Magione, “bufala” su tabaccheria ai profughi: l’indignazione del Sindaco

Il Centro di Salute di Magione amplia i propri spazi

È una “bufala” colossale, ma continua ad essere oggetto di incomprensioni tra i cittadini e tra gli esercenti commerciali di Magione e non solo. Non c’è nessun bando in favore di profughi o immigrati per una tabaccheria in zona stazione, ma – vista la difficoltà a smentire voci e polemiche del tutto prive di fondamento – è lo stesso sindaco a chiarire la vicenda dicendosi «indignato per la superficialità con cui si offrono notizie sensazionalistiche ad un’opinione pubblica che, vista la complessa situazione occupazionale, appare già troppo permeabile a sentimenti di invidia sociale, intolleranza e vero e proprio odio razziale. Ribadendo che la vecchia legge, di metà del secolo scorso, applicata dai Monopoli di Stato di Perugia fa riferimento ai profughi italiani sfollati durante il conflitto bellico – aggiunge il sindaco di Magione – siamo a sottolineare che il Comune non ha comunque competenza in materia di sali e tabacchi».

In merito all’avviso di concorso per l’assegnazione di una rivendita ordinaria di generi di monopolio da istituirsi nel Comune di Magione, si specifica quindi che il bando viene pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato secondo normali procedure che si applicano per i Comuni al di sotto dei 30mila abitanti. Nelle modalità di assegnazione, che fanno riferimento a leggi del dopoguerra tuttora vigenti, si evidenzia la volontà di quegli anni di dare assistenza ai profughi italiani che venivano rimpatriati da territori stranieri, quali Libia, Eritrea, Etiopia e Somalia per la cessazione della sovranità dello Stato italiano. Le disposizioni, anche se si possono ritenere superate, nulla hanno a che vedere con presunte assegnazioni ai “profughi odierni” di qualunque provenienza straniera.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*