un privato, va confermato e potenziato – ha detto Meloni – allargandolo alle frazioni per creare una rete di collegamento per i residenti, e penso alle fasce deboli, e per i turisti che alloggiano nei nostri tanti agriturismi e che possono venire da noi senza automobile. Sulle strade occorre iniziare subito un programma lungo di investimenti: non possiamo risolvere tutto in poco tempo. Per le comunali confermerei il “global service” con il coinvolgimento di aziende locali. Il primo impegno che prenderò se sarò eletto sindaco è l’allargamento della sede stradale della SS 71».

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