A Panicale, il Tar dà ragione al barista

A Panicale, il Tar dà ragione al barista

A Panicale, il Tar dà ragione al barista

Due anni e mezzo fa il placet da Comune e Sovrintendenza. Poi, dopo che l’amministrazione del piccolo paese lacustre intima di smontarla con una ordinanza quantomeno contraddittoria, il ricorso al Tar e quella tenda oggetto del contendere che anziché essere smontata può restare lì. Succede a Panicale dove in questi giorni il titolare di un bar che si affaccia in piazza Umberto I, cuore della città di Masolino, ha visto riconosciute le proprie ragioni e potrà così continuare ad accogliere i propri clienti sotto il tendone retrattile che garantisce riparo da pioggia e sole e soprattutto lavoro per la stagione turistica in via di ripartenza, visto anche che i locali interni dell’esercizio commerciale sono piccolissimi.

Il presidente della Prima sezione del Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria, Raffaele Potenza, si è espresso infatti per l’annullamento dell’ordinanza n. 1 del 5.01.2022 adottata dal Responsabile dell’Area Tecnica – SUAPE del Comune di Panicale con la quale era stata ingiunta al titolare del bar “la demolizione, ovvero la rimozione della tenda a muro con braccio retrattile, installata a protezione dell’area esterna destinata ai tavoli per la mescita di attività ricettiva di bar e ristorante”.

Non solo, il Comune, che era tornato sui propri passi senza addurre particolari motivazioni per poi nemmeno costituirsi in sede di giudizio come riporta la sentenza, è stato anche condannato al pagamento delle spese giudiziarie pari a 1.000 euro oltre oneri ed accessori di legge. La motivazione del provvedimento viene ascritta “all’esiguità degli abusi contestati che non appaiono tali da giustificare l’ordine demolitorio impugnato” dall’amministrazione comunale, fa sapere l’avvocato Alessandro Formica che ha agito per conto del titolare del centralissimo bar panicalese e che tornerà a curarne gli interessi  in occasione della trattazione di merito del ricorso nell’udienza pubblica fissata per il prossimo 18 ottobre. Una storia a lieto fine per la parte ricorrente e un po’ di soldi pubblici che potevano essere spesi in maniera più produttiva.

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