Arte, documentari e opere liriche: la grande cultura al Cinema Caporali di Castiglione

Dirette via satellite da Londra e New York

 
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Al Cinema Teatro Cesare Caporali di Castiglione del Lago, dopo il periodo natalizio, riprende la stagione dedicata ai documentari e ai film sui grandi artisti e alle grandi opere liriche in diretta via satellite da Londra e da New York. Le scelte di Lagodarte, che gestisce da anni la “piccola-grande” sala castiglionese, sono sempre attente a mantenere alto il livello culturale, offrendo un calendario ricco di eventi e denso di contenuti. Martedì 22 con inizio alle 19:45 in diretta dal Royal Opera House di LondraLa dama di picche” di Piotr Ilic Cajkovskij per la regia di Stefan Herheim e diretta dal podio da Antonio Pappano, direttore musicale della Royal Opera. “La dama di picche” è un’opera drammatica «ambiziosa che rappresenta una penetrante analisi dell’ossessione distruttiva» hanno detto i critici contemporanei. Nell’intensa opera, pervasa dall’ossessione e dal soprannaturale, German è diviso fra la donna che ama e la propria mania distruttiva. “La dama di picche” è tratta dal racconto di Puškin e arriva alla Royal Opera House in una nuova produzione che ha già ottenuto recensioni entusiastiche ad Amsterdam. La messinscena è ambientata nel 1890, anno della prima dell’opera. Nel suo studio Cajkovskij immagina di raccontare la propria storia, mentre i personaggi danno voce ai suoi desideri inappagati. Si tratta del coinvolgente ritratto di un artista tormentato tracciato in un’avvincente narrazione gotica. Aleksandrs Antonenko e Eva-Maria Westbroek spiccano nel cast, insieme al coro della Royal Opera.

Mercoledì 23 alle 18 e poi alle 21:30 il film drammatico “Van Gogh, sulla soglia dell’eternità” di Julian Schnabel, con Willem Dafoe, Rupert Friend, Oscar Isaac, Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner (durata 110 min. USA 2018). Un Van Gogh secondo Schnabel, il ritratto umano di un’anima errante e della sua ricerca di un posto nella società. È di sole che ha bisogno la salute e l’arte di Vincent Van Gogh, insofferente a Parigi e ai suoi grigi. Confortato dall’affetto e sostenuto dai fondi del fratello Theo, Vincent si trasferisce ad Arles, nel sud della Francia e a contatto con la forza misteriosa della natura: ma la permanenza è turbata dalle nevrosi incalzanti e dall’ostilità dei locali, che biasimano la sua arte e la sua passione febbrile. Bandito dalla “casa gialla” e ricoverato in un ospedale psichiatrico, lo confortano le lettere di Gauguin e le visite del fratello. A colpi di pennellate corte e nervose, arriverà bruscamente alla fine dei suoi giorni. «Pittore celebre negli anni Ottanta, Julian Schnabel si converte al cinema negli anni Novanta e realizza il suo primo film su un soggetto seducente ma “cimentoso” (Basquiat), evitando i rischi di un’agiografia melensa con glamour smaccato e procedendo per tocchi fugaci. Un film su un pittore è raramente realizzato da un pittore ma Schnabel ne gira addirittura due. Ventidue anni dopo trasloca in Francia per raccontare il bisogno permanente di Van Gogh di dipingere. Come fu per Basquiat, l’autore americano non cerca di penetrare l’enigma della creazione, che appare un’acquisizione indiscutibile (anche) nel personaggio di van Gogh. Ad appassionare Schnabel è quello che rivela la relazione tra il pittore olandese e Paul Gauguin, tra l’artista dei girasoli bruni e il suo tempo. Il volto lungo di Willem Dafoe, che lo incarna, non rivela alcun recesso in cui potremmo infilarci per meglio comprenderlo, la sua performance in economia, la sua maniera scostante, gli sguardi scollati, la tensione nervosa dimostrano che il pittore non era né folle né malato».

Sempre ad un grande dell’arte figurativa sono dedicate le serate, con inizio alle 21:30, di lunedì 28 (anche alle ore 18) e di martedì 29: “Degas – Passione e perfezione” per la serie “La grande arte al cinema” è un documentario di 85 minuti prodotto in Italia e diretto da David Bickerstaff. «Un accesso esclusivo alle opere del pittore impressionista Degas, un film evento che offre una visione unica sulla vita personale e creativa di Degas, indagando la sua relazione con il movimento impressionista, la sua fascinazione per la danza e i problemi di vista che lo attanagliarono sin dagli anni novanta del XIX secolo. Gli spettatori scopriranno così la storia della sua ossessiva ricerca della perfezione attraverso la sperimentazione di nuove tecniche e lo studio dei maestri del passato, tra cui artisti del Rinascimento italiano e pittori contemporanei come Ingres e Delacroix. Uno studio che cominciò sin dal suo personale Grand Tour in Italia e che si sviluppò anno dopo anno grazie alle continue frequentazione di gallerie e musei parigini, primo tra tutti il Louvre». Come spiega lo storico francese Daniel Halévy, Edgar Degas (1834-1917) era un lavoratore indefesso e quasi sempre insoddisfatto che teneva la maggior parte delle sue opere nascoste in scatole: le estraeva solo quando era costretto a venderle per vivere.

Mercoledì 30 sotto il segno di Giuseppe Verdi con una delle sue opere più popolari nel mondo: sempre ovviamente in diretta via satellite dal Royal Opera House di Londra, con inizio alle 19:45, va in scena “La traviata” prodotta da Richard Eyre. Dall’emozione di un amore inaspettato a una straziante riconciliazione che arriva troppo tardi: “La traviata” di Verdi è una delle opere più popolari del repertorio. Alfredo si innamora della cortigiana Violetta nel fasto dell’alta società parigina, ma la facciata patinata nasconde oscure verità foriere di una tragica conclusione. L’opera è ricca di melodie memorabili, come il celebre “Brindisi” e l’esuberante “Sempre libera”, esempi eccellenti del lirismo accattivante dell’opera italiana. La produzione di Richard Eyre per la Royal Opera mette in evidenza tutti i colori emozionali: dall’esaltante scoperta dell’amore, attraverso il doloroso confronto con la realtà, fino all’inevitabile conclusione. Lo sfarzo delle scene e dei costumi d’epoca accentuano il realismo di una storia commovente basata su fatti veri e dove «una cortigiana sacrifica tutto per amore».

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