Legacoop celebra l’eccellenza dei workers buyout 

Legacoop celebra l’eccellenza dei workers buyout 

A Todi e Città di Castello il successo dei workers buyout con Forbes

Esiste una linea sottile e preziosa che unisce il coraggio di chi non si arrende alla perdita del posto di lavoro con l’eleganza dell’alta imprenditoria internazionale. Questa connessione è emersa con forza durante l’ultimo grande evento di Forbes Italia, tenutosi nella sontuosa cornice di Palazzo Brancaccio, dove il cuore dell’Umbria ha pulsato attraverso le mani di chi ha saputo trasformare una crisi aziendale in un successo mondiale. Al centro dei riflettori, il fenomeno dei workers buyout, ovvero quelle imprese rigenerate dai dipendenti stessi, che oggi rappresentano una delle risposte più concrete e umane alle sfide del mercato globale, come riporta il comunicato di Mirko Loche – Ufficio stampa Legacoop Umbria.

Il viaggio di questo riscatto comincia nelle fucine di Città di Castello, dove i maestri di Ceramiche Noi hanno forgiato manufatti di altissimo pregio destinati a premiare le icone dell’anno, tra cui il re del cashmere Brunello Cucinelli e personalità del calibro di Cristiana Capotondi. Queste opere non sono solo oggetti di design, ma frammenti di una storia di resistenza: la cooperativa è nata infatti dalle ceneri di una delocalizzazione, quando i lavoratori decisero di investire su se stessi per non veder svanire decenni di competenza tecnica. Il cerchio della qualità si è poi chiuso a Pantalla di Todi, grazie alle artigiane della Legatoria Tuderte, che hanno realizzato i cofanetti per custodire i premi, confermando un’abilità già riconosciuta a livello internazionale per la collaborazione con il Grand Egyptian Museum.

Il ritorno simbolico di questi premi a Solomeo, nella sede della maison Cucinelli, suggella una filiera corta basata sulla dignità e sul talento territoriale. Danilo Valenti, presidente di Legacoop Umbria, ha tracciato un bilancio che va oltre la semplice celebrazione: nella regione si contano attualmente quindici realtà nate come workers buyout, un comparto che genera un fatturato complessivo superiore agli 80 milioni di euro e garantisce stabilità a 480 soci lavoratori. Questi numeri raccontano di imprese che non solo sopravvivono, ma innovano e competono ai vertici del sistema economico nazionale.

La missione di queste realtà, sostenuta con forza dalla cooperazione umbra, è quella di offrire una via d’uscita a chiunque veda minacciato il proprio futuro professionale. “Se credete nelle vostre capacità, noi vi aiutiamo a diventare imprenditori di voi stessi”, è il messaggio lanciato da Valenti per incentivare il recupero dei siti produttivi attraverso l’acquisizione collettiva dei macchinari e del know-how. La soddisfazione espressa da Lorenzo Giornelli di Ceramiche Noi ribadisce quanto sia fondamentale la sinergia tra le grandi firme dell’eccellenza regionale e le piccole realtà cooperative. Quando il lavoro torna a essere un bene comune e condiviso, l’innovazione non dimentica le radici e la qualità artigianale diventa un linguaggio universale capace di scalare le classifiche di Forbes e conquistare il mondo.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*