Panicale lancia il modello Etruria per rigenerare i territori

Panicale lancia il modello Etruria per rigenerare i territori

Tre giorni tra archeologia, benessere e comunità in cammino

Con l’apertura ufficiale nella Sala consiliare di Panicale, ha preso il via “Etruria Terzo Millennio”, una tre giorni densa di eventi e significati che punta a contrastare lo spopolamento e a riattivare le energie latenti dei borghi umbri. L’iniziativa, che si concluderà domenica 9 novembre, è promossa da una rete di enti pubblici e realtà associative, con il Comune di Panicale come capofila, in collaborazione con il Patto V.A.T.O., l’Università degli Studi di Perugia e la Soprintendenza Archeologica dell’Umbria.

Il progetto  come riporta il comunicato della Provincia di Perugia – si fonda su tre pilastri tematici: creatività, benessere e identità etrusca. L’obiettivo è ambizioso: costruire un modello replicabile di rigenerazione territoriale, capace di restituire centralità a luoghi marginalizzati, valorizzandone le radici storiche e culturali. La direzione artistica è affidata a Paolo Bartolani e Paola Carruba, che hanno delineato un percorso esperienziale in grado di connettere passato e futuro, tradizione e innovazione.

Il sindaco Giulio Cherubini ha sottolineato come l’iniziativa non sia un semplice evento, ma un’occasione per riscoprire l’identità collettiva e rafforzare il senso di appartenenza. “Vogliamo creare un cammino condiviso – ha dichiarato – che metta al centro le persone, i luoghi e le storie che li abitano”. La vicesindaca Anna Buso ha parlato di “prove generali” di un progetto più ampio, destinato a crescere e a radicarsi nel tempo.

Il programma si sviluppa in tre giornate tematiche. La prima, dedicata al benessere e al territorio, ha visto i partecipanti impegnati in una camminata tra gli oliveti, con raccolta e molitura delle olive presso l’Oleificio “Il Progresso”. Nel pomeriggio, l’Oleificio di Olmini ha ospitato degustazioni di prodotti locali e due conversazioni pubbliche sull’olivicoltura: una focalizzata sulle prospettive economiche future, l’altra sulla memoria e le sfide del settore. La giornata si è conclusa con un momento conviviale all’insegna del gusto e della socialità. Sabato 8 novembre è stato il cuore pulsante della manifestazione, con un’escursione archeologica guidata sul Monte Petrarvella. Qui, il professor Andrea Polcaro e l’archeologo Francesco Fratini hanno illustrato i risultati delle recenti campagne di scavo, che hanno restituito testimonianze di insediamenti umani risalenti a oltre cinquemila anni fa. Tra i reperti emersi: utensili dell’Età del Rame, ceramiche e tracce di un villaggio protostorico, oltre a resti longobardi e medievali. Una camera sotterranea sul versante nord lascia ipotizzare un uso rituale del sito, che sarà oggetto di ulteriori indagini. Il pomeriggio è proseguito con un incontro di approfondimento al Teatro Cesare Caporali, seguito da una performance teatrale in Piazza Masolino della compagnia O Thiasos Teatro Natura, che ha portato in scena “Fanciulli Etruschi”. La giornata si è chiusa con un cocktail a base di castagne e vino e un concerto serale dell’Ensemble De La Chimera, che ha proposto “Tiempo Antico: Canticus de emigrantes”, un viaggio musicale tra memoria e identità. Domenica 9 novembre ha segnato la chiusura della rassegna con un percorso a piedi tra Tavernelle e il Centro Polifunzionale “L’Occhio”, dove si è tenuto l’evento finale. L’incontro, organizzato con il supporto del CSR “Q. Fratini” e della Proloco di Tavernelle, ha assunto i toni di una festa comunitaria, con la partecipazione di associazioni sportive e culturali locali, tra cui ASD Yamaguchi Karate, Arcieri Simba e l’Associazione Scacchi.

“Etruria Terzo Millennio” si configura come un laboratorio a cielo aperto, dove la cultura si intreccia con il paesaggio e la partecipazione attiva diventa motore di cambiamento. L’idea è quella di costruire un modello esportabile, capace di generare impatto anche in termini economici, attraverso il turismo esperienziale, la valorizzazione dei beni archeologici e la promozione delle eccellenze locali.

Il progetto ha saputo coinvolgere una pluralità di attori – istituzioni, università, associazioni, cittadini – in un processo di co-creazione che punta a rigenerare non solo i luoghi, ma anche le relazioni sociali. L’approccio adottato è quello della “cultura generativa”, che non si limita a conservare il passato, ma lo rielabora per costruire nuove prospettive.

La scelta di Panicale come luogo simbolo non è casuale: borgo tra i più belli d’Italia, con un patrimonio storico e paesaggistico straordinario, rappresenta un contesto ideale per sperimentare pratiche innovative di sviluppo locale. La manifestazione ha dimostrato che è possibile attivare energie nuove anche in territori considerati periferici, trasformandoli in centri propulsori di creatività e benessere.

Il successo della tre giorni è testimoniato dalla partecipazione attiva del pubblico, dalla qualità delle proposte e dalla capacità di generare connessioni tra ambiti diversi: archeologia, agricoltura, arte, turismo, educazione.

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