Bardoscia e il trio jazz in concerto sabato 23 agosto
Ultimo appuntamento sabato 23 agosto per la XXVIII edizione del Festival Internazionale Giovani Concertisti, concludendo una rassegna che ha animato il borgo affacciato sul Trasimeno. Alle ore 21, la piazza Sant’Agostino ospiterà il concerto The future is a tree, guidato dal contrabbassista salentino Marco Bardoscia, affiancato da William Greco al pianoforte e Dario Congedo alla batteria, presentando musiche originali dello stesso Bardoscia. In caso di maltempo, l’evento si sposterà al santuario di Maria SS. Dei Miracoli. Per informazioni e biglietti: 348 9272462 – info.festivalgiovaniconcertisti@gmail.com.
Marco Bardoscia, diplomato in contrabbasso classico presso il conservatorio “T. Schipa” di Lecce e in musica jazz al conservatorio “N. Rota” di Monopoli, ha consolidato negli anni un forte legame con le radici pugliesi. La sua esperienza musicale si intreccia con la tradizione del territorio, reinterpretando brani classici della cultura popolare attraverso un linguaggio personale e contemporaneo. Numerose sono le collaborazioni con artisti di rilievo nazionale, tra cui il trombettista Paolo Fresu, con il quale Bardoscia ha partecipato a diverse incisioni prodotte dall’etichetta Tǔk.
La XXVIII edizione della rassegna, fondata dal maestro Giorgio Porzi, è promossa dall’Associazione Filarmonica “G. Verdi” di Castel Rigone in collaborazione con il Comune di Passignano sul Trasimeno, e gode del patrocinio della Regione Umbria e della Camera di Commercio dell’Umbria. La direzione artistica, per il terzo anno consecutivo, è affidata all’Orchestra da Camera di Perugia, che ha curato la programmazione dei giovani musicisti e le scelte artistiche della manifestazione.
Il concerto di chiusura segna un momento di sintesi dell’esperienza artistica e culturale della rassegna, con un dialogo tra tradizione e innovazione musicale, in un contesto storico e paesaggistico di grande fascino. L’esibizione di Bardoscia e del suo trio rappresenta un ponte tra la memoria delle sonorità locali e la sperimentazione jazzistica contemporanea, offrendo al pubblico un’esperienza sonora intensa e originale, valorizzando la centralità della musica come strumento di connessione tra artisti e comunità.

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