Prisco (FdI), «No all’apertura di un centro islamico a Passignano»

Prisco (FdI), «No all'apertura di un centro islamico a Passignano»

Prisco (FdI), «No all’apertura di un centro islamico a Passignano»

Il parlamentare umbro Emanuele Prisco è «contrario» all’apertura di un nuovo centro islamico a Passignano sul Trasimeno. L’esponente di Fratelli d’Italia lo afferma in una nota nella quale viene spiegato che i consiglieri comunali di centrodestra hanno depositato un’interrogazione per chiedere conto al sindaco di centrosinistra di riferire sulla presunta costituzione del luogo di culto in via della Vittoria.

«E’ una voce sempre più insistente in paese – dice Prisco -. Un argomento del genere viene affrontato soltanto oggi con questa giunta al potere, con noi al governo sarebbe stato semplicemente impensabile». Nei mesi scorsi il deputato, insieme al presidente del partito Giorgia Meloni, ha depositato una proposta di legge chiedendo massima trasparenza e legalità nelle autorizzazioni per l’apertura di nuovi centri religiosi islamici. Argomento tornato recentemente alla ribalta quando si è discusso della moschea di Marsciano.

«Nella nostra regione vorrebbero moltiplicarsi i luoghi destinati al culto islamico e i centri culturali dove al verbo di Allah spesso sono state date spaventose interpretazioni – si legge in un comunicato -. L’intervento di Fratelli d’Italia non è frutto di pregiudizi o islamofobia ma si basa sul potenziale rischio terrorismo in quanto nella storia recente ci sono stati predicatori di odio che senza alcuna morale hanno utilizzato i sermoni e i titoli di imam per veicolare propagande e fomentare rivolte».

Secondo Prisco a livello nazionale dovrebbe essere istituito un albo degli imam gestito dal Viminale insieme all’obbligo per i predicatori di recitare i sermoni in italiano. «Con questa proposta di legge – conclude Prisco – vogliamo rendere penalmente perseguibile ogni propaganda potenziale a innescare pericoli per la nostra incolumità annullando quel reato di opinione che per gli estremisti rappresenta il primo paracadute nei tribunali».

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