Trafomec: dopo 17 giorni sospeso il blocco delle merci

Vertenza Trafomec Tavernelle, insediato tavolo tecnico di crisi

Dopo 17 giorni di presidio con blocco delle merci e non senza dubbi e tensioni, gli ex lavoratori della Trafomec di Tavernelle, azienda metalmeccanica che produce trasformatori a una trentina di chilometri da Perugia, hanno deciso di dare l’ennesimo segnale di responsabilità. Dopo l’incontro di ieri, 18 febbraio, in prefettura, stamattina i 60 operai, che aspettano da sei mesi il pagamento delle spettanze (un incentivo all’esodo di appena 8mila euro, oltre a Tfr e preavviso di licenziamento) e versano in una situazione di gravissima difficoltà economica, hanno deciso di permettere l’ingresso di un camion con i materiali necessari a consentire la ripartenza dell’attività produttiva nel sito, dove sono occupati circa 100 loro ex colleghi.

“Ancora una volta dimostriamo all’azienda di essere molto più civili e responsabili di loro – commenta uno degli ex lavoratori del presidio – decidendo di dare un segnale di disponibilità al quale però dovranno seguire immediatamente i fatti. Qui ci sono decine di famiglie che hanno toccato il fondo e non possono più aspettare. Deve essere chiaro: possono toglierci tutto, come stanno facendo, ma non la nostra dignità”.

La decisione di sospendere il blocco è maturata ieri, dopo l’incontro in prefettura dal quale si è usciti con un impegno ufficiale da parte della Regione e dell’azienda a trovare entro 15 giorni una soluzione alla vertenza.

Ma il presidio davanti ai cancelli va comunque avanti: “Ci aspettiamo che chi ieri ha preso l’ennesimo impegno ufficiale davanti al prefetto di Perugia, al questore e all’assessore regionale, ora lo mantenga – afferma Cristiano Alunni, segretario provinciale Fiom – Resteremo naturalmente vigili, perché l’esperienza ci insegna che purtroppo il rispetto degli accordi non è affatto scontato. In ogni caso – conclude Alunni – se la situazione non si risolverà nei tempi concordati, la Fiom e la Cgil di Perugia non escludono azioni legali nei confronti di chi ha firmato gli accordi sindacali poi non rispettati”.

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