Prostituzione minorile, arrestato Vincenzo Esposito, parroco di San Feliciano, era senza controllo

Prostituzione minorile, arrestato Vincenzo Esposito, parroco di San Feliciano, era senza controllo

Pedofilia: prete arrestato, ordinanza ‘privo di autocontrollo e in preda ai suoi impulsi’

Il sacerdote arrestato dai Carabinieri di Termini Imerese (Palermo) – parroco di San Feliciano – per prostituzione minorile aggravata attuava un “perverso modus operandi” in “totale spregio dei principi di etica e di religiosità che dovrebbero ispirare il suo comportamento”. Sono le dure parole usate dal gip Fabio Pilato nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere il parroco, che vive vicino Perugia, e ai domiciliari la madre del minore. In particolare il gip, come apprende l’Adnkronos, cita una telefonata in cui il prete “pur dimostrandosi compiaciuto del video a contenuto sessuale ricevuto” dal ragazzo di 17 anni, “ne pretende un secondo di identico contenuto dov’è possibile vedere anche il volto del minore al momento dell’orgasmo”. “Mandamene uno dove si vede il tuo volto mentre godi…che mi piace molto..”, dice il prete al giovane. “Dinanzi alla richiesta di danaro formulata dal ragazzo” il prete “risponde rammentando al suo giovane interlocutore che già in passato gli aveva mandato dei soldi”.

Ecco il dialogo tra i due: “Va bene…si vedrà…Poi ci dico…il regalino non lo deve fare? Non…non pretendo…se…se lo vuole fare…se non lo vuole fare…niente!”, dice il ragazzo. E il prete: “Non ho capito…”. “Ci dico il regalino me lo vuole fare però?”, replica il ragazzino. “Eh ma quante volte di devo fare sto regalino…una volta ti ho mandato pure i soldini…non hai fatto niente lo stesso…”, risponde il religioso.

“Mandami questo video come ti ho detto io…”, insiste il prete. “No no no…[incomprensibile poiché le voci sono sovrapposte]…”. “Oppure fai un video in diretta…”, gli dice ancora.

Sebbene allo stato della discovery delle indagini, non sia affiorata la prova certa di incontri diretti o rapporti sessuali avvenuti di presenza fra il parroco ed i minori, si delinea ugualmente una condotta di estrema gravità penalmente rilevante, potendo affermarsi che, con cadenza quasi giornaliera” il sacerdote arrestato “è solito intrattenere rapporti telematici di natura esclusivamente sessuale con soggetti di minore età, li induca a compiere atti di autoerotismo, talvolta in presenza fra di loro, dietro la promessa e corresponsione di somme di denaro che vengono caricate sulle carte post pay in uso ai minori stessi”. E’ quanto scrive, come apprende l’Adnkronos, il gip di Palermo Fabio Pilato nella ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere il prete umbro per prostituzione minorile aggravata.

Cardinale Bassetti libro di Andrea Riccardi all'Università per StranieriL’intervento del Cardinale Gualtiero Bassetti – L’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve prende atto con stupore e dolore della notizia circa l’arresto del Sac. Vincenzo Esposito, Parroco di San Feliciano (Pg), e assicura la più completa disponibilità alla collaborazione con l’autorità giudiziaria per il raggiungimento della verità dei fatti.

Secondo le prime informazioni raccolte dall’Archidiocesi – che al momento non ha ricevuto comunicazioni ufficiali da parte dell’autorità giudiziaria – don Vincenzo Esposito è accusato di prostituzione minorile.

Al riguardo l’Archidiocesi ritiene di dover precisare che mai alcuna segnalazione è giunta all’Autorità ecclesiastica relativa ai fatti oggetto dell’indagine. Rimane comunque prioritario l’impegno ad approfondire con diligenza i fatti, applicando le indicazioni dettate dalla normativa canonica e seguire le eventuali indicazioni offerte dalla Santa Sede.
L’Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, Sua Eminenza Card. Gualtiero Bassetti, profondamente rattristato, esprime la propria vicinanza, umana e spirituale, alla comunità parrocchiale di San Feliciano e in particolare a tutti coloro che sono coinvolti nella vicenda.

Il linguaggio esplicito e monotematico utilizzato dimostra come le relazioni intrattenute dal parroco con i suoi giovani interlocutori non trovino fondamento nel ministero del sacerdozio o in ragioni di assistenza sociale, ed obbediscano esclusivamente alle irrefrenabili esigenze di soddisfacimento di insani impulsi sessuali – dice – Non sussiste infatti nessuna conversazione che lasci solo ipotizzare che le dazioni di danaro fossero ispirate a ragioni di solidarietà, di aiuto o di beneficenza da parte del prete nei confronti di soggetti poco abbienti”.

  • privo di poteri di autocontrollo

Il sacerdote arrestato con l’accusa di prostituzione minorile aggravata dai Carabinieri di Termini Imerese (Palermo) era “privo di poteri di autocontrollo” ed “in preda ai suoi impulsi”. Lo scrive, come apprende l’Adnkronos, il gip del Tribunale di Palermo Fabio Pilato nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere anche la madre di un minore, con la stessa accusa. Ecco alcuni stralci di intercettazioni: “”Cosa fareste tu e D. insieme a me?”, chiede il parroco a un ragazzino. E lui: “Tu lo sai cosa faremmo”. “Dimmelo”. E ancora: “Tu da che parte vuoi stare?”. Seguono altre frasi piene di volgarità. “Potreste fare cambio”. “Una volta l’uno!”, dice il ragazzino. “Va bene” risponde il prete.

