Inaugurate le Meraviglie di Miró a Castiglione del Lago

Inaugurate le Meraviglie di Miró a Castiglione del Lago

Inaugurate le Meraviglie di Miró a Castiglione del Lago. Il meraviglioso mondo di Miró invade le sale del Palazzo della Corgna a Castiglione del Lago. Forme, colori e segni svelano il rapporto del Maestro catalano con i «libri d’artista». In mostra 70 opere grafiche appartenenti a quattro serie complete. “È solo questo, una magica scintilla, che nell’arte conta”, scriveva Miró.

Percorrere le sale che ospitano le opere di Miró a Castiglione del Lago significa esplorare l’intima relazione che l’artista catalano ebbe con i «libri d’artista» e scoprire il rapporto complesso tra testo e illustrazione proprio di quegli anni. Ha inaugurato nello splendido Palazzo della Corgna la grande mostra “Joan Miró. Meraviglie grafiche 1966-1976”. Un itinerario nella creatività poetica di questo straordinario Maestro del Novecento.

La mostra è dedicata alla scoperta del meraviglioso mondo di Miró attraverso 70 opere grafiche appartenenti a quattro serie complete. Nelle sue creazioni surrealiste le forme, i colori e lo straordinario alfabeto di segni sono il risultato dell’incredibile capacità di rinnovarsi alla luce di una visione globale dell’arte, vissuta con curiosità e versatilità. La mostra, a cura di Andrea Pontalti, è promossa dal comune di Castiglione del Lago e organizzata da Sistema Museo e Cooperativa Lagodarte, in collaborazione con Aurora Group. Sarà visitabile fino al 4 novembre 2018.

Molto interessato il folto pubblico presente all’inaugurazione, che si è lasciato guidare tra le meraviglie di Miró dal curatore Andrea Pontalti. La mostra espone quattro serie realizzate tra il 1966 e il 1976, in età matura: “Ubu Roi” (1966), “Le Lézard aux Plumes d’Or” (1971), “Maravillas con variaciones acrósticas en el jardin de Miró” (1975) e “Le Marteau sans maître” (1976). Quattro capolavori che raccontano il “sogno poetico” di Miró, quella sua capacità di oggettivare le immagini della fantasia e di esprimerle attraverso un linguaggio assolutamente personale.

Il curatore Andrea Pontalti: “Questa mostra offre uno spaccato interessante e di nicchia su Miró, un artista infinito da conoscere. Per Miró il libro doveva avere la dignità di una scultura in marmo. Si avvicina all’illustrazione quando c’è un fervore particolare intorno al libro d’artista e per lui la pagina diventa uno spazio aperto dove far accadere la sua arte. In mostra abbiamo voluto riportare anche gli acrostici che Miró realizza con il suo nome. Un insieme di parole, segni e significati. Visitare la mostra significa immergersi nel linguaggio artistico generato da questo straordinario artista: un equilibrio tra illustrazione e parola, per il quale si potrebbe creare un vero dizionario”.

Miró dialogò con l’opera di alcuni dei principali esponenti del mondo letterario del Dopoguerra. Nelle tredici coloratissime litografie di “Ubu Roi” ciascuna tavola è lavorata come una scena teatrale, in cui forme e volumi sembrano potersi muovere liberamente. Ubu è un personaggio grottesco le cui funzioni viscerali dominano su quelle intellettuali e rappresenta la caricatura di ogni abiezione umana. In “Le Lézard aux plumes d’or” Miró diventa illustratore di se stesso: “La lucertola dalle piume d’oro” rappresenta la fusione compiuta tra immagine e testo poetico, in una equilibrata coesistenza di grafismo e immagini.

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Nelle illustrazioni di “Maravillas con variaciones acrósticas en el jardin de Miró” l’artista catalano si esprime con segni neri e vivaci macchie colorate dal forte impatto visivo. Le sue “Meraviglie” sono la perfetta espressione di quell’instancabile fantasia nel creare forme e disegni che assomigliano a un linguaggio misterioso e affascinante.
Con il ciclo “Le Marteau sans maître” Miró rende omaggio al poeta René Chair, una delle voci più importanti della letteratura francese del Novecento. Anche in questa serie Miró non rinuncia al colore, ma la scelta dell’acquatinta valorizza non la lucentezza dei cromatismi ma una delicata, modulata porosità delle superfici.

Nelle sue opere gli sfondi neutri vengono “macchiati” da segni scuri e colori brillanti, come blu, rosso, verde, giallo, in una precisa alternanza tra corpi informi e linee curve, per dare vita alle sue visioni oniriche. Scriveva Miró. “Ho una certa esperienza per poter realizzare quello che si può definire fare un libro, non illustrarlo, che è sempre qualcosa si secondario. Un libro deve avere la stessa dignità di un’opera scolpita nel marmo”.

Fino alla seconda metà dell’Ottocento l’illustrazione costituisce un apparato accessorio al testo, ne è parafrasi sempre subordinata alla parola scritta e con essa è legata da un rapporto prettamente mimetico. Il surrealismo eredita le sperimentazioni delle avanguardie precedenti, ma diventa il terreno più fecondo e longevo per la riflessione sul rapporto tra testo e parola e per la creazione dei «libri d’artista».

Per l’ampiezza delle pubblicazioni e per il costante lavoro di sperimentazione intrapreso dagli artisti, il «libro d’artista» surrealista rappresenta uno dei contributi artistici ma anche teorici più interessanti del Novecento e Miró ne fu uno dei massimi sperimentatori.

La prestigiosa esposizione di Castiglione del Lago è un’occasione unica per lasciarsi incantare dal meraviglioso linguaggio surrealista di Miró. La mostra accompagna il visitatore alla scoperta di quell’alternanza di segni, versi e immagini vibranti di colori. Per poi sorprendersi di inattese visioni e libertà espressive che fanno di Miró l’incomparabile Maestro del Novecento di cui è difficile non innamorarsi.

www.palazzodellacorgna.it

Forme, colori e segni di un Maestro dell’arte del Novecento

Castiglione del Lago, Palazzo della Corgna
28 giugno – 4 novembre 2018

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