Corciano, il Comune è orgoglioso di Jenny Narcisi

“Credo che sognare da soli abbia un risvolto egoistico. La nostra Jenny, invece, sta sognando a beneficio di tutti, regala emozioni sempre differenti e ciò è indice di grande generosità”. Cristian Betti, Sindaco di Corciano, fin da quando ha conosciuto Jenny Narcisi è rimasto conquistato dalla vitalità e carica umana di questa ciclista paralimpica 27enne, ed ha seguito con passione autentica le tappe del suo esaltante percorso. Dalla presentazione del suo progetto ‘In bici per la Vita’, con l’Associazione BiciCuoreDiabete Onlus, alla predisposizione dell’istanza, per la quale è stato coinvolto anche Hub Corciano ed andata a buon fine, per il brevetto su modello di utilità di un sistema di riequilibrio della pedalata, alla prima prova di Coppa del Mondo 2015 di Ciclismo Paralimpico (svoltasi a Maniago, in Friuli, le altre 3 si terranno in Svizzera, a Yverdon les Bains, il Germania a Elzach ed in Sudafrica a Pietermaritburg – ndr), che l’ha vista due volte sul podio, così da concretizzare anche la convocazione in Nazionale. Al momento, questa giovane calabrese, ormai umbra d’adozione, capace di vivere come strumento di crescita e riscatto la sua macrosomia (patologia della quale è affetta dalla nascita e consistente nella differenza volumetrica tra gli arti inferiori con blocco meccanico della caviglia, sia in estensione che laterale) ha un miliardo di cose da fare. “Andrò in ritiro con la Nazionale, dall’8 luglio – racconta – in preparazione della prova svizzera per i Mondiali, dal 28 luglio al 2 agosto; un’esperienza importantissima, al pari del percorso di avvicinamento alle Paralimpiadi di Rio 2016. Intanto sto mettendo il massimo impegno, supportata, e di questo posso essere grata, da tante persone speciali, come Ivano il mio amico ciclista che con pazienza mi segue negli allenamenti”. A lui, Jenny aggiunge un elenco che sembra quasi quello del telefono “ricevo tanta forza dai miei superiori e colleghi di reparto (lavora all’Euronics del Quasar Village – ndr), Giulio, Marta, Sabrina ed Anna Rita che si adoperano per sostituirmi – dice – e dai tanti con cui condivido la quotidianità, penso al proprietario di casa, al mio biomeccanico Alberto pagnottini che adatta costantemente la configurazione della mia bici per trovare il mix ideale, al coach, Roberto Burdo, che mi segue da 600 km di distanza grazie alla tecnologia, al centro chinesiologico IN-Forma di Perugia, fino alla Conad PAC2000 che mi supporta e, spero, continui a farlo. Io cerco di fare del mio meglio”. Significa chilometri e chilometri macinati giornalmente “tra salite e discese – ribadisce – ascoltando in cuffia musica a basso volume, perché la musica è il mio doping naturale”, finalizzati alle gare. Dalla trasferta dell’1 e 2 giugno a Varese per affrontare, “correndo privatamente – sottolinea – accanto ad atleti di maggiore esperienza in rappresentanza delle varie Nazionali”, una cronometro ed una prova a circuito, al viaggio di 480 km sulla fida automobile verso Maniago (PN) per poter stringere il bronzo nella cronometro e la brillantissima medaglia d’argento nella prova in linea, dietro di appena 8 centesimi di secondo all’atleta statunitense Morelli. Fino al titolo italiano a cronometro e su strada (cat. C4) ai Campionati assoluti di ciclismo paralimpico, disputati nell’ultimo fine settimana a Valsugana in Trentino. Nel 2014 l’oro era stato vinto nella cat. C5. “Ho la mia fedele Wokini Specialized – conclude citando la sua bici – ed anche lei è contenta dei risultati che mi permettono di mantenere le promesse fatte a chi, con la sua disponibilità sta credendo in me”. “Non solo persone – evidenzia il Sindaco Betti – ma un intero territorio”.

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