Bambino di due anni trovato morto a Città della Pieve, fermata la madre 📸🔴 FOTO E VIDEO

 
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Bambino di due anni trovato morto a Città della Pieve, fermata la madre

Bambino di due anni ucciso e portato al supermercato, la madre è in carcere

Il pubblico ministero Manuela Comodi ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto la donna ungherese di 43 anni sospettata di aver ucciso a coltellate il proprio bambino di due anni nel pomeriggio di venerdì a Po’ Bandino. La donna al termine di un lungo interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Città della Pieve, verso le 3 del mattino è stata accompagnata in carcere a Capanne. L’accusa è di omicidio volontario aggravato. L’indagata – da quanto si apprende non avrebbe confessato il delitto.


di Marcello Migliosi e Morena Zingales


La donna in stato di shock, intorno alle 16 dell’1 ottobre, era entrata in un supermercato di Po’ Bandino. In braccio aveva il figlio di due anni morto. Lo ha appoggiato sul nastro di una cassa e ha chiesto aiuto. Il bimbo aveva ferite da arma da taglio. Inutili i tentativi di rianimazione, il piccolo, che si chiamava Alex, era già morto.

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  • I fatti

Le indagini e i rilievi sono proseguiti fino a tarda sera all’interno del supermercato di Po’ Bandino. I Carabinieri di Città della Pieve, guidati dal neo comandante, il capitano Luca Battistella, hanno sequestrato oggetti ed effettuato accertamenti per fare chiarezza su cosa sia successo al piccolo di due anni depositato morto con diverse ferite da arma da taglio, all’addome e al collo, su un nastro trasporto delle merci del supermercato. A deporre il corpicino una donna, in evidente stato confusionale, che poi si è scoperto essere la madre.

La donna di 44 anni di origine ungherese ha adagiato il corpo del piccolo Alex un nastro nel pomeriggio dell’1 ottobre poco dopo le 15, chiedendo aiuto. Immediato l’intervento dei sanitari che sono stati allertati dal personale del supermercato e sono arrivati, però, trovando il piccolo morto. Aveva ferite da arma da taglio sul collo e il torace. Fin dal pomeriggio sono scattate le ricerche dell’arma concentrate in un vicino casolare, un fabbricato adiacente al supermercato. E’ stato setacciato dagli investigatori che hanno trovato un passeggino sporco di sangue e un coltello. L’aggressione potrebbe essere avvenuta lì dentro.

La donna, che risulta domiciliata presso una famiglia di Chiusi, è stata trasferita in caserma e avrebbe fornito versioni contrastanti. E’ stata posta in stato di fermo e si trova, come detto, al carcere di Perugia Capanne. Al momento su di lei si concentrano le attenzioni degli investigatori.

Omicidio l’ipotesi di reato per la quale procede la procura di Perugia che sta cercando di ricostruire quanto successo. Ma non si escludono anche altre piste. Nel corso delle indagini sono state prese a verbale le dichiarazioni di alcuni testimoni che sostengono di aver visto la donna attraversare la strada con il bambino in braccio. Sul posto sono subito intervenuti il medico legale Laura Panata e il sostituto procuratore di turno, Manuela Comodi. Il padre del bimbo vive in Ungheria.



Video di Paolo Terrosi


 

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