Alzheimer, quali risposte al Trasimeno: tavola rotonda dello Spi Cgil

Banella: «Tempi certi per il centro diurno»

Catiuscia Marini e Simonetta Simonetti
Catiuscia Marini e Simonetta Simonetti

Si è tenuta sabato 9 aprile al CSA L’Incontro di Castiglione del Lago una tavola rotonda organizzata dallo SPI Cgil del Trasimeno dal titolo “Alzheimer, quali risposte al Trasimeno“. Il sindacato dei pensionati della Cgil vuole mettere al centro dell’attenzione di tutti una tremenda malattia come L’Alzheimer, che rappresenta un grave problema socio sanitario nel territorio e in generale in tutti i Paesi occidentali. Moderati da Mauro Barzagna, caporedattore del Corriere dell’Umbria, sono intervenuti Alberto Trequattini, coordinatore dei disturbi cognitivi Usl 1, il sindaco di Castiglione del Lago Sergio Batino, la governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini, Lucia Rossi della segreteria generale SPI Cgil, Simonetta Simonetti direttrice del Distretto Socio-Sanitario del Trasimeno e il segretario generale Cgil Umbria Vincenzo Sgalla.

Ha introdotto la tavola rotonda Ivo Banella, segretario SPI Trasimeno che ha subito evidenziato alcuni dati: «Questa malattia si è fortemente diffusa con l’allungamento della vita media. In Italia i pazienti con demenza sono circa un milione di cui oltre 600 mila con Alzheimer ma sono oltre 3 milioni le persone coinvolte nell’assistenza dei loro familiari. Nel Trasimeno, con una popolazione ultra sessantacinquenne di oltre 14 mila unità, la malattia colpisce circa 1000 cittadini e coinvolge oltre 4 mila persone. C’è un forte impegno del nostro distretto sanitario, anche in collaborazione con associazioni e cooperative, con punti di ascolto, laboratori di stimolazione cognitiva, un ambulatorio specialistico dedicato, eventi formativi e informativi. Ma si deve fare di più: noi SPI riteniamo che debbano subito essere completate le strutture e attivati i servizi indispensabili al rallentamento della malattia ed al miglioramento delle condizioni di vita dei malati e dei familiari e non è possibile che siano solo le badanti a risolvere il problema. Sono più di 4 anni che è autorizzata la realizzazione di un centro diurno nel nostro distretto ma ancora non è stato realizzato: siamo gli unici nella Usl 1 a non avere un centro diurno per questa malattia. Ora chiediamo tempi certi e poi riteniamo che si debba arrivare anche alla realizzazione di residenze protette».

Ivo Banella
Ivo Banella

Il dottor Alberto Trequattrini nel suo intervento ha fornito spiegazioni di carattere scientifico spostando l’attenzione sulla demenza come “grande contenitore” delle malattie neurodegenerative del cervello, che ancora sono parzialmente misteriose per la comunità scientifica. La dottoressa Simonetta Simonetti, direttrice del Distretto del Trasimeno ha fatto un quadro delle azioni e degli interventi del servizio sanitario: «L’Alzheimer è una malattia inguaribile, ma non incurabile. Questa malattia per un arco temporale medio di 8/10 anni grava per l’80% sulle famiglie. Noi abbiamo cominciato a mettere insieme le nostre competenze, unendo le forze con gli operatori di interesse del territorio attraverso percorsi informativi e formativi. Funzionano due ambulatori specialistici a Passignano e Città della Pieve, con centri d’ascolto, e abbiamo da poco approntato un piccolo programma per un laboratorio di stimolazione cognitiva rivolto al paziente ma anche al familiare, con una assistenza domiciliare non dedicata».

Il sindaco Batino ha posto l’accento sulla necessità di creare una rete di servizi a supporto degli anziani, della disabilità in generale e delle rispettive famiglie. «Il sistema delle badanti, per quanto utile – ha detto – non basta più. Occorrono un paio di centri diurni con almeno 20 posti l’uno a nord e a sud del Trasimeno». Lucia Rossi ha lamentato la mancanza della consapevolezza della malattia e ha chiesto una legge quadro nazionale sulla “non autosufficienza”, affermando che non è accettabile che il terzo settore abbia di fatto sostituito il pubblico. Anche per Vincenzo Sgalla non si può pensare di abbandonare chi ha questi problemi: «La risposta non è l’assegno ma serve un’articolazione dei servizi sanitari e una maggiore efficienza. Ci sono stati molti tagli nel settore sanitario ma rivendico l’azione della Cgil e dello SPI per attenuarne la portata e gli effetti sui cittadini. Poi dalla Regione e dal Governo nazionale serve uno scatto in avanti sul fronte del lavoro: dal rilancio economico si potranno trovare le risorse per il settore socio-sanitario e per ridare un po’ di speranza alle famiglie soprattutto quelle in difficoltà».

La presidente della Regione Umbra Catiuscia Marini ha parlato della prevenzione attraverso l’invecchiamento attivo della popolazione, legata alle questione della sostenibilità del sistema sanitario: «Occorre una gestione ad ampio spettro e bisogna sempre più rendere flessibile l’intervento. L’investimento in welfare è un investimento per la diretta crescita del Paese: siamo soddisfatti della ricostituzione del Fondo Nazionale, dopo che i precedenti governi lo avevano azzerato. Come Regione Umbria dico decisamente “no” alla privatizzazione dei servizi per l’Alzheimer, una malattia che ha bisogno di grande qualità e di servizio pubblico: dobbiamo tenere in piedi la rete dei servizi».

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