Cittadinanza italiana a Zaki. Magione si unisce alla richiesta

Il Consiglio comunale vota all’unanimità la mozione per richiedere il rispetto dei diritti umani nei confronti del giovane studente egiziano

 
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Cittadinanza_Italiana_Patrick George Zaki

Il consiglio comunale di Magione si unisce alla domanda già fatta da altre città affinché il Governo italiano conferisca la cittadinanza Italiana per meriti speciali a Patrick George Zaki unita alla richiesta di tenere alta l’attenzione sul suo caso considerato un atto di sopruso e un mancato rispetto dei diritti base dell’Uomo, condivisi storicamente da questa città.

Il giovane ventisettenne di origini egiziane, ricercatore presso la Ong egiziana Egyptian Initiative for Personal Rights, era arrivato in Italia nell’agosto 2019 per partecipare al Gemma, un corso di laurea magistrale dell’Università di Bologna, inserito nel programma Erasmus Mundus, con un curriculum dedicato agli studi di genere e delle donne.

L’arresto di George Zaki in Egitto

Il 7 febbraio del 2020, all’aeroporto del Cairo, dove era tornato per far visita ai suoi familiari, viene preso in custodia da agenti dell’Agenzia di sicurezza nazionale (Nsi) egiziana e picchiato, sottoposto ad elettroshock, minacciato ed interrogato circa il suo lavoro ed il suo attivismo per i diritti umani e civili. Da allora Zaki non è più uscito dal carcere, nonostante le precarie condizioni di salute, Gli vengono imputati l’istigazione alla violenza, la protesta fino all’accusa di rovesciamento dello Stato

Cittadinanza italiana a Zaki, intervento della capogruppo Cristina Tufo

“Dobbiamo impegnarci – afferma Cristina Tufo, capogruppo di maggioranza esprimendo a nome di tutto il consiglio solidarietà, sostegno e vicinanza alla famiglia e alle Università di Bologna e Granada – affinché la violazione dei diritti umani nei confronti di Patrick Zaki non sfoci in una nuova tragedia come quella che ha visto vittima Giulio Regeni. In questo senso vanno le continue pressioni da parte della comunità italiana e internazionale, del mondo associativo, accademico e politico, con le numerose iniziative che mantengono viva la richiesta di un trattamento umano nel rispetto del diritto giuridico e dei diritti umani, spesso ignorati dalle autorità egiziane”.

 

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