Il film di Amelio torna sul grande schermo a Castiglione del Lago

Il film di Amelio torna sul grande schermo a Castiglione del Lago

Una serata culturale attesa al Caporali di Castiglione del Lago

Castiglione del Lago, 23 04 2026 – La rassegna “10 e Luce, dal libro al film” prosegue con un appuntamento di grande intensità narrativa e valore storico. Martedì 28 aprile, alle 20:45, il Nuovo Cinema Caporali propone al pubblico “Porte aperte”, il film diretto da Gianni Amelio nel 1990 e tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia. L’incontro sarà introdotto dalla professoressa Lucia Annunziata, docente dell’Istituto Superiore “Italo Calvino” di Città della Pieve, che guiderà gli spettatori nella lettura dei temi centrali dell’opera. L’evento coinvolge Castiglione del Lago, il territorio del Trasimeno e la vicina Toscana, con un biglietto ridotto riservato ai soci delle associazioni culturali locali.

La storia, ambientata nel 1936 a Palermo, ruota attorno alla figura di Tommaso Scalia, imputato per tre omicidi: l’ex superiore che lo aveva licenziato, il collega che ne aveva preso il posto in un sindacato fascista e la moglie, uccisa dopo una violenza. La vicenda sembra destinata a concludersi con la condanna alla pena di morte, prevista dal Codice Rocco e sostenuta dal regime come strumento di ordine pubblico. Ma il giudice Di Francesco, interpretato da un magistrale Gian Maria Volonté, sceglie di approfondire ogni dettaglio, cercando attenuanti che possano evitare l’esecuzione. Il suo percorso si scontra con pressioni politiche, rigidità istituzionali e persino con l’ostilità dell’imputato, deciso a ottenere la condanna capitale. Il conflitto tra i due diventa il cuore del film: un confronto morale, prima ancora che giudiziario, che mette in luce la fragilità della giustizia quando è piegata alla propaganda.

Gianni Amelio affronta un doppio confronto: da un lato con la scrittura di Sciascia, già portata sullo schermo da registi come Damiani, Rosi e Petri; dall’altro con la presenza scenica di Volonté, attore di enorme carisma e rigore. Il risultato è un’opera asciutta, intensa, costruita su dialoghi essenziali e interpretazioni che scavano nella psicologia dei personaggi. Accanto a Volonté, Ennio Fantastichini offre un ritratto potente e disturbante di Scalia, incarnando la violenza e la contraddizione del fascismo delle origini. Il film mette a nudo la retorica del regime, che esaltava la sicurezza pubblica attraverso l’idea delle “porte aperte”, simbolo di un ordine apparente. Sciascia smonta questa narrazione mostrando come la pena capitale fosse presentata come garanzia di stabilità, mentre in realtà alimentava paura e conformismo.

Nel suo intervento introduttivo, la professoressa Lucia Annunziata sottolinea come il romanzo di Sciascia sia uno dei testi più lucidi nel raccontare il rapporto tra morale e giustizia. La vicenda, definita dall’autore un “romanzo filosofico travestito da legal drama”, nasce da un fatto reale avvenuto negli ultimi anni del fascismo. L’opinione pubblica dell’epoca dava per scontata la condanna esemplare, convinta che la severità delle pene fosse sinonimo di sicurezza. Il giudice Di Francesco, definito “piccolo” per la sua posizione marginale nel sistema di potere, rappresenta invece la resistenza etica. La sua indagine non è solo un atto giudiziario, ma un tentativo di scalfire la retorica dominante e di restituire dignità al concetto di giustizia.

La proiezione al Caporali si inserisce nel programma dedicato ai 100 anni dell’Istituto Luce, con l’obiettivo di valorizzare opere che hanno segnato la storia culturale italiana. La scelta di “Porte aperte” risponde alla volontà di proporre un cinema che interroga, che costringe a riflettere e che mantiene viva la memoria di un periodo complesso. Il film di Amelio, con la sua forza narrativa e la sua capacità di restituire la tensione morale del romanzo, continua a parlare al presente. Le domande che pone  sulla responsabilità individuale, sul ruolo dello Stato, sulla fragilità della giustizia quando è piegata al potere  restano attuali e necessarie.

I biglietti per l’appuntamento di martedì 28 aprile sono acquistabili in prevendita direttamente al botteghino del Nuovo Caporali, negli orari di apertura del cinema, oppure online sito www.nuovocinemacaporali.it cliccando direttamente sull’orario del film che interessa. 

La rassegna conferma così la sua vocazione: trasformare ogni appuntamento in un’occasione di confronto, offrendo al pubblico un percorso che attraversa cinema, letteratura e storia con uno sguardo critico e consapevole, come riporta il comunicato di GOEC Gabriele Olivo Editoria e Comunicazione Comuneinforma – Agenzia Akropolis.

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