Formazione per i genitori: al Rosselli-Rasetti si è parlato di “rete” e cyberbullismo

Un modulo formativo proposto dalla secondaria di primo grado di Castiglione

L’Istituto Omnicomprensivo Rosselli-Rasetti ha proposto e attivato un modulo formativo rivolto ai genitori degli alunni che si è svolto nelle due giornate di sabato primo aprile e sabato 8 aprile nell’aula magna della Scuola Secondaria di Primo Grado. «La scuola affronta enormi cambiamenti – ha spiegato la professoressa Eleonora Tesei, Dirigente del Rosselli-Rasetti – sia per quanto riguarda la sua struttura e organizzazione interne, sia per quello che riguarda l’attività didattica e le metodologie. In particolare, in seguito alla approvazione del Piano Nazionale Scuola Digitale denominato PNSD, le istituzioni scolastiche devono far sì che gli studenti sviluppino nuove competenze digitali».

Un’attività formativa per informare e “formare” i genitori in relazione alle attività didattiche svolte dagli alunni in piattaforma G-suite, dare consapevolezza sulle attività di navigazione in rete, informare e dare consapevolezza rispetto alle tematiche riguardanti il cyberbullismo, informare rispetto alla privacy, creazione di un gruppo di supporto tra genitori in grado di dare sostegno per l’attivazione dei libri digitali. La piattaforma Google Suite for Education, un servizio in “cloud” offerto gratuitamente da Google alle scuole e alle università, mette a disposizione un servizio di hosting per la gestione delle e-mail, chat, spazio di condivisione documenti, applicazioni specifiche da usare con gli studenti. Le applicazioni della “G Suite for Education” consentono di gestire in modo efficace il flusso informativo all’interno dell’istituto attraverso tre strumenti principali: GMail per la posta elettronica, GDrive per la gestione e la condivisione dei documenti e Classroom per la gestione di una classe virtuale.

Nel primo incontro, che ha visto come relatori i professori Valentina Falucca, Francesco Crispino e Marco Romizi, con la consulenza dell’esperto informatico Paolo Giardini, sono state illustrate le attività didattiche che gli alunni possono sviluppare in piattaforma, analisi delle competenze che la scuola ed il gruppo docente intende sviluppare negli studenti utilizzando la piattaforma. Altro argomento di grande attualità nel primo incontro è stato la Consapevolezza in rete e privacy, privacy e social media, identità online ed identità reale. Al centro della discussione “Le nostre tracce su internet, tutto quello che facciamo in rete lascia tracce”. «Non esistono servizi “gratis” – è stato spiegato – e, se gratis, si pagano con le tue informazioni. Come proteggere i propri dati configurando correttamente gli account e come vivere più sicuri in un mondo che definiamo virtuale, ma che virtuale non è: occorre conoscere a fondo i comportamenti utili a difendere la privacy e la reputazione in Rete. Questo è importante soprattutto quando ad usare la rete sono i nostri figli. La Rete ricorda, conserva a lungo termine tutto ciò che scriviamo, commentiamo, fotografiamo e filmiamo per poi condividere: in Rete siamo ciò che condividiamo. Per questo è necessario conoscere i social network prima di frequentarli, è necessario individuare regole di comportamento adeguato, è utile provare strumenti (software, app, impostazioni dei servizi che utilizziamo) che ci aiutino a utilizzare al meglio la Rete». Sono infine stati spiegati i concetti di differenza tra identità reale e identità digitale, i rischi legati ai fenomeni maggiormente diffusi nell’uso inconsapevole delle piattaforme social e di collaborazione in rete (cyberbullying, cyberstalking, sexting, revenge porn, furto d’identità, impersonification, trickery, social enginereering, phishing, privacy, furto dei dati, web reputation) e sono stati dati suggerimenti per cercare di aumentare il livello di sicurezza delle attività in rete.

Durante il secondo incontro di sabato scorso il dottor Paolo Giardini, professionista esperto di indagini digitali e consulente della Procura di Perugia, ha spiegato cos’é il cyberbullismo, con la presentazione di casi reali, come riconoscere i segnali, di come aiutare le vittime di bullismo e di come comportarsi in caso di “attacco”. «Finché gli studenti sono a scuola – ha sottolineato Giardini – ci sono i professori e il personale che li controlla: quando sono a casa invece, su internet, hanno il mondo a disposizione senza nessuno in grado di guidarli e in grado di prevenire i rischi che possono incontrare. Quindi molto maggiore è il rischio a casa. I genitori non hanno tutta questa consapevolezza nell’uso dei social network e della rete e noi vogliamo sensibilizzarli, magari dando qualche strumento di controllo e di prevenzione, attraverso ad esempio una corretta configurazione del profilo Facebook . Poi esistono dei “filtri tecnici” per evitare siti porno o violenti per i bambini e per ragazzi e abbiamo continue richieste dai genitori in tal senso».

L’Istituto Rosselli-Rasetti sta poi promuovendo la collaborazione attiva e partecipata anche dei genitori individuando un gruppo di genitori con competenze informatiche in grado di supportare gli altri genitori nell’attivazione dei libri digitali degli alunni: referente dell’iniziativa il prof. Francesco Crispino.

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