Grand Tour. Quando il viaggio era scoperta e creazione di una nuova cultura europea

Inaugurata alla Torre dei Lambardi la mostra “Viaggio in Italia. Cartografia, guide e immagini del Grand Tour fra XVIII e XIX secolo”

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Grand Tour. Quando il viaggio era scoperta e creazione di una nuova cultura europea

Un percorso espositivo che si muove tra documentazione storica (cartografie, guide, resoconti di viaggio, manualistica) e proiezioni immersive, filmati e contenuti interattivi, quello che compone la mostra “Viaggio in Italia. Cartografia, guide e immagini del Grand Tour fra XVIII e XIX secolo” inaugurata alla Torre dei Lambardi di Magione.
A fare da guida all’interno delle diverse sezioni che si articolano sui cinque piani dello storico edificio, sono gli stessi protagonisti del Grand Tour sette-ottocentesco, uomini ma anche donne resi celebri dall’eccezionalità della propria esperienza di viaggio e dalla vividezza con cui l’hanno raccontata.

Promosso e organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Magione, assessore Vanni Ruggeri, in collaborazione con Sistema Museo e con il patrocinio dell’Associazione italiana collezionisti di cartografia antica “Roberto Almagià – ma, soprattutto, grazie al materiale proveniente dalla collezione privata “Scriptorium” di Piero Giorgi e Carla Cicioni, che ne sono anche i curatori – il percorso espositivo racconta, con il fascino del documento originale, oltre due secoli di evoluzione del Grand Tour, una pratica sociale che univa le élite di mezza Europa alla ricerca della bellezza e della cultura dell’Italia.

Dagli itinerari in diligenza all’avvento della ferrovia, dalla viabilità dell’epoca ai suggerimenti pratici da moderni travel blogger, il percorso espositivo presenta oltre cento pezzi tra cartografia, guide, resoconti di viaggio, manuali per il turista dell’epoca, stampe e incisioni che restituiscono la percezione del territorio di vedutisti e incisori, impegnati a veicolare l’immagine di un paese idealizzato, meta e oggetto del desiderio.

“Questa mostra – ha dichiarato l’assessore Ruggeri – nasce con l’idea di restituire quel contesto in cui si andava costruendo una nuova identità europea sulle basi di una cultura condivisa, in cui il viaggio in Italia rappresentava uno dei passaggi fondamentali per la formazione dell’aristocrazia e della nuova borghesia delle professioni. Gli strumenti utilizzati per pianificare il viaggio vanno però aldilà della pura finalità utilitaristica diventando, invece, delle vere e proprie opere d’arte. Grazie all’accurata selezione operata dai curatori, la qualità esecutiva di questi documenti si può apprezzare nelle carte geografiche, alcune di grandi dimensioni, ma anche nelle incisioni, nelle vedute e nelle illustrazioni che i viaggiatori realizzavano per documentare luoghi visitati e interessi storico-eruditi che orientavano gli itinerari.”

Al taglio del nastro sono intervenuti, tra gli altri, Massimo Lagetti, vicesindaco di Magione, Vanni Ruggeri, assessore alla cultura, Franca Tegliucci e Sergio Trippini, Associazione Roberto Almagià, Carla Cicioni e Piero Giorgi, Francesca Caproni, direttrice Gal Trasimeno-Orvietano; Mario Squadroni, presidente della Deputazione di Storia patria per l’Umbria.

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