Dieci appuntamenti teatro, danza, musica: voce alle nuove storie
MAGIONE (Perugia), 12 settembre 2025 – Quando le luci del sipario non servono soltanto a illuminare attori, ma a riflettere voci, storie e bagliori del presente, il teatro diventa luogo di comunità. È questo l’impegno che permea la Stagione 2025‑2026 del Teatro Mengoni di Magione, costruita sotto la regia del Teatro Stabile dell’Umbria e sostenuta dall’amministrazione comunale con l’assessore alla cultura, Vanni Ruggeri, in dialogo con il Direttore TSU Nino Marino. Dieci spettacoli che fanno del palco una piazza viva, capace di contaminarsi con la vita, con le questioni di oggi, con il bisogno di bellezza che cura, come si legge dal comunicato di Federica Cesarini – Teatro stabile dell’Umbria.
“Questa nuova Stagione è un viaggio che intreccia classico e contemporaneo, grandi maestri e nuove voci, teatro, musica e danza”, dichiara Nino Marino. Parole che non suonano come proclami, ma come invito: dieci appuntamenti differenti, uniti da un filo invisibile che chiede al pubblico non soltanto di assistere, ma di sentire, pensare, partecipare. “Il teatro non è soltanto intrattenimento: è partecipazione civile, è un gesto poetico e politico di sostegno alla cultura.”
Anche Vanni Ruggeri conferma questa tensione: la stagione non rinuncia a proporsi come spazio privilegiato di riflessione sul presente con linguaggi che sanno essere corrosivi, visionari, dissacranti. Denuncia sociale, memoria collettiva, passione civile: sono gli ingredienti che il Comune desidera mescolare senza temperare, mantenendo prezzi contenuti per biglietti e abbonamenti, così che la cultura resti accessibile, non privilegio.
L’appuntamento d’apertura è mercoledì 22 ottobre alle 21: “Strappo alla regola”, commedia di Edoardo Erba con Maria Amelia Monti e Cristina Chinaglia, che gioca su un incontro inatteso fra realtà e finzione cinematografica, fra regole e rotture, invitando il pubblico a un sorriso consapevole.
Martedì 11 novembre, ancora prosa alta, con “Il piacere dell’onestà” di Luigi Pirandello. Un testo che non invecchia, che chiede allo spettatore di confrontarsi con l’ipocrisia sociale, con il peso delle apparenze, con la verità che spesso si nasconde dietro la menzogna. Sul palco un cast di nomi noti — fra cui Pippo Pattavina — che dà corpo e voce alle sfumature dell’anima umana.
Il 26 novembre, spazio al teatro musicale con “Un’opera da quattro soldi”, omaggio a John Gay e Bertolt Brecht, in cui sonorità moderne, canto e azione scenica rendono attuali storie di potere, povertà e sopravvivenza. Uno spettacolo che chiede non solo orecchio, ma cuore.
Il 9 dicembre arriva Matthias Martelli con Eretici. Il fuoco degli spiriti liberi: un lavoro che attraversa secoli, trasmette coraggio e dissenso, mette insieme figure che hanno osato pensare l’insostenibile. Attore e tre voci, tragico e comico, in un’esplorazione della libertà di essere controcorrente, oggi come allora.
Gennaio apre con Azzurro, tratto dal memoir di Curzio Maltese: Antonio Catania sul palco, accompagnato dal piano di Sergio Colicchio e dalle musiche di Nicola Piovani, offre al pubblico una riflessione intima e sociale sul tempo che passa, sul paesaggio politico e culturale che si costruisce con memoria.
Il 31 gennaio tocca a Controcanto Collettivo, con Seconda classe, che punta il dito contro la disuguaglianza, il lusso smisurato, l’esclusione che non si vede finché non ci tocca. È un teatro che urla, che smuove, che chiede carezze nel dolore.
Febbraio promette la scossa: “Il Sen(n)o” di Monica Dolan con Lucia Mascino, regia Serena Sinigaglia. Monologo potente, moderno, che denuncia la sessualizzazione, la manipolazione, l’identità raccolta e dispersa nell’era digitale. Un tema che brucia, sospeso fra indignazione e bisogno di ascolto.