Non ha freni inibitori a desideri compulsivi nutriti
Il parroco arrestato per prostituzione minorile aggravata, che esercita il suo ministero a San Feliciano Magione, un piccolo borgo in provincia di Perugia, “ha dimostrato di non saper anteporre alcun freno inibitore ai desideri compulsivi nutriti”. Lo scrive come apprende l’Adnkronos il gip Fabio Pilato nella ordinanza di custodia cautelare. E cita alcune conversazioni intercettate “in cui, pur dinanzi al malessere del minorenne che prospettava l’esigenza di prendere dei farmaci” il sacerdote “non ha esitato a richiedere ugualmente l’esibizione sessuale tramite videochiamata”. “Il secondo si riferisce all’atteggiamento tenuto” con un altro minore “quando, pur dinanzi al pericolo di essere denunciato qualora non avesse ricevuto del danaro, l’indagato non ha disdegnato la possibilità di ricevere un video dal ragazzo che lo minacciava”. “In tale ultimo frangente il sacerdote, pur spaventato dall’idea che il giovane potesse rivolgersi alle Forze dell’Ordine ha continuato nel gioco perverso e cercato di stimolare i sensi di colpa del minore rammentando gli aiuti economici forniti in passato per venire incontro alle difficoltà economiche familiari”.
L’accusa è pesantissima: prostituzione minorile. In carcere è finito il parroco di una chiesa in provincia di Perugia. Gli arresti domiciliari, invece, sono stati concessi alla madre del ragazzo (un 17enne), una donna di 50 anni, con cui il sacerdote avrebbe compiuto atti sessuali a distanza, sfruttando le chat dei social network. L’ordinanza di custodia cautelare è firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo. Che parla di «perverso modus operandi in spregio a principi religiosità».
  • L’ordinanza

Secondo l’agenzia AdnKronos, il Gip nell’ordinanza cita una telefonata in cui il prete «pur dimostrandosi compiaciuto del video a contenuto sessuale ricevuto» dal ragazzo di 17 anni, «ne pretende un secondo di identico contenuto dov’è possibile vedere anche il volto del minore al momento dell’orgasmo». «Mandamene uno dove si vede il tuo volto mentre godi…che mi piace molto..», dice il prete al giovane. «Dinanzi alla richiesta di danaro formulata dal ragazzo» il prete «risponde rammentando al suo giovane interlocutore che già in passato gli aveva mandato dei soldi». Segue poi una serie di altre conversazioni di contenuto molto esplicito.

Caccia ai precedenti

Esposito avrebbe compiuto atti sessuali a distanza con il minorenne in cambio di piccole somme di denaro pagate alla madre. Potrebbe non essere stato l’unico episodio. Si indaga, infatti, per accertare se altri minorenni siano stati adescati in rete dal sacerdote che ormai da anni vive lontano dalla Sicilia.

Ordinanza ‘prestazioni sessuali in cambio carte prepagate o telefoniche’ (Ter/Adnkronos)

“Dalle risultanze delle conversazioni captate a seguito delle autorizzate intercettazioni telefoniche e telematiche è risultato che” il sacerdote di Perugia arrestato per prostituzione minorile aggravata “con cadenza e frequenza giornaliera”, fosse “solito contattare ragazzi minorenni di sesso maschile originari di Termini Imerese e delle zone limitrofe con i quali effettua delle videochiamate a sfondo sessuale mediante le applicazioni whatsapp o messenger, chiamate durante le quali i minori compiono atti di autoerotismo dietro la promessa e corresponsione di somme di denaro che poi vengono caricate dall’indagato su carte post pay in uso ai minori”. E’ quanto scrive nell’ordinanza di custodia cautelare il gio Fabio Pilato. “La condotta – il più delle volte – consiste in un iniziale accordo telefonico cui segue la videochiamata e il pagamento”.

“In alternativa, da quanto emerso nel corso delle attività di captazione, sempre utilizzando le stesse applicazioni”, il prete si faceva “inviare dei video nei quali gli interlocutori compiono atti di autoerotismo o si mostrano senza vestiti”.

“A seguito delle videochiamate intercorse con i minori” il sacerdote “è solito effettuare ricariche telefoniche ai minori autori delle prestazioni sessuali o pagamenti su carte prepagate poste pay nella disponibilità dei minori”. “La prova del fatto che le prestazioni sessuali venivano fatte dietro corresponsione ai minori di una somma di denaro o di altre utilità emerge sia dal contenuto esplicito, chiaro e non criptico delle conversazioni captate con le vittime, sia dagli accertamenti bancari – in parte ancora in corso – che hanno consentito di verificare, per taluni episodi la corrispondenza tra la data della videochiamata durante la quale avveniva la prestazione sessuale dei minori e il versamento delle somme da parte” del prete arrestato.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*