Guardia Medica soppressa mette a rischio salute dei cittadini

Guardia Medica soppressa mette a rischio salute dei cittadini

Disagi per sessantamila residenti nel comune di Passignano

L’allarme lanciato dai rappresentanti politici locali scuote il territorio del Trasimeno di fronte a una realtà che smentisce le rassicurazioni ufficiali fornite nelle scorse settimane. Nonostante le precedenti comunicazioni dell’Azienda Sanitaria Locale parlassero esclusivamente di una riorganizzazione degli orari, la situazione attuale delinea un quadro di tagli netti ai servizi essenziali di continuità assistenziale.

Lo smantellamento del servizio notturno

Le sedi di Panicale e Passignano hanno subito una trasformazione radicale che ha portato alla totale cancellazione della copertura medica durante le ore notturne. La transizione verso un modello esclusivamente diurno lascia sguarnita una fascia oraria critica, trasformando quella che era stata presentata come una rimodulazione in una vera e propria soppressione del presidio sanitario. La giustificazione tecnica fornita dai vertici sanitari poggia sulla centralizzazione delle attività presso la Casa di Comunità situata a Magione. Tuttavia, tale soluzione appare del tutto insufficiente a coprire le necessità di un bacino di utenza che sfiora i 60.000 abitanti, distribuiti su un territorio morfologicamente complesso dove la prossimità fisica al medico risulta spesso vitale.

La denuncia di Augusto Peltristo

Sulla questione è intervenuto con fermezza Augusto Peltristo, capogruppo di Fare Perugia Forza Italia, che insieme a Roberto Pinzo ha contestato duramente le scelte aziendali. Peltristo ha sottolineato come la mancanza di un filtro territoriale efficiente costringa inevitabilmente la popolazione a riversarsi verso le strutture ospedaliere, intasando i pronto soccorso per prestazioni che dovrebbero essere gestite dalla medicina di base. Il rappresentante politico ha evidenziato come il numero unico 116 117, indicato come soluzione per l’orientamento dell’utenza, risulti nei fatti non operativo per le reali necessità mediche. La presenza di personale non sanitario al centralino non può sostituire la competenza clinica necessaria per valutare quadri sintomatici complessi o fornire assistenza immediata.

Lacune nella continuità assistenziale

Le criticità sono emerse con particolare vigore durante le recenti festività, quando la continuità assistenziale è venuta meno in quasi tutte le sedi periferiche. Si è verificata un’interruzione di un pubblico servizio che ha privato la comunità di un supporto fondamentale, concepito originariamente per affiancare e alleggerire l’emergenza ospedaliera. La scomparsa dei medici dalle sedi locali durante la notte rappresenta un arretramento preoccupante per la sicurezza dei cittadini, specialmente per le fasce più fragili della popolazione residente nei comuni di Passignano e Panicale.

Necessità di investimenti nel personale

La risoluzione della crisi passa obbligatoriamente attraverso una revisione delle politiche di reclutamento e gestione delle risorse umane. Risulta indispensabile procedere con urgenza all’aumento del numero di medici e al potenziamento complessivo della medicina territoriale. Senza incentivi strutturali per il personale sanitario e un rafforzamento degli organici, il sistema di filtro territoriale è destinato al collasso. Garantire la presenza fisica dei professionisti sul territorio è l’unico modo per evitare che ogni esigenza di salute, anche non urgente, gravi esclusivamente sulla rete dell’emergenza-urgenza, compromettendo l’efficienza dell’intero apparato sanitario regionale.

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