Beethoven e i Canti irlandesi per la Sagra Musicale Umbra a Panicale

Beethoven e i Canti irlandesi per la Sagra Musicale Umbra a Panicale
Beethoven e i Canti irlandesi per la Sagra Musicale Umbra a Panicale

Beethoven e i Canti irlandesi per la Sagra Musicale Umbra a Panicale. 
È pregio riconosciuto della Sagra Musicale Umbra arricchire ogni edizione con pagine splendide e poco note della musica d’arte. In uno dei “gioielli” dell’architettura umbra, il Santuario della Madonna di Mongiovino nel Comune di Panicale, il soprano Elisaveta Martirosyan e il pianista Marco Scolastra – insieme al violino di Mizuho Ueyama e al violoncello di Gianluca Pirisi – hanno portato alla ribalta una delle creazioni meno conosciute e meno frequentate di Ludwig van Beethoven, iCinque Canti irlandesi e scozzesi per voce, violino, violoncello e pianoforte.

Si tratta di alcune delle oltre 170 Folksongs (irlandesi, scozzesi e gallesi) che il compositore tedesco elaborò tra il 1809 e il 1820, “cedendo” a una consuetudine iniziata da Haydn per conto di intraprendenti editori scozzesi, che presero a commissionare a compositori di grande calibro l’arrangiamento di melodie di canti scozzesi per il proprio mercato “domestico”.

Davvero curiosa e singolare è la storia che sta alle spalle di questo impegno di Beethoven, che dapprima rifiutò l’incarico dell’editore Thomson e poi cedette alle sue insistenze cimentandosi in un singolare – e ben remunerato – lavoro, che consisteva nello scrivere un’introduzione e una coda conclusiva per gli strumenti di accompagnamento. Sconosciute restavano le parole che l’editore avrebbe adattate successivamente alla musica e questo modo di procedere suscitò in Beethoven non pochi malumori.

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