Encicliche e modernità, la Chiesa nel tempo storico

A Monte del Lago il convegno Isuc sulle lettere papali

Nel cuore del Festival delle Corrispondenze, Monte del Lago di Magione ospiterà sabato 6 settembre alle ore 16, presso la chiesa di Sant’Andrea, un convegno promosso dall’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea (Isuc), dedicato all’approfondimento di quattro encicliche papali che hanno segnato il rapporto tra la Chiesa cattolica e la modernità. L’iniziativa, come riportato in un comunicato stampa del Comune, si inserisce in un contesto di riflessione storica che abbraccia oltre un secolo di trasformazioni, dall’Unità d’Italia fino alla Guerra fredda.

Dopo i saluti istituzionali del presidente dell’Isuc Alberto Stramaccioni e del sindaco di Magione Massimo Lagetti, la parola passerà ai relatori, coordinati da Jacopo Caucci von Saucken del Cts Isuc. Il professor Mario Tosti aprirà il ciclo di interventi con un’analisi dell’enciclica “Qui Nuper” di Pio IX, documento che difendeva il potere temporale della Chiesa in un’epoca di grandi tensioni politiche. Seguirà Andrea Possieri dell’Università di Perugia, con un contributo sull’enciclica “Auspicato Concessum” di Leone XIII, che riscopre la figura di San Francesco come ponte tra spiritualità e società.

Il professor Leonardo Varasano, anch’egli dell’Università di Perugia, si concentrerà sull’enciclica “Non abbiamo bisogno” di Pio XI, testo che si opponeva apertamente al fascismo, sottolineando il ruolo della Chiesa come baluardo etico in tempi di regime. Chiuderà il convegno Giancarlo Pellegrini, sempre dell’ateneo perugino, con una riflessione su “Pacem in terris” di Giovanni XXIII, enciclica che ha posto le basi per una visione universale della pace e dei diritti umani.

Il convegno, come sottolineato nel comunicato stampa diffuso dal Comune, intende offrire una lettura critica e umanizzata di testi che hanno attraversato epoche complesse, restituendo alla parola scritta il suo valore di testimonianza e orientamento. L’iniziativa dell’Isuc si propone così di riaccendere il dialogo tra storia, fede e società, in un luogo che invita alla riflessione e alla memoria.

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