Poi, domenica 22 febbraio alle 17, danza ed escursione immaginativa con “Il racconto dell’isola sconosciuta” della Compagnia Zerogrammi, tratto da José Saramago: un viaggio simbolico nell’interiorità, nella fragilità, nei desideri, negli spazi che non abbiamo ancora esplorato.
Marzo porta la leggerezza con “L’uomo dei sogni”, scritto e diretto da Giampiero Rappa: una commedia che mescola sogno e realtà, che sfranta i contorni del reale per far entrare l’inaspettato. E tutto questo in un ritmo che alterna humour, vertigine, riflessione.
La chiusura è affidata a “L’assaggiatrice di Hitler”, liberamente tratta da Le assaggiatrici di Rosella Postorino: un testo duro, necessario, una donna costretta ad assaggiare il cibo del Führer per evitare veleni. È una storia di paura e di resistenza, di spazio interiore e di coraggio quotidiano.
Dietro il calendario c’è una visione che vuole il teatro come casa comune: tra artisti e spettatori, paesani e visitatori, giovani e anziani. Lo spettacolo non è solo una serata fuori: è dialogo, è luogo di crescita, di trasformazione personale e collettiva. TSU, Comune, amministrazione lavorano per mantenere prezzi low, per offrire abbonamenti più accessibili, perché chi non può resti almeno la voce che ascolta, il pensiero che nasce, la scintilla che resta. Anche la programmazione riflette questa vocazione: mescola generi (commedia, dramma, danza, musica), mescola epoche (classici come Pirandello, testi contemporanei), mescola strumenti (voce, musica, movimento, corpo). Il fine è parlare al presente con tutte le sue inquietudini, le sue contraddizioni, le sue bellezze.
Nel corso di questa stagione emerge anche il rischio, inteso come scelta consapevole: accettare che alcune storie disturbino, che alcune scene siano specchi scomodi. Perché il teatro non sia solo il confortevole, ma anche il perturbante; non solo la risata, ma anche il respiro trattenuto. Il pubblico viene chiamato non a distrarsi, ma a partecipare, a domandare cosa significhi essere qui, ora, insieme.
L’augurio di tutti — TSU, Comune, artisti — è che la stagione oggi proposta riesca ad attrarre non solo i soliti spettatori, ma nuovi sguardi, nuove sensibilità, chi finora non ha varcato la soglia. Perché ogni spettacolo non resti evento isolato, ma diventi tessera di un mosaico che rafforzi l’identità culturale di Magione, il suo ruolo nel panorama regionale, la sua potenza come spazio di incontro.
Questo cartellone parla di noi: delle nostre ferite, delle nostre speranze, dei nostri silenzi non sempre esplorati. Ed è per questo che vale la pena andare a teatro: perché ne usciremo forse un po’ diversi — più attenti, più sensibili, più uniti — e ci ritroveremo migliori.
ABBONAMENTI e BIGLIETTI
PRELAZIONE per gli abbonati della Stagione 24/25 da sabato 20 a sabato 27 settembre.
È possibile rinnovare il proprio abbonamento anche online inviando una e-mail a abbonamenti@teatrostabile.umbria.it specificando nome, cognome e città.
Vendita dei NUOVI ABBONAMENTI da mercoledì 1 a sabato 11 ottobre.
È possibile acquistare l’abbonamento intero anche online sul sito www.teatrostabile.umbria.it.
Biblioteca comunale Corso Marchesi 14, Magione T 075 843975 (martedì, giovedì e sabato dalle 10 alle 12 dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19).
VENDITA DEI BIGLIETTI da mercoledì 15 ottobre.
VENDITA ONLINE disponibile sul sito www.teatrostabile.umbria.it
PRENOTAZIONE TELEFONICA Botteghino Telefonico Regionale del TSU 075 57542222, tutti i giorni feriali dalle 17 alle 20; è possibile prenotare dopo l’ultima recita dello spettacolo precedente.






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