Droga Perù, «Riccardo è innocente», lo dice la famiglia

Droga Perù, «Riccardo è innocente», lo dice la famiglia

Droga Perù, «Riccardo è innocente», lo dice la famiglia

«E’ innocente e faremo di tutto per dimostrarlo». Sono le parole dei familiari di Riccardo Capecchi, il fotografo 41enne di Castiglione del Lago, coinvolto nell’inchiesta per un maxi sequestro di cocaina. «Riccardo è un fotografo professionista, incensurato, un ragazzo perbene. E’ finito nei guai perché uno dei camper è risultato a lui intestato a lui». Con lui sono finiti in carcere altri 4 italiani. E’ quanto scrive oggi la nazione Umbria.

«Riccardo ha conosciuto ad un matrimonio uno degli arrestati, è stato lui a proporgli un lavoro in Perù». Al 41enne gli aveva offerto un servizio fotografico con la sua organizzazione che offre la vendita di fuoristrada ad uso camper, una specie di vacanza-avventura che lui sosteneva fosse gestita da una importante agenzia del posto. Un’offerta di lavoro che spinge Riccardo ad andare in Sudamerica, raggiungendo gli altri.

Una volta arrivato a Lima quelle persone «non si sono fatte vive per giorni – hanno detto i familiari – e lui ha iniziato a pensare che si trattasse di una bufala». Il momento in cui Riccardo avrebbe dovuto realizzare il servizio sui camper non è mai arrivato.

«La polizia fa irruzione nell’appartamento che il gruppo aveva indicato a Riccardo come luogo di incontro. Lui era lì. Sono stati gli agenti ad informarlo che Mirko e gli altri erano stati arrestati e così lo hanno invitato a presentarsi qualche giorno dopo al commissariato per sentire la sua versione».

Nel corso di quell’interrogatorio Riccardo è stato incriminato e sottoposto a misura cautelare in carcere. E’ stato accusato di aver fatto parte dell’organizzazione a cui sono stati sequestrati 291 chili di cocaina. Non è ancora molto chiaro. Ma secondo quanto si apprende, e secondo quanto riportano i giornali peruviani, Capecchi risulterebbe intestatario di uno dei camper utilizzati per nascondere e trasportare la droga, tanto che sul cofano dei camper ci sono gli adesivi della sua agenzia fotografica.

La misura cautelare ha validità nove mesi, Riccardo Capecchi potrebbe restare dietro le sbarre in Perù fino a febbraio 2020. Se non verrà fissata la data d’inizio del processo entro la metà di febbraio, il giovane potrà tornare libero.

